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L'Amministrazione comunale di Aosta approva il suo bilancio 2016 «il migliore possibile» secondo Carlo Marzi: l'opposizione esce dall'aula

Angelo Musumarra
Carlo Marzi in Consiglio comunale

Pareggia sulla cifra di 74 milioni 147mila e 383 euro il bilancio di previsione 2016 del capoluogo regionale, approvato da diciannove consiglieri di maggioranza dell'Assemblea consiliare nella giornata di mercoledì 30 marzo, in una seduta durata sette ore, e conclusasi con l'uscita dei componenti dell'opposizione, in aperta polemica con l'Amministrazione: «non credo che se oggi non ci fossimo stati noi - ha dichiarato Carlo Marzi, assessore comunale alle finanze - ci sarebbe stato un bilancio di previsione».
La seduta si era aperta con la ridefinizione degli stipendi degli amministratori comunali: il sindaco incassa, mensilmente, 5.930 euro lordi, di cui 1.200 euro di diaria, 3.784 euro toccano alla vice sindaco e 3.547 euro ad ognuno dei cinque assessori. Il presidente del Consiglio comunale viene pagato 1.182 euro al mese mentre ogni consigliere comunale percepisce 946 euro.

Nel 2016, il Comune di Aosta prevede di incassare 18 milioni e 769mila euro di tasse, di cui dieci milioni e 735mila euro di "Imu", un milione e 200mila euro di "Tasi" e sei milioni e 684mila euro di "Tari". Si aggiungono 490mila euro di "imposta sulla pubblicità", ed un milione e 500mila euro di "addizionale Irpef" per 20 milioni e 859mila euro complessivi di entrate tributarie.
I trasferimenti sono previsti per 25 milioni ed 989mila euro, la maggior parte arrivano dalla Regione, che contribuisce per 25 milioni ed 88mila euro, con poco più di 390mila euro da parte dello Stato. Tra le entrate "extra-tributarie", previste per oltre 15 milioni e 440mila euro, oltre quattro milioni arriveranno dal "servizio idrico", due milioni e 887mila euro da "proventi da beni dell'Ente" e ben due milioni e 325mila euro da multe dal codice della strada, a cui si aggiunge un milione e 478mila euro dai "servizi sociali".
Il "Dup - Documento unico di programmazione" valido per il triennio 2016-2018, un documento di 96 pagine, che rappresenta una via di mezzo, per 83 pagine, tra un annuario statistico ed una ripetizione del programma elettorale evidenzia che "sono previste alcune maggiori entrate derivanti dall'applicazione di nuove tariffe relativamente ai servizi a domanda individuale per 370mila euro, un aumento nella distribuzione dell'utile "Aps" di 620 mila euro (fino allo scorso anno la partecipata comunale non versava fondi nel bilancio comunale, n.d.r.), ed un aumento della "Cosap" per 450 mila euro".
Il totale delle entrate correnti è quindi di 62 milioni e 228mila euro a cui si aggiunge un milione ed 827mila euro di entrate derivanti "da alienazioni e trasferimenti di capitali" ed otto milioni per "conto terzi e partite di giro".

Per quanto riguarda le spese correnti, conteggiate in 61 milioni ed 886mila euro, l'acquisto di "beni di consumo" impegna l'Amministrazione comunale per 31 milioni e 553mila euro, con oltre due milioni in meno rispetto all'anno precedente, mentre il personale pesa per 14 milioni e 129mila euro, circa 558 euro in meno rispetto al 2015. Aosta dovrà trasferire oltre dieci milioni e 440mila euro, pagare un milione e 404mila euro di interessi passivi, con altri due milioni e 53mila euro di rimborso capitale dei mutui ed otto milioni di uscite per conto terzi e partite di giro. Le spese in conto capitale saranno due milioni e 172mila euro.

