Chiude il "Rebel", dopo tre anni di polemiche con i vicini sugli schiamazzi della sua clientela, dopo essere stato limitato da un'ordinanza del Comune di Aosta

Angelo Musumarra
L'ingresso del 'Rebel' di Aosta

Alla mezzanotte di domenica 31 dicembre, mentre il capoluogo regionale festeggerà l'inizio del 2018 con il concerto in piazza Chanoux organizzato dall'Amministrazione regionale, si concluderà, dopo tre anni, l'avventura del "Rebel Pub", "quel locale che ti è sempre mancato nel centro di Aosta" (come recita il claim pubblicitario), in via Trottechien, nel centro storico, nelle vicinanze del cinema ex "Splendor", che da diversi anni è al centro di aspre polemiche con i residenti del vicolo, che sono riusciti nell'intento di farlo chiudere, come più volte espresso alla titolare, Lorenza Scarpante, ed ai sette lavoratori che ora saranno disoccupati.
La decisione della cessazione dell'attività era stata annunciata sulla pagina "Facebook" del locale, alle tre del mattino di mercoledì 27 dicembre: "con immenso dispiacere siamo costretti a comunicarvi la scelta presa, a malincuore - si legge nel post - l'ordinanza comunale del sindaco che impone la chiusura anticipata alle ore 24 ha causato un danno economico notevole che ci ha costretto a prendere l'estrema decisione di chiudere i battenti il 31 dicembre".

Un'ordinanza per "tutelare la vivibilità urbana" e "la quiete pubblica". L'ordinanza in questione, pubblicata lo scorso 10 novembre, disponeva che "al fine di tutelare la vivibilità urbana con particolare riferimento alla tranquillità, al riposo dei residenti ed alla quiete pubblica" il "Rebel" era obbligato alla "chiusura del pubblico esercizio alle ore 24 di ogni giorno", ad "adottare, con effetto immediato nelle modalità operative, tutti gli accorgimenti necessari a limitare le emissioni rumorose, con particolare riguardo al comportamento degli avventori all’interno e all'esterno del locale durante l'orario di apertura dell’esercizio pubblico" oltre a "predisporre entro e non oltre trenta giorni, un piano di bonifica redatto da un tecnico competente in acustica ambientale, che specifichi gli interventi per ricondurre la rumorosità entro i limiti di legge, avvertendo che, comunque, entro sessanta giorni dal parere tecnico di "Arpa", dovranno essere realizzati tutti gli interventi tecnici necessari a ricondurre le emissioni acustiche entro i limiti stabiliti dalla normativa vigente" ed a trasmetterlo alla stessa "Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente".

Tre segnalazioni al Comune da parte dei residenti del vicolo, finite anche in Tribunale. "Arpa" era stata infatti coinvolta nella questione dopo due segnalazioni al Comune, nel febbraio e maggio 2015, da parte di una rappresentanza di abitanti della via "in ordine agli schiamazzi notturni e al disturbo della quiete pubblica conseguente all'attività" del "Rebel" che avevano portato il sindaco Fulvio Centoz a firmare due ordinanze che inibivano "l'utilizzo di impianti a diffusione sonora dopo le ore 24" e la "predisposizione di un piano di risanamento acustico per l’adeguamento ai limiti di legge" arrivando fino in Tribunale, dove, nel novembre 2016 "si ribadiva che il fatto di non impedire da parte del titolare di un pubblico esercizio i continui schiamazzi provocati dagli avventori in sosta all'esterno del locale costituisce reato".
Il Comune, sottolineando "l'ennesima segnalazione in data 13 aprile 2017 presentata da parte di una nutrita rappresentanza di cittadini che abitano in via Trottechien, con la quale vengono lamentati continui e rilevanti disturbi di natura acustica presso il locale denominato “Rebel", causati dagli schiamazzi degli avventori all'interno e all'esterno del locale fino alle prime ore del mattino, situazione questa che ha prodotto, nel tempo, pesantissime conseguenze sulla salute e sulla qualità della vita stessa degli abitanti della zona", considerando "che la suddetta segnalazione evidenzia come gli accorgimenti adottati dalla titolare del locale in questione e dimostrati nel corso dell'udienza dibattimentale davanti al Tribunale non abbiano prodotto effetto alcuno, permanendo immutata la situazione insostenibile da parte degli occupanti delle abitazioni della zona, dovuta principalmente al permanere degli schiamazzi notturni degli avventori, all'interno e all'esterno del pubblico esercizio" aveva quindi incaricato "Arpa" nello scorso mese di luglio, e, nei "rilievi fonometrici" trasmessi ad ottobre "per la quantificazione della rumorosità prodotta dalle attività del suddetto locale presso l'abitazione sita al primo piano dello stabile, direttamente soprastante i locali del pubblico esercizio, hanno fatto emergere, nelle tre notti di un fine settimana del mese di settembre, il superamento del valore limite differenziale notturno previsto dalla normativa vigente per l'ambiente abitativo".

