Cinquantamila euro per realizzare lo "skatepark" ad Aosta che verrà gestito da un'associazione di Sarre. Su "Facebook" migliaia di visualizzazioni per i video sugli "skater" abusivi

Angelo Musumarra
Alcuni 'skater' in piazza Roncas ad Aosta

Costerà quasi 50mila euro lo "skate park" che verrà realizzato ad Aosta, nel parcheggio dietro la "Cittadella dei Giovani", in piazza dell'Ancien abattoir: a gestirlo sarà il gruppo informale "Crow team skateboarding" di Sarre, guidato da Giulia Camporese, che con gli 8.500 euro ottenuti dall'Assessorato regionale alla sanità con il bando "Spazio ai giovani 2016", pagherà la progettazione dell'area e la direzione dei lavori, mentre i restanti 40mila euro per la realizzazione erano stati stanziati lo scorso luglio dall'Amministrazione comunale di Aosta.

L'associazione che gestirà lo "skate park" ha dato l'incarico allo studio di architettura "Ape" di Rho, località alle porte di Milano, che lo scorso dicembre ha consegnato, negli uffici comunali, il computo metrico e l'elenco prezzi per 32.296,89 euro totali, a cui si aggiungono 490 euro di "oneri della sicurezza" e quindi l'IVA, per un totale lordo di 40mila euro esatti.
La "gara d'appalto", con un solo partecipante, è stata quindi trasformata in "procedura negoziata per l'affidamento dei lavori" ed approvata lo scorso 28 dicembre.

Oltre diecimila visualizzazioni per due video sugli "skater". Intanto, un video di 26 secondi, postato sulla pagina "Facebook" di 12vda nella serata di venerdì 19 gennaio, dove si vedono alcuni ragazzi effettuare "evoluzioni" con gli skateboard tra i passanti in piazza Roncas, ad Aosta, dove sono ancora in corso i lavori di ripavimentazione, ha ottenuto, in meno di tre giorni, migliaia di visualizzazioni, oltre a centinaia tra commenti e condivisioni, così come il successivo, più approfondito, dove si evidenziavano le macchie permanenti lasciate dagli "skater" in piazza Deffeyes, di fronte a Palazzo regionale, la cui trasformazione da parcheggio riservato a piazza pubblica, effettuata dal luglio 2013 al luglio 2014, è costata 820mila euro, a carico dell'Amministrazione regionale.

Piazza Deffeyes rovinata dal mancato rispetto della normativa. Infatti l'utilizzo degli "acceleratori" (così vengono chiamati nel codice della strada gli skateboard, i pattini a rotelli, i monopattini, ma anche l'hoverboard elettrico) è vietato, per ragioni di sicurezza, sulle strade pubbliche, carrozzabili o pedonali, e in piazza Deffeyes, che è un spazio "privato" della Regione, è stata la stessa Istituzione pubblica a confermare il divieto.
Come capita spesso ad Aosta, non c'è però quasi mai nessuno a verificare l'effettiva applicazione della normativa, complice anche una certa tolleranza da parte degli stessi Enti pubblici, e quindi, a neanche quattro anni dalla sua realizzazione, la piazza che ospita l'Amministrazione regionale è veramente malridotta: gli spazi previsti per sedersi, dalle panchine in granito ai bordi delle aiuole, sono tutti irrimediabilmente macchiati con del lubrificante, penetrato nelle porosità della pietra, che ne rende impossibile l'utilizzo come sedute, salvo poi gettare via gli abiti sporchi, impossibili da smacchiare. Sono centinaia le macchie indelebili di lubrificante anche sulla superficie di piazza Deffeyes, così come sull'insegna della Regione, indecorosamente rovinata.
I gruppetti, perlopiù composti da minorenni che rumorosamente si assiepano nella piazza, di norma nella zona dell'ingresso della saletta delle manifestazioni, lasciano spesso tracce del loro passaggio, come lattine di birra e mozziconi di sigaretta, che denotano una diffusa mancanza di rispetto delle normali regole di educazione, anche quelle che avrebbero l'obiettivo di tutelare la salute. Chissà di chi sarebbe la responsabilità penale e civile se, malauguratamente, uno di questi ragazzi, perlopiù inesperti nel realizzare figure acrobatiche, dovesse ferirsi seriamente o, peggio, cadere rovinosamente a terra.

