L'ospedale "Parini" di Aosta criticato su "Facebook" dai parenti del sopravvissuto dell'incidente di Champagne: «dichiarazioni errate» risponde Manuel Mancini

redazione 12vda.it
Nicolas Candian in ospedale (foto dal profilo 'Facebook' del padre Simone)

Pubblica su "Facebook", sul suo profilo aperto, le foto del figlio, ricoverato all'ospedale "Parini" di Aosta, ne racconta, nel dettaglio, lo stato di salute, criticando pesantemente l'operato dei medici e scatenando un putiferio sui "social". Simone Candian, 42 anni, residente a Borgofranco d'Ivrea, località del Canavese, rischia ora una denuncia per diffamazione e calunnia dopo che lo scorso 10 agosto, alle ore 8.32 ha scritto: "Ingessare una gamba e dopo una settimana accorgersi che non è quella giusta!!!!!! Complimentoni solo ad Aosta reparto Ortopedia.... Fatti forza figliolo speriamo ti dilettano (sic!) presto che è più sicuro stare a casa che stare lì".

"Macellai", "bastardi", "non ci stupiamo". "E non raccontiamo tutto - ha aggiunto Candian, stimolato dai commenti - ho voluto far sapere questo schifo Xche (sic!) è successo di peggio tre giorni prima. Aveva tutte le palle nere e aveva male e loro continuavano a dire che era solo la botta poi guardando bene si sono accorti che aveva una frattura al bacino che gli ha lesionato due arterie e quindi hanno dovuto operarlo d'urgenza Xche (sic!) stava facendo emorragia interna. Ho detto tutto".
Simone Candian è il padre di Nicolas, il ventenne di Verrès che era sul sellino posteriore della moto "Bmw S 1000 RR" condotta da Alessio Vacca, il 25enne di Châtillon che, nella tarda serata di martedì 31 luglio è finito, sulla strada statale 25, a Champagne di Verrayes, contro la "Fiat Panda" condotta da Alessandro Ricchi, 77enne di Monteschino, località in provincia di Verbania, rimasto illeso, provocando la morte della moglie, Noemi Veia, 73 anni, che era seduta sul posto del passeggero anteriore. Alcune ore dopo è spirato, a causa delle numerose ferite, anche Vacca, mentre Candian se l'era cavata con una prognosi di trenta giorni.
"Anche se non ti conosco auguri, che tu guarisca presto, sono da denuncia chi ti ha fatto questo" si legge nel primo dei commenti che attaccano la sanità valdostana, etichettata come "macelleria", dove la gente "non si stupisce" di quanto ha scritto Candian, ha "brutti ricordi" e dove gli operatori, "bastardi", "non dovrebbero avere la possibilità di fare certi lavori".
C'è chi ricorda presunte diagnosi errate, "non è la prima volta che si sbagliano ne ho già sentite", e verso chi dubita partono le critiche: "al giorno d'oggi uno non può più dire quelle (sic!) che pensa - ha ribadito Simone Candian - e quello che mi fa ridere che io non ho presentato nessuna denuncia anche se avrei potuto tranquillamente, ho solo fatto un indignazione (sic!)".

«Sui "social" sono state pubblicate informazioni errate o fuorvianti». La risposta dell'Azienda Usl è arrivata via "Whatsapp" (non da una nota ufficiale), in cui Manuel Mancini, direttore del reparto di ortopedia e traumatologia, dove è stato trasferito Nicolas Candian, ha puntualizzato che «il paziente, in seguito ad incidente stradale, riportava traumi ad entrambi gli arti inferiori e per entrambi si rendeva necessaria l'immobilizzazione. Nello specifico, la gamba sinistra riportava diversi traumi importanti, la gamba destra una frattura minima composta e tutte le procedure terapeutiche intraprese sono state illustrate al paziente ed ai familiari».
«Spiace dunque constatare che, ancora una volta, sui social network vengano riportate informazioni errate e fuorvianti, con conseguenze facilmente immaginabili - ha denunciato, senza mezze misure, il dottor Mancini - Esprimo ai medici in servizio presso la struttura di ortopedia e traumatologia e nei reparti che hanno collaborato a vario titolo al soccorso ed al trattamento dei pazienti vittime del grave incidente stradale di quella notte, la mia più sincera gratitudine per aver operato in condizioni estreme, su due pazienti, nel migliore dei modi possibile e, chiedendo loro di passare oltre alle meschinità ed alle offese che, purtroppo, leggo. Rinnovo loro l'espressione della mia più sincera stima professionale».