«Il rumore supera venti volte il limite previsto dalla normativa». Nello specifico, il sindaco di Aosta, sempre su "Facebook", ha reso noto che i rilievi, svolti da venerdì 15 a domenica 17 settembre hanno evidenziato che "il livello differenziale notturno misurato a finestre chiuse ha mostrato un valore che varia da 22.1 a 25.1 ± 1.2 dB. Ci si trova dunque in presenza di un nettissimo superamento del limite fissato dalla normativa vigente in ambiente abitativo". «Le risultanze della relazione dell'Arpa non lasciano dubbi - ha aggiunto Centoz - il rumore supera di venti volte il limite previsto dalla normativa. Era impossibile non prendere dei provvedimenti, altrimenti i residenti della zona interessata ben avrebbero potuto chiedere i danni al Comune. Sono quindi sinceramente dispiaciuto della scelta dei titolari di chiudere definitivamente il locale ma il Comune di Aosta non può che prendere atto di questa decisione. Forse lo sbaglio è a monte: quella via, stretta e corta, non è adatta ad un locale notturno essendo difficile contenere i rumori entro i limiti di legge».
L'ordinanza che obbligava alla chiusura del "Rebel" alla mezzanotte, avrebbe potuto essere revocata solo dopo la valutazione, sempre da parte di "Arpa" del piano di bonifica e dei successivi accertamenti sul fatto che "gli interventi effettuati abbiano, nel concreto, limitato le emissioni rumorose, attraverso nuovi rilievi fonometrici effettuati da "Arpa", che attestino il rispetto dei limiti normativi del livello di rumore ambientale", con l'avvertimento che "l'inottemperanza al provvedimento costituisce reato punito ai sensi dell'articolo 650 del codice penale".
L'ordinanza è poi stata trasmessa anche alla Questura di Aosta, al Corpo associato di Polizia locale di Aosta, Sarre e St. Pierre, al Comando dei Carabinieri di Aosta ed al Comando regionale della Guardia di Finanza "affinché ne verifichino l'ottemperanza e ne sanzionino le eventuali violazioni di carattere amministrativo e/o penale".

«Aosta città più "morta" di quanto non lo sia già». Dopo l'ordinanza, lo staff del "Rebel" aveva comunicato, sempre su "Facebook" il nuovo orario, auspicando «che questo sia un caso isolato e che non sia una volontà di far diventare Aosta una città ancora più "morta" di quanto non lo sia già» ed ora si scusa con la clientela per la decisione di chiudere: «vi chiediamo scusa per non essere riusciti a tenere duro ma le condizioni sono diventate davvero difficili e ci dispiace per il poco preavviso ma d'altronde anche noi di preavviso, da parte del Comune, non ne abbiamo avuto e dunque abbiamo dovuto decidere in brevissimo tempo. Abbiamo investito tempo e forze fin dal inizio per trovare un compromesso che accontentasse noi, il vicinato e il Comune ma la nostra disponibilità non è stata sufficiente. Speriamo che col tempo la nostra città si evolva e diventi un posto più "giovane", noi nel nostro piccolo ci abbiamo provato! Vogliamo ringraziare di cuore tutti coloro che ci hanno supportato e incoraggiato in quest'ultimo periodo, tutti i clienti che ci hanno offerto amicizia, regalato sorrisi, risate e momenti ignoranti! Grazie a voi che avete reso il "Rebel" un ambiente "speciale" per molti diventato una seconda casa».