Le minacce ed i commenti su "Facebook", dopo la pubblicazione dei video (attenzione, turpiloquio!). Nell'Italia dove i prepotenti ed i bulli hanno la meglio, chi evidenzia questa mancanza di rispetto è un «cagacazzo» e quindi meritiamo «uno skateboard sui denti». Siccome «la madre degli imbecilli è sempre incinta», dato che abbiamo un «piccolo cervellino», dovremmo «pensare a campare», e visto che siamo degli «idioti», e quindi non abbiamo «un cazzo da fare nella vita», dobbiamo «rompere il cazzo alla gente». Un apprendista gelataio, sedicente esperto di media, suggerisce, senza mezzi termini, di «cambiare lavoro».
Tra le centinaia di insulti di ogni tipo, veniamo accusati di «mancanza di coerenza» e veniamo definiti «cortigiani»: i peggiori sono i commenti di alcuni presunti "esperti" di comunicazione, che da anni svolgono abusivamente la professione, confermando così di non avere proprio alcuna conoscenza in materia.

Informazioni sbagliate scritte in un italiano pieno di errori. La discussione sull'argomento, che prosegue su "Facebook", evidenzia nella maggior parte dei casi un italiano stentato, oltre molte "fake news" sul tema, con attacchi diretti ai consiglieri regionali, che però non fanno nulla di abusivo sono stati regolarmente eletti nel loro ruolo: «il bello è che le persone che hanno rovinato la Valle d'Aosta intera - si legge tra i commenti - erano lì al caldo nei loro uffici dorati a guardar saltare i marciapiedi sotto la loro finestra».
I parenti dei ragazzi ripresi minacciano denunce, con solenni richiami alla privacy, salvo poi notare che, poco più in basso, gli stessi ragazzi presenti nel video (dove le immagini sono state distorte), forse all'insaputa dei propri genitori, si sono taggati da soli nei commenti. Invece, la scusa più banale, per giustificare l'uso come rampa di un crocevia pedonale, è che l'alternativa ad utilizzare lo skateboard abusivamente e pericolosamente per le strade di Aosta sarebbe rappresentata «dalla droga, l'alcolismo, i videogiochi e la televisione».

Fortunatamente resiste un barlume di educazione e rispetto. «Noi ragazzi d'oggi dove andiamo? - si chiede una giovane, in uno dei commenti più educati dell'ampia discussione - non abbiamo nessun posto e la cittadella, come dicono in tanti, è quasi sempre piena di ragazzi e ragazze che non piacciono a nessuno. Essendo ragazzina anche io, devo dire, che pur conoscendoli, con alcuni ci ho discusso anch'io, ma alla fine non fanno nulla di male, anzi, alcuni hanno anche problemi famigliari un po' disastrosi, penso che è per quello che ad alcuni gli sfugga la maleducazione. Noi continueremo a girare in skate, prima o poi ci fanno qualcosa!».

Un errore di valutazione nella progettazione di piazza Deffeyes? Tra le righe c'è però chi conferma i danneggiamenti ed il disagio che provocano queste bande di ragazzini, ipotizzando, indirettamente, un errore di progettazione di piazza Deffeyes: «da ragazzino ero uno skater (ovvero chi pratica skateboard), non vivo in Valle d'Aosta ma per caso mi sono imbattuto in questo video - si legge ancora, tra i commenti - capisco il "danno" arrecato, il discorso è che quelle pavimentazioni sono perfette per skaitare e, consuetudine vuole, che si paraffinano gli spigoli dei marciapiedi o dei muretti per slidare meglio (ovvero per far scivolare la parte inferiore della tavola dello skateboard, a sua volta paraffinata), per non parlare di quella struttura sulla quale è stata posta la targa della Regione Valle d'Aosta, è perfetta per skaitare tant'è che sembra una classica struttura che normalmente si trova all'interno degli skatepark. Con questo non sto dicendo che si è legittimati a rovinare o ad apportare danni agli spazi comuni, a maggior ragione in presenza di un divieto, ma capisco anche i ragazzini o le ragazzine che praticano lo skateboard e che non avendo magari delle strutture a loro dedicate skaitano nei luoghi in cui la pavimentazione glielo permette. Al di là dell'oggetto del video rimango abbastanza basito dalla noncuranza a livello di pulizia urbana che si evince».

La proposta di gestione come "cooperativa", che in pratica esiste già. «Io sono del parere che chi vuole certi servizi ludici (visto che servono solo a pochi) se li deve pagare - conclude un "nonno", che probabilmente non è a conoscenza dell'avvio della procedura per la realizzazione dello "skatepark" - vuoi il parco skate? Fate una cooperativa, ve la finanziate e ve la gestite. Se il numero degli aderenti è alto il Comune si può impegnare di favorirvi nell'acquisizione dell'area. Forse servirà anche per creare persone più responsabili nella gestione e conservazione del bene comune. Fare capriole in mezzo alla gente non mi sembra accettabile anche perché se si fanno dei danni ai passanti anche se si è minori qualcuno dovrà pagare i danni. E se mio figlio dovesse fare dei danni e procurarmi dei guai se i passanti non "possono" prenderlo a calci, a casa a calci lo prenderei io!».


ultimo aggiornamento: 
Domenica 21 Gennaio '18, h.19.10

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