Il dibattito sui documenti finanziari è stato anticipato dalla questione "pregiudiziale e sospensiva" posta da Nicoletta Spelgatti, consigliera comunale della Lega Nord, che sulla base del regolamento del Consiglio comunale ha chiesto i venticinque giorni previsti per «l'adeguata e preventiva informazione ai Gruppi consiliari ed ai singoli consiglieri sulle questioni sottoposte al Consiglio», dopo che il bilancio di previsione ed il "Dup" sono sono stati approvati lo scorso 4 marzo e resi pubblici una settimana dopo, lamentando che «vi è un lasso temporale di soli diciannove giorni in luogo dei venticinque previsti» e che «le modifiche normative in relazione alla predisposizione dei bilanci rende ancor più difficoltoso il confronto dei dati con i bilanci precedenti, per cui il principio di trasparenza avrebbe dovuto addirittura spingere la maggioranza a rendere disponibili tali dati con un maggiore lasso temporale di quello minimo prescritto per legge», evidenziando anche che «la convocazione del Consiglio comunale che è stata comunicata nel bel mezzo del ponte delle festività pasquali».
Le obiezioni della Spelgatti, sostenuta dalla minoranza, non sono state accettate dalla maggioranza del Consiglio comunale, con il presidente dell'Assemblea, Michele Monteleone, che ha accusato la consigliera di «voler bloccare i lavori di questo Consiglio».

Da parte di Paolo Fedi, consigliere comunale di Alpe, è stata quindi presentata una mozione, non approvata, per chiedere un impegno economico specifico per l'abbattimento delle barriere architettoniche ma Valerio Lancerotto, assessore comunale ai lavori pubblici, ha risposto che «stanziare dei soldi non dà sempre la garanzia che le cose vengano fatte, noi abbiamo la buona volontà e ricordo che quest'autunno siamo già intervenuti per dare delle risposte in questo senso. Se avessi 80mila euro li metterei tutti, ma purtroppo non è così. Nel 2009 erano stati stanziati 800mila euro in questo settore ed adesso cercheremo di fare quello che possiamo con la legna che abbiamo».

«Stiamo trattando con difficoltà la situazione dei conti del Comune di Aosta - ha rimarcato Marzi, presentando i due documenti finanziari - non abbiamo mai nascosto che avevamo meno risorse, mi sono dovuto fare un "paiolo", un lavoro responsabile e delicato. Abbiamo attraversato una forca caudina informatica e politica ed abbiamo fatto un lavoro concreto, sudato ed è il migliore che potevamo fare. Se non ci saranno interventi questo bilancio potrà sbarcare al 31 dicembre 2016. Abbiamo fatto fronte alle entrate in flessione, per l'85 per cento siamo intervenuti sulla macchina, con interventi drastici sulla spesa, e sul 2017 avremo la "Spesa di Damocle" del "Patto di stabilità" 2015. Nel restante 15 per cento siamo intervenuti su altre entrate extra tributarie e non si è pensato al "pre-dissesto", non mi è chiaro perché avremmo dovuto tagliarci entrambi i gioielli per non poter poi espletare. I cittadini di Aosta non pagano la "Tasi" nell'ordine di un milione di euro ma non è per scelta del Comune».