"Non è che si risolve il problema infamando un ospedale sui social"."Quando si tratta di gestire pazienti con politraumi così gravi spesso ci si concentra a stabilizzare le condizioni generali e trattare le fratture più urgenti - ha quindi cercato di spiegare, sempre su "Facebook", un radiologo valdostano che lavora ad Ivrea - spesso non è possibile curare contemporaneamente tutte le lesioni... spesso chi non è addetto ai lavori giudica o commenta senza avere gli strumenti per farlo. Io non mi permetterei di buttare fango sull'operato di un ingegnere, di un muratore, di un autista, in merito a situazioni che non capisco... poi ripeto, magari l'errore umano in questo caso potrà esserci stato, ma infamare un intero ospedale o reparto sui "social", spinti dalle emozioni non è sicuramente la soluzione migliore...".
"Prima di ergersi a giudici o esperti - ha aggiunto il medico - bisognerebbe conoscere l'argomento e i fatti. E' giusto rispettare il dolore di un genitore, ma gli sfoghi vanno fatti nel modo e nelle sedi opportune. Se si pensa di essere vittima di un errore o di un'ingiustizia si può fare denuncia, infamare a casaccio e nel mucchio sui "social", sull'onda delle emozioni del momento, è solo inutile e dannoso per se stessi e anche per chi eventualmente non avesse colpe".

"Spero capiti la stessa cosa anche a voi...". Le precisazioni non hanno però fatto calare i toni della discussione, che nel frattempo è stata condivisa da diversi utenti e si è ampiamente diffusa: "non per forza la parola di un medico è legge, sbagliano anche loro e non sarebbe la prima volta" ribatte qualcuno, anche se altri cominciano a dubitare delle dichiarazioni di Simone Candian ("il ragazzo in foto non si sa quale santo deve ringraziare perché è ancora vivo..." scrive chi sa qualcosa di più) che risponde "spero capiti la stessa cosa a lei poi vediamo se parla ancora così".
Nicolas Candian, nonostante tutto, resta ricoverato al "Parini", anche se più di una persona suggerisce "forse è meglio portarlo da qualche altra parte" perché "non camminerà più", con altri che si offrono come suggeritori "se avete idee di far mettere mano da altri dottori".
Alla fine è lo stesso Candian a sbottare quando più di una persona chi gli fa notare un possibile rischio di querela: "non so se gli conviene comunque non lo (sic!) messo x avere un risarcimento altrimenti avrei fatto denuncia e comunque a tutti voi che parlate senza sapere un cazzo vorrei vedere se capitasse a vostro figlio se sareste tanto contenti".

"Tanto la girano come vogliono loro, e trovano il modo di pararsi il culo". Il padre di Nicolas Candian ha quindi pubblicato un'immagine con la scritta "Siamo talmente circondati dalla falsità che la sincerità viene recepita come un'offesa", evidenziando "a tutti quelli che si sono permessi di mettere in dubbio o addirittura offendermi e dirmi che mi sono inventato tutto e poi la chiudo qui Xche (sic!) mi sono rotto di dover essere ancora io ha (sic!) giustificarsi che lo trovo ancora più infamante........ del mio sfogo del momento,anche Xche (sic!) i fatti parlano e loro possono continuare ad arrampicarsi sui vetri ma a me non mi prendono x il Culo (sic!). Mi sarebbero bastate semplicemente delle scuse . Passo e chiudo".
In realtà la discussione prosegue: "poi dicono Xche (sic!) non fai denuncia - ha continuato Candian, rispondendo alle ripetute sollecitazioni dei commentatori - tanto hai visto la girano sempre come cazzo vogliono. Se uno vuole un risarcimento ma visto che tanto il 90% dei casi trovano il modo di pararsi il Culo (sic!) anche con fatti evidenti la mia era solo una indignazione x (sic!) la troppa superficialità visto che non sapete ma prima ci sono state cose ancora più gravi quella forse è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Io ho i fatti l'oro (sic!) possono arrampicarsi sui vetri fin che vogliono ma ha me (sic!) non mi prendono x il Culo (sic!) bastava fare le scuse e ammettere. Sempre tutti che mi dicono scrivi che ti scusi e che non volevi.... col cazzo, tornassi indietro lo rifarei cento volte Xche (sic!) c'è stato anche altro di peggio".
"Purtroppo al giorno d'oggi - ha poi concluso Simone Candian - uno non è neanche più libero di esprimere le propri ragioni non roba inventata come vogliono far credere. Il mio è stato solo uno sfogo di un padre preoccupato x (sic!) la troppa superficialità e poi non ho fatto denuncia Xche (sic!) il 90% delle volte la rigirano come vogliono anche con la netta evidenza dei fatti".

ultimo aggiornamento: 
Lunedì 13 Agosto '18, h.09.10