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Monica Pirovano denunciata per furto aggravato, accusata di aver rubato un orologio "Rolex" ed un bracciale "Tiffany" all'aeroporto di "Caselle"

redazione 12vda.it
Monica Pirovano

Monica Pirovano, 55 anni, residente ad Aosta, originaria di Milano, laureata in economia alla "Bocconi", amministratore delegato da diciotto anni della "Cogne acciai speciali SpA", la maggiore azienda privata valdostana, è stata denunciata, sabato 13 luglio, a piede libero, dagli agenti della Polizia di frontiera aerea dell'aeroporto "Sandro Pertini" di Torino Caselle per furto aggravato.

Una donna ha dimenticato nella vaschetta dell'aeroporto un orologio "Rolex" ed un bracciale "Tiffany". Secondo quanto ricostruito dalle indagini della "Polaria", coordinate dalla Procura di Torino, una passeggera torinese, diretta in Sardegna nel pomeriggio di venerdì 21 giugno con la famiglia, composta da figlia e marito, aveva dimenticato un orologio "Rolex Datejust" in acciaio, oro e brillanti, dal valore stimato di circa ottomila euro, ed un bracciale modello "Tiffany", che costerebbe circa mille euro, nella vaschetta porta oggetti dei controlli, pensando che gli stessi fossero stati ritirati dal marito: «la passeggera in fila dietro la proprietaria dei gioielli - raccontano i poliziotti - accortasi di quanto era rimasto nella vaschetta, dopo essersi guardata intorno per controllare che nessuno la osservasse, prendeva gli oggetti ed immediatamente li indossava per poi recarsi ai gate di imbarco».
 



I preziosi sono stati ritrovati nell'abitazione della Pirovano. «L'identificazione dell'autrice del furto - aggiungono dalla Questura del capoluogo piemontese - è stata possibile attraverso l'uso dell'avanzato sistema di telecamere di sicurezza installato presso l'aeroporto di Torino, dotato di moderni sistemi di sicurezza. Grazie all'attività di analisi, scattata immediatamente dopo la denuncia del furto, i poliziotti, mediante una capillare attività di osservazione delle immagini, sono riusciti a seguire tutto il percorso della signora fino all'imbarco del gate del suo volo. A quel punto, non conoscendone l'identità, utilizzando le informazioni contenute nelle banche dati relative ai controlli passeggeri ed i riscontri incrociati sul web, gli investigatori sono riusciti ad identificare la probabile autrice del furto».
L'orologio ed il bracciale sono stati poi effettivamente ritrovati dagli agenti presso l'abitazione della donna, dopo una perquisizione, e sono stati restituiti alla legittima proprietaria.

«Monica se li può permettere, non ha bisogno di rubarli». Il legale della Pirovano ha difeso la propria assistita evidenziando un malinteso e la volontà della donna di voler restituire i gioielli alla legittima proprietà: «Monica queste cose se le può permettere - ha scritto una sua amica sui "social" - non ha bisogno di rubarle, e fosse meno abbiente avrei comunque scommesso sulla sua onestà. Secondo me era di corsa, magari al telefono e neppure ci ha fatto caso di averle indossate. In quei giorni aveva la testa per aria per problemi molto gravi, può succedere, a me sarebbe potuto accadere». Nel 2016 aveva dichiarato redditi per 337.546 euro.
Di norma, se se qualcosa rimane nella vaschetta, in genere è meglio avvisare senza toccare nulla e lasciare che sia il personale dei varchi di sicurezza ad occuparsene, a maggior ragione se si tratta di oggetti di valore. In tutti gli aeroporti esiste il servizio "Lost and found" dove si può andare a richiedere gli eventuali oggetti smarriti. In alternativa è sempre possibile rivolgersi al gabbiotto della "security" oppure, una volta usciti dall'aeroporto, ci si può recare presso una caserma o stazione di una qualunque Forza dell'ordine.
Paradossalmente, la donna che ha smarrito i preziosi li ha recuperati più velocemente, dato che gli agenti hanno accertato che l'orologio ed il bracciare erano a casa della Pirovano.