«Nella spesa, il 33 per cento dei 66 milioni di euro previsti, serve per strani adempimenti normativi - ha continuato l'assessore - con i soldi che ci dovrebbero dare indietro che si trasformano invece in uno sconto su quelli che dobbiamo versare dare allo Stato centrale, una questione sulla quale si sempre glissato in ogni discorso politico. Bisogna dire che i documenti del vecchio bilancio erano come leggere del "cuneiforme", quella era la sensazione che un improvvido idiota come il sottoscritto aveva avuto la prima volta che aveva letto il bilancio comunale nel 2010 per il 2011. Ora si capisce di più e si evidenzia come il funzionamento della macchina comunale è stato cambiato, con un aumento solo del dieci per cento rispetto al venticinque per cento previsto dell'Istat. Ci sono tanti costi in meno, dietro ai quali ci sono ragionamenti che porteranno a maggiori risparmi nei prossimi quattro anni. Diamo priorità alle politiche sociali, ai servizi per la persona, all'ambiente, l'istruzione, alla cultura fino ad arrivare allo sport ed al turismo. Prendo atto che la minoranza avrebbe speso questi 66 milioni di euro in modo diverso, ma questo è un bilancio che quadra con le nostre priorità politiche, che non vede altre posizioni debitorie se non i tre milioni e mezzo di mutui dal passato, che arrivano da molto lontano. Lancerotto lo ha ricordato, ora facciamo l'amministrazione ordinaria con l'assunzione di responsabilità, senza "grandi opere"e neppure interventi futuristici. Siamo consapevoli che questi non sono momenti di vacche grasse, vogliamo governare e lo facciamo in maniera trasparente, prendiamo atto di quello che possiamo finire e ci possiamo permettere. E' l'esplicitazione concreta di un lavoro di tanti giorni della maggioranza, ognuno fa il proprio, noi lo abbiamo fatto per bene, un buon lavoro, il migliore possibile».

L'opposizione ha scelto la linea dura, scegliendo di non partecipare al voto: se per Nicoletta Spelgatti il bilancio è «bella favoletta, senza scelte con poche idee ben confuse», per Patrizia Pradelli del "Movimento 5 stelle" «si è perso tempo da quando questa Giunta si è insediata, per la questione di Donatella D'Anna, per far restare al suo posto il comandante della Polizia locale Fabio Fiore, per la nomina illegittima del portavoce Moreno Vignolini che costa 60mila euro e per la questione del segretario e dirigente Anna Maria Tambini, sulla quale ho presentato una segnalazione alla Corte dei conti. Mentre si perde tempo si aumentano le tariffe dei parcheggi e dei servizi e si ritardano le assegnazioni degli alloggi, che poi cadono sempre in campagna elettorale».

«Dò atto all'assessore che noi abbiamo parlato sempre di entrate - ha aggiunto Carola Carpinello di "L'altra Valle d'Aosta" - perché le uscite le decide il Governo ed in questi otto mesi voi avete visto le cifre, ma vista la continuità sono anni che lavorate in questo solco. Noi abbiamo avuto solo dodici giorni, è vero che si è parlato di bilancio, ma non è lo stesso discorso».
«Auspico una serie di controlli accurati su persone che occupano le case popolari
- ha quindi chiesto Andrea Manfrin della Lega Nord - magari ci sono persone che oggi non ne hanno più diritto dato che vediamo in certi quartieri auto di grossa cilindrata» mentre per Etienne Andrione, dell'Union Valdôtaine Progressiste «il "Dup" è comico, al di là delle buone intenzioni ci sono passaggi che fanno ridere, l'Aps che diventerà una sorta di "Equitalia" di Aosta, si parla a vanvera di sviluppo turistico con 1.157 posti letto, cinque volte in meno rispetto a quelli di La Rosière, per il commercio si cita l'area commerciale di viale Conte Crotti legata all'area megalitica di Saint-Martin de Corléans. Ed ancora, si legge di fondi per la sicurezza stradale che verranno usati per le piste ciclabili e si evidenzia la trasparenza quando qui c'è una chiusura totale dal punto di vista dell'informazione. In pausa pranzo ho mangiato qualcosa ma quando ho provato a pagare in "buona volontà" sono usciti i cuochi con i coltelli».