«Lavoriamo troppo bene ed abbiamo sempre il locale pieno». «Noi alle regole ci siamo stati, e non è colpa nostra se lavoriamo bene e tanto da avere ogni settimana il locale pieno! - ha poi aggiunto il capo barman, Lorenzo Cantore - bisogna prendere dei provvedimenti per tutti. Nelle città estere, ad esempio Londra, è divisa in zone che hanno regole diverse per quanto riguarda l'orario e la tipologia di locali. Qualcuno che vuole aprire un locale in centro sa che il limite dell'orario è quello stabilito e si deve rispettare, e la gente che abita in quelle zone è consapevole che li ci saranno locali che terranno aperti fino a quell'ora! Il punto è mettere delle regole e non penalizzare a random! Sai cosa vuol dire lavorare tre anni con un certo incasso e da un giorno all'altro vederlo dimezzato?».
Sull'ordinanza di novembre era possibile presentare un ricorso ma «nella situazione in cui ci hanno messo - stigmatizza ancora il barman del "Rebel" - o pagavamo dipendenti e fornitori o facevamo causa. Da parte nostra una soluzione si poteva trovare... Noi abbiamo fatto il possibile per affrontare il problema ed eravamo disposti a fare di più ma probabilmente non c'era la volontà sin dall'inizio!».

«Perché non prendersela con gli avventori maleducati?». La questione ha provocato numerose discussioni sui social, soprattutto da parte degli esercenti del capoluogo regionale: «dopo l'ennesimo bar aperto che punta sulle colazioni e sui buoni pasto dei dipendenti regionali, dopo l'ennesimo ristorante orientale che offre "all you can eat" a prezzi stracciati ecco che ora, tanto per continuare le "belle tradizioni" aostane, in centro chiude l'ennesimo bar serale - ha scritto Flavia Balbis, titolare di un locale serale in piazza Chanoux - ma io mi chiedo: invece di rovinare chi cerca di lavorare dando anche un servizio alla città, perché non prendersela direttamente con gli avventori cafoni e maleducati? Noi come esercenti abbiamo le mani legate, ma ne paghiamo tutte le conseguenze. Far festa non vuol dire urlare a squarciagola alle due del mattino per le vie del centro, non vuol dire spaccar bottiglie o urinare sui muri. Imparate a vivere e a rispettare la vostra città e chi lavora per rendere la vostra serata piacevole. E voi, abitanti del centro... prendetevi il bello ed il brutto della vostra scelta. Ci spacciamo per cittadina turistica e prossima città universitaria? Ma dai, è risaputo che giovani studenti o turisti di qualsiasi età non vanno a dormire alle nove di sera ed il centro di una città con le sue vetrine, i locali ed i ristoranti dovrebbe essere un importante punto di aggregazione e non un dormitorio. Come diceva un buon vecchio proverbio "non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca", forse chi ci governa dovrebbe iniziare a rendersene conto».
«Che il vicolo in questione sia stretto e quindi probabilmente inadatto a contenere locali di quel tipo può anche essere
- ha aggiunto - ma il problema è che a volte non siamo tutelati neanche noi che siamo su una grande piazza e che facciamo mille attenzioni. Quando il Comune rilascia la licenza, la stessa vale per un bar che fa prime colazioni, una vineria o un pub. Quindi il Comune come faceva a sapere quale tipologia di clientela avrebbe accontentato? Lo ha scoperto solo a cose fatte, soprattutto perché la licenza non era "ex novo" ma un passaggio. Io sinceramente non ho idea di quello che succedeva lì davanti, lavoro nelle stesse ore e non ci son mai stata, nonostante siano degli amici. Fra le tute antisommossa ed un controllo rapido in caso di bisogno ce ne passa. E' una cazzata castigare chi urla, piscia e spacca bottiglie? No ma lasciamoli fare, che son giovini e devono divertirsi, porelli».