«E' un grosso misunderstanding, panna gonfiata su un malinteso». «A volte le cose si leggono e si interpretano in un certo modo - ha dichiarato la Pirovano - il video non ha le spiegazioni che ho io, è un grosso misunderstanding, con il mio avvocato ho già avuto modo di chiarire la situazione: purtroppo questa settimana il Pubblico ministero è in ferie altrimenti avremmo potuto andare insieme a chiarire da lui. Questa situazione è già di per sé drammatica ed ha veramente dell'assurdo. Ora preferisco andare avanti col mio legale, chiarendo con la controparte e il Pm: nei prossimi giorni proseguiremo così per far smontare questa panna che si è gonfiata su un grosso malinteso».
In una nota diffusa nella tarda mattinata di lunedì 15 luglio, dopo averne rimarcato l'aspetto "personale", la "Cogne acciai speciali" "conferma piena e completa fiducia nella persona del suo amministratore delegato ed è certa che la vicenda potrà essere positivamente chiarita nelle sedi competenti" .

Dal punto di vista dell'immagine è una tranvata". "Premettendo che tutti sono innocenti fino alla pronuncia di una sentenza definitiva e auspicando che l'amministratore delegato della "Cogne acciai speciali", Monica Pirovano, possa dimostrare che si tratti di un fraintendimento, siamo basiti - sottolinea, in una nota diffusa nel pomeriggio di lunedì 15 luglio, il sindacato "Fiom Cgil" - la "Cogne acciai speciali" è tra le pochissime industrie che in Valle d'Aosta funziona dal punto di vista della produttività e della stabilità economica. Che l'amministratore delegato di questa prestigiosa azienda, nonché ex presidente di "Confindustria" Valle d'Aosta, venga denunciata per furto aggravato è sconcertante. Dal punto di vista dell'immagine è una tranvata. La preoccupazione principale è che questa vicenda non abbia ripercussioni sull'immagine dell'azienda ed inevitabilmente sui lavoratori. Sono notizie che lasciano l'amaro in bocca a tutti, oltre che un infinito stupore. Se nei prossimi giorni venisse dimostrato che si è trattato di un malinteso, saremmo soddisfatti anche noi. Se invece, ma speriamo vivamente di no, venisse dimostrato che non si tratta di un fraintendimento, auspichiamo che l'amministratore delegato della "Cogne acciai speciali" faccia un passo indietro. L'immagine di un'azienda autorevole come la "Cogne acciai speciali" non deve essere intaccata, perché inesorabilmente, di fronte a notizie simili, potrebbero pagarne le conseguenze anche la produttività e i lavoratori. Nella spiacevole vicenda è coinvolto un amministratore delegato, che riveste un ruolo centrale nell'azienda. Non vogliamo ergerci a giudice e ribadiamo che auspichiamo che la vicenda si risolva positivamente per l'amministratore delegato della "Cogne acciai speciali", ma davanti a tali notizie come organizzazione sindacale non possiamo fare finta di nulla, né tanto meno possiamo pensare che è una vicenda che riguarda solo la diretta interessata".

Presidente della "Confindustria" per sei anni e "Maestro del lavoro". Oltre a dirigere la "Cogne acciai speciali SpA", dove è dipendente dal 1988, azienda siderurgica che impiega oltre 1.400 dipendenti, che ha chiuso il 2018 con oltre seicento milioni di ricavi e che ha recentemente emesso un "minibond" da quindici milioni di euro, entrando così in Borsa, Monica Pirovano è stata presidente, in quanto amministratore delegato della "Cas", della "Confindustria" della Valle d'Aosta per due mandati, dal 2009 al 2015, portando ad Aosta, nel 2012, l'allora presidente nazionale Emma Marcegaglia. Nel maggio 2018 la Pirovano era stata nominata nel Consiglio generale della "Confindustria" reigonale e risulta ancora presidente della categoria "metalmeccanici", nonostante l'azienda sia uscita, polemicamente, all'inizio di quest'anno dall'associazione.
Monica Pirovano è anche componente, dal 2001, del Consiglio della "Chambre valdôtaine" per la categoria "industria", facendo parte della Giunta camerale dal 2001 al 2009. Il 1° maggio 2016 aveva ricevuto la decorazione della "Stella al merito del lavoro" conferita con Decreto del Presidente della Repubblica "ai lavoratori che, nel corso della loro esperienza professionale, si sono distinti per perizia, laboriosità, condotta morale e anzianità di occupazione".

 

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