Per Giuliana Lamastra di Alpe «la crisi è il solito mantra, vi compiacete che ce l'avete fatta, ma sembra che si viva per mettere le toppe e per parare le emergenze. Anche se si dice di investire nel turismo, in questo bilancio non c'è nulla, nessuna inversione di tendenza, la "tassa di soggiorno" va tutta nel "Marchè vert Noel" e non ci saranno manifestazioni, solo feste di quartiere La vice sindaco ha lasciato parte della cifra per le manifestazioni all'assessore Marzi per quelle sportive, ma non si possono promuovere un mese per l'altro, nessuno ne sa niente, e sui siti del Comune non c'è nulla. E' curioso che il calcetto in piazza venga finanziato con i fondi del turismo quando andrebbe inserito nelle politiche sociali, visto che è un momento di aggregazione e da fuori arriva, forse, solo qualche squadretta».
«Devo fare i complimenti a Carlo Marzi
- ha dichiarato il "grillino" Luca Lotto - che ha centrato l'obiettivo della premessa, dato che il bilancio rappresenta una foto. Io definisco leggermente opaca ed in bianco e nero, come la fotocopia che mi è stata data, dove il cielo è cupo invece di essere azzurro. Questo documento ci dà ragione quando affermiamo che questa Amministrazione è in sudditanza rispetto a piazza Deffeyes, si parla di "project financing" ma se non scrive un'idea di cosa si vuole fare come fa un imprenditore a pensare di investire. Riuscirete, forse a tenere a bada la situazione, ma non potete esimervi da una responsabilità chiara, alla fine voi siete quelli di prima».
«Da ambientalista sono contento che non ci sono più i soldi di un tempo - ha sottolineato Fedi - abbiamo risparmiato delle grosse ferite sul territorio, bisogna essere più umili, più autosufficienti e fare le stesse cose con meno soldi, condividendo l'amministrazione con i cittadini. Il "Dup" è più chiaro e nei prossimi anni vi staremo con il fiato sul collo».

A supporto della Giunta, Nicola Prettico, consigliere dell'Union Valdotaine, si è detto «orgoglioso di votare il primo bilancio interamente definito della Giunta in carica, che evidenza una sinergia con l'Amministrazione regionale. Questo non è solo un'operazione contabile ma un documento realistico e sostenibile che tiene conto dell'esistente, in un contesto diverso da quello che conoscevamo fino a poco fa».
«C'è stata una riduzione delle risorse ma non una riduzione della popolazione
- ha aggiunto Luca Girasole, capogruppo della Stella Alpina - che è rimasta a poco meno di 34.500 persone. Mi preme sottolineare l'importante contributo dell'Aps (di cui è dipendente, n.d.r.) per 700mila euro, e dobbiamo far fare alla Regione un "ostello della gioventù" nella scuola "Maria Adelaide", con un ufficio turistico, e pensare strategia per collegare il parcheggio "Proust" al centro storico».
«La coperta è sempre più corta
- ha constatato il sindaco, Fulvio Centoz - ma oggi ho solo sentito demolizioni del bilancio e nessuna proposta alternativa. Invece questo bilancio ha una forte valenza politica: un paio di mesi fa ci davano per spacciati e prossimi al commissariamento ed invece noi siamo qui a presentare questi documenti».
«E' paradossale il richiamo al coraggio della minoranza
- ha quindi insistito la capogruppo unionista Josette Borre - che poteva diventare però incoscienza. I servizi eliminati lo sono stati perché non c'è abbastanza richiesta e sono state tolte delle manifestazioni per carenza di fondi, ma ne verranno fatte delle altre, e queste potrebbero anche raccogliere un maggiore successo. Ho notato la puntigliosità dei colleghi sull'Aps (anche la Borre è dipendente della partecipata comunale, n.d.r.), ma quello che viene versato è l'utile, la differenza tra spese ed incassi».

A chiudere il dibattito, che non ha visto la partecipazione del consigliere unionista Vincenzo Caminiti, che ha assistito alla seduta tra il pubblico, è stata la Carpinello: «lasciateci fare l'opposizione - ha concluso, prima di uscire dall'aula insieme agli altri otto colleghi di opposizione - questo bilancio lo avete voluto, non avete accettato nessuna suggestione e quindi ve lo votate».