«Le licenze libere sono il problema». «Il problema sono le licenze libere - ha ribattuto Stefano Cerri, commerciante di arredamenti per imprese a Quart - per questo il Comune dovrebbe fare attenzione. In quel pezzo di via convivono un bar, una vineria, il locale in questione ed a breve una paninoteca. Per questo dico che al Comune basta incassare. Per quanto riguarda l'educazione, qui si apre una crepa insanabile. Pochi giorni fa passavo di sera davanti ad un ristorantino quotatissimo dall'alta società valdostana e proprio lì fuori, tra un parcheggio ed una macchina (ci troviamo vicino all'Arco d'Augusto) un distinto signore di tarda età, avvolto nel suo bel cappottino elegante, pisciava incurante sul marciapiede per poi rientrare tra i suoi simili a stringere mani con sorrisi di convenienza e affondare i polpastrelli umidicci nel cabaret dei pasticcini. Parlando invece, del controllo rapido da parte delle Forze dell'ordine, considerando che hanno un territorio vasto da monitorare, non è fattibile perché vorrebbe dire intervenire nell'arco di una pisciatina. Utopia. Quindi come si può fare? Diciamo che trovarsi a metà strada potrebbe già essere una buona cosa? Gli abitanti potrebbero sopportare il fine settimana un po' più rumoroso ed i gestori del locale chiudere prima delle due del mattino. Diciamo anche che una assunzione minore di alcol potrebbe giovare alla buona educazione, al quieto vivere oltre che alla salute di tutti. Ma non sono certo io quello che può fare il moralista, no?».
«Oh se intervengono velocemente in caso di problemi Stefano
- ha poi risposto la Balbis - peccato che prima chiedono i documenti ai gestori e poi forse a quelli che il casino l'han provocato».

«Non possiamo essere responsabili per chi non sa stare al mondo». «A Riccione certe cose le affrontano in modo diverso - ha ricordato Leopoldo Gerbore, ristoratore a Quart e dirigente della "Confcommercio" - ma per loro il turismo e il divertimento sono cose serie e da tutelare, creano posti di lavoro. Succede anche qui, ma sembra che non sia importante. Nelle città turistiche le Forze dell'ordine multano i cretini che si comportano senza rispetto delle regole e lasciano lavorare chi lo fa anche di notte, e non il contrario! Il personale di sorveglianza a carico del locale agisce all'interno del locale, per il decoro e l'ordine pubblico all'esterno del locale sono a carico di chi si fa pagare fior di gabelle, ma perché dobbiamo essere noi responsabili per gente che non sa stare al mondo».

«Più redditizio prendersela con gli esercenti invece che con i cafoni». «Io quest'anno ho avuto una decina di "visite" tra Guardia di Finanza, "Nas", Usl ed eccetera - ha raccontato Gianpiero Fiorito, titolare di un bar in piazza Chanoux - non me ne lamento per carità, ma mi piacerebbe vedere il medesimo impegno nei confronti dei cafoni che urlano ed urinano in piena notte. Una notte in cella seguita da una multa da mille euro, sullo stile americano, altrimenti non esci, sarebbe parecchio esaustivo come deterrente, ma si sa, è molto più semplice attaccare gli esercenti, sopratutto più redditizio».

«I ragazzi comprano l'alcool al supermercato e si sfasciano nelle piazzette». «Purtroppo la ragione sta dalla parte di chi vuole riposare, che è un diritto inalienabile - ha insistito Michele Bacherini, gestore di una paninoteca nel centro storico di Aosta - sono tristissimo per gli amici del "Rebel" e so che, continuando così, le ricadute negative ci saranno per tutte le attività di somministrazione, Aosta non ha da offrire ormai più niente ai giovani ed a chi vuole passare una serata in compagnia. Ma vorrei ricordare che il "Rebel" rileva una precedente attività di enoteca, o "bar à vin", come la vogliamo chiamare, tipologia di attività con clientela completamente diversa. Ai nostri tempi si fumava nei bar e si vendevano alcolici ai minori. La legge ha stabilito, giustamente, che questo fosse abominevole, ma le conseguenze sono sotto i nostri occhi. La gente esce per fumare, parla, arriva altra gente, si salutano, fumano, bevono, alzano il tono di voce per farsi sentire... una spirale che porta a rovinare, purtroppo, la quiete di chi abita vicino. E i ragazzini comprano l'alcool al "Carrefour" e si sfasciano all'esterno dei locali, senza controlli o peggio in qualche piazzetta poco presidiata. No, Aosta non è una città turistica né tanto meno una città per giovani. Ma questo lo sapevamo già... La domanda da porre all'Amministrazione è: in quale direzione volete andare? Che almeno ci attrezziamo».

ultimo aggiornamento: 
Sabato 30 Dicembre '17, h.17.40