Marco Viérin si dimette dal Consiglio Valle per "motivi familiari": era entrato nel 1993 ed è stato assessore e presidente dell'Assemblea

redazione 12vda.it
Marco Viérin con Leonardo La Torre

"Con la presente comunico di rassegnare per motivi familiari le mie irrevocabili dimissioni dalla carica di Consigliere regionale". Così Marco Viérin, sessant'anni lo scorso 5 marzo, già presidente del Consiglio Valle e, precedentemente, assessore regionale alle opere pubbliche, ha comunicato, lo scorso venerdì 23 marzo, l'intenzione di chiudere ventiquattro anni ininterrotti di presenza in piazza Deffeyes.

Una carriera politica iniziata nel 1985. Viérin, diplomato ragioniere, dipendente della "Heineken", aveva iniziato la sua carriera politica nel 1985 venendo eletto consigliere comunale a Pollein dove, cinque anni dopo, era stato nominato sindaco, esperienza che non ha portato alla sua naturale conclusione entrando, il 30 giugno 1993, in Consiglio Valle, nella lista della Democrazia Cristiana, con 1.849 preferenze, venendo poi confermato nella successive elezioni regionali del 1998, tra gli "Autonomisti", con 3.028 voti. Dopo dieci anni passati nel ruolo di vice presidente dell'Assemblea regionale, nel 2008 fa segnare il suo miglior risultato elettorale, con 3.738 voti, nella neonata "Stella Alpina", dopo che, nel 2006, candidato alle elezioni politiche in tandem con Augusto Rollandin, era stato battuto da Roberto Nicco (34.168 voti contro 24.119). Per lui si aprono quindi le porte del Governo regionale, nel ruolo di assessore alle opere pubbliche, difesa del suolo ed edilizia residenziale pubblica che manterrà dal luglio 2008 al giugno 2014: Marco Viérin, infatti, sarà il primo eletto anche alle regionali del 2013, con 3.191 voti.

Quasi due anni alla Presidenza del Consiglio Valle. Nel giugno 2013 l'ingresso in maggioranza del Partito Democratico, come nel gioco del "domino a cascata" lo fa arrivare alla Presidenza del Consiglio Valle, con la Stella Alpina "costretta" a lasciare due posti in Giunta: Raimondo Donzel prende il seggio di Pierluigi Marquis alle attività produttive, mentre Mauro Baccega si sposta dalle finanze alle opere pubbliche, lasciando il posto ad Ego Perron, con Emily Rini che lascia a Marco Viérin la Presidenza del Consiglio Valle per essere nominata, a sua volta, assessore regionale all'istruzione e cultura.
Il ruolo di presidente del Consiglio regionale della Valle d'Aosta lo impegnerà per quasi due anni, dal 18 giugno 2014 al 7 giugno 2016, fino all'ingresso in maggioranza dell'Union Valdôtaine Progressiste, dimettendosi per "salvare" il posto a Baccega. Alla Presidenza del Consiglio arriva Andrea Rosset, mentre Marco Viérin viene nominato vice presidente, prima di essere sospeso, il 7 giugno 2016, insieme ad altri tre colleghi (Raimondo Donzel, Carmela Fontana e Leonardo La Torre) dopo la condanna in appello per peculato sull'utilizzo dei fondi dei gruppi consiliari. Viérin è stato quindi sostituito provvisoriamente da Paolo Contoz (che nell'ultima seduta della Legislatura, martedì 27 marzo, verrà quindi nominato consigliere regionale "effettivo"), che ha poi aderito al gruppo dell'Union Valdotaine con la quale, con tutta probabilità, si ricanderà alle prossime elezioni regionali.

Regista del ribaltone contro Augusto Rollandin. Marco Viérin ha però proseguito l'attività politica anche dopo la sua sospensione dal Consiglio Valle, dopo la quale ha continuato a percepire metà dello stipendio: è infatti lui il regista del "ribaltone" che ha portato alla sfiducia della Giunta Rollandin, nel marzo 2017, creando la coalizione con Alpe, UVP e l'appoggio esterno dei consiglieri Elso Gerandin ed Andrea Padovani (sostituto della Fontana), che ha portato all'elezione di Pierluigi Marquis alla Presidenza della Regione ed alla spaccatura del gruppo della Stella Alpina, con l'abbandono di Mauro Baccega ed André Lanièce, da cui scaturirà "Stella Alpina Popolare Autonomista", poi rinominata in "Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano".
Sei mesi dopo l'UVP abbandonerà il progetto per seguire il "Rassemblement" con i ritrovati compagni dell'Union Valdôtaine, costringendo così la Stella Alpina in minoranza, mentre ad Aosta continua a governare, con il segretario del movimento Carlo Marzi seduto in Giunta, insieme agli esponenti del Partito Democratico e dell'UV: «caro Marco, sei la persona che più di tutti ha creduto e continua a credere in #Stella - si legge sulla pagina "Facebook" del movimento politico, che non ha inviato però nessuna comunicazione ufficiale in merito - assieme ad un gruppo di amici, quasi vent'anni fa, hai pensato e creato un progetto politico autonomista e popolare. Per molti anni sei stato il primo degli alfieri di #Stella sia in Consiglio Valle che in Movimento. Adesso lo sarai solo in #Movimento ma noi siamo certi che continuerai a metterci la solita passione e la solita grinta. Ti ringraziamo per tutto quello che hai fatto in #Consiglio prima la comunità valdostana e poi per il Movimento che rappresentavi. Hai scelto per motivi personali e familiari di interrompere la tua esperienza consiliare e a noi spiace accada in un momento così delicato della tua vita. Noi ci saremo sempre e ti romperemo sempre le scatole affinché tu continui ad esserci così come stai facendo. Grazie, Stella Alpina con tutti i suoi uomini e le sue donne».

Coinvolto nell'indagine del Corte dei conti sui finanziamenti al Casinò. Oltre alla questione dell'uso dei finanziamenti dei gruppi consiliari, Marco Viérin è stato coinvolto, prima come "persona informata sui fatti", nel caso dei 25mila euro "trovati" nella scrivania della Presidenza della Regione e poi indagato, insieme a Marquis ed a Donatello Trevisan, per il reato di concorso in calunnia. Amministrativamente il suo nome è tra i ventuno consiglieri ed ex consiglieri regionali che compaiono nell'indagine della Corte dei Conti sui finanziamenti pubblici al "Casino de la Vallée", dove il procuratore regionale Roberto Rizzi, ipotizza, nei suoi confronti, un danno all'erario, di 4.440.556,28 euro, sequestrandogli quattro conti bancari e tredici proprietà tra Pollein ed Arvier per un valore stimato di 798.922,26 euro.

Marco Viérin è il secondo consigliere regionale della quattordicesima Legislatura a dimettersi; il 24 maggio scorsi Leonardo La Torre, 61 anni, anche lui sospeso per la "legge Severino" per una condanna analoga a quella di Viérin, aveva lasciato definitivamente piazza Deffeyes, e due mesi dopo il Consiglio Valle gli ha versato 79.206,06 euro di liquidazione per i diciannove anni di presenza nell'Assemblea regionale, che si vanno ad aggiungere al milione e 140mila euro che gli era stato assegnato come vitalizio.

ultimo aggiornamento: 
Lunedì 26 Marzo '18, h.17.50

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