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Arrivano da Argentina, Nigeria e Somalia le tre finaliste della ventesima edizione del "Premio Donna dell'Anno", che hanno vissuto delle terribili esperienze di violenza

redazione 12vda.it
Margarita Meira con il presidente del Consiglio Valle Joël Farcoz

E' l'attivista argentina Margarita Meira la vincitrice del "Premio popolarità" della ventesima edizione della "Donna dell'Anno": per lei ha votato, dallo scorso 5 febbraio fino al mezzogiorno di mercoledì 13 marzo, il 54,376 per cento del totale dei visitatori del sito Internet del Consiglio regionale della Valle d'Aosta, che organizza il Premio. Dietro di lei la nigeriana Ovbokhan Rose "Isoke" Aikpitanyi, mentre il resto delle preferenze è andato alla modella somala austriaca Waris Dirie.

Le tre finaliste sono arrivate in Valle d'Aosta domenica 11 marzo, insieme all'avvocato Rosa Pepe, premio "Soroptimist" di quest'edizione e, nella giornata di lunedì 12, hanno incontrato gli studenti aostani dell'Istituto tecnico e professionale regionale "Corrado Gex" e del Liceo artistico, quindi gli operatori dell'informazione locale e poi, martedì 13 marzo, a Milano, quelli della stampa nazionale, raccontando le loro storie che verranno presentate anche nella cerimonia di consegna del Premio, in programma nella serata di mercoledì 14, al Centro congressi del Grand hôtel "Billia" di Saint-Vincent, con la presenza della cantante ed attivista maliana, naturalizzata francese, Inna Modja, madrina della ventesima edizione della "Donna dell'Anno".

Le terribili storie delle finaliste. L'argentina Margarita Meira, in seguito ad uno dei dolori più grandi, la perdita della figlia, Graciela Susana Bekter, asfissiata col gas in Paraguay, nel 1991, dopo che era stata rapita e si era rifiutata di prostituirsi, ha creato, insieme con altre mamme, l'associazione "Madres víctimas de trata" per lottare contro lo sfruttamento sessuale, offrire sostegno legale e svolgere attività di investigazione per ritrovare le ragazze, che lei stessa accoglie nella sua casa.
La nigeriana Isoke Aikpitanyi, valdostana di adozione, rischiando la vita, è riuscita a liberarsi dallo sfruttamento di chi dal suo Paese l'aveva portata in Italia, nel 2000, facendole inseguire un sogno per poi invece costringerla a prostituirsi a Torino. Da allora con l'associazione "Vittime ed ex-vittime della tratta" ha deciso di aiutare le ragazze che hanno seguito la sua stessa sorte, assicurando una via di uscita a migliaia di donne nigeriane vittime della tratta, denunciando gli sfruttatori.
Waris Dirie, modella e scrittrice somala, naturalizzata austriaca dopo essere fuggita attraversando il deserto da sola a tredici anni, porta avanti, con la "Desert Flower Foundation", un'incessante battaglia contro le mutilazioni genitali femminili e per i diritti delle donne, in modo che ognuna possa ritrovare la speranza e condurre una vita dignitosa e autodeterminata. Kofi Annan l'ha nominata ambasciatrice delle "Nazioni Unite" per la lotta contro l'infibulazione, pratica a cui è anche dedicato un suo libro autobiografico: "Fiore del deserto", diventato un film nel 2009, a cui sono seguiti i volumi "Alba nel Deserto", "Figlie del Dolore" e "Lettera a mia Madre".
Rosa Pepe, avvocato campano, a Poggiomarino, località in provincia di Napoli, con la sua associazione "Artemide" opera da anni a sostegno delle donne vittime di violenza, fornendo loro non solo supporto legale e psicologico, ma realizzando anche un progetto lavorativo, il "Viva Bistrot", volto alla loro piena riabilitazione sociale ed economica.



Ventimila euro per la vincitrice, per sostenere il suo progetto. Il "Premio Donna dell'Anno" prevede, per la vincitrice, una dotazione di ventimila euro, finalizzata a sostenere le attività che hanno determinato la nomina delle finaliste: oltre al primo premio sono previsti 15mila euro per il riconoscimento "popolarità", mentre alla terza finalista verranno assegnati 10mila euro, per un ammontare totale di 45mila euro.
I personaggi femminili che saranno premiati quest'anno si aggiungono a una lunga lista di donne straordinarie selezionate nelle passate edizioni: la giornalista congolese Caddy Adzuba Furaha, la deputata curda Leyla Zana, il medico Chiara Castellani, la delegata dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati Alessandra Morelli, l'attivista yazida contro i crimini dell'Isis Nadia Murad, la biologa Karina Atkinson che in Paraguay ha creato una riserva naturale protetta, meta di studiosi da tutto il mondo e fonte di reddito e sviluppo per la popolazione locale, che ha vinto il Premio nel 2017.

Il Premio costa 110mila euro, di cui 15mila donati dalla "Fondazione Crt". Complessivamente l'edizione 2018 del "Premio Donna dell'Anno" presenta un costo, per il Consiglio Valle, di 110mila euro, di cui 15mila euro provenienti della "Fondazione Crt" di Torino "condizionati ad adeguata visibilità a livello comunicativo del contributo" che era stato richiesto nella misura di 30mila euro.
La spesa più alta è quella per la "gestione della comunicazione" del Premio, affidata alla ditta "Cpa Service" di Aosta, per 9.760 euro, a cui seguono quelle per i servizi di ospitalità, andati alla società "B.B.S. - I viaggi dell'Arco d'Augusto" di Aosta, per 9.440 euro, azienda che già si occupa dei servizi di prenotazione e rilascio di titoli di viaggio, voucher alberghieri, di pianificazione ed organizzazione viaggi in favore del Consiglio regionale.

Dirige e conduce Paola Corti, insieme a Katia Berruquier. La partecipazione e l'esibizione musicale di Inna Modja, gestita dalla "Associazione Diaraby" di Parigi, costa 6.500 euro mentre per l'ideazione, supervisione e coordinamento artistico e organizzativo della serata finale e delle iniziative collaterali è stata confermata l'attrice aostana Paola Corti, "in considerazione del curriculum presentato che ne evidenza la formazione e le esperienze lavorative in qualità di regista teatrale, attrice e conduttrice nonché sulla base della valutazione positiva del servizio di coordinamento artistico delle ultime due edizioni".
La Corti percepisce 5.500 euro, di cui 4.500 per l'attività professionale e mille euro al "Teatro nel Mondo" di Roisan (di cui è amministratrice) per il momento di "spettacolazione", mentre la co-conduttrice, la giornalista aostana di "Rai Vd'A" Katia Berruquier, viene pagata 400 euro per svolgere anche un reportage "dietro le quinte".
Il "service" audio, video e luci per la cerimonia di premiazione è stato affittato dalla ditta "Audioluci.com" di Saint-Vincent per 4.817,78 euro mentre la realizzazione e la diffusione di quattro "video teaser" è stata affidata alla "Arnoldo Mondadori Editore" di Milano per 2.928 euro, mentre la ditta "In Vd'A" di Saint-Marcel si occuperà della produzione di un video per 1.085,80 euro e della videoregistrazione integrale della cerimonia di premiazione per 1.037 euro, per 2.122,80 euro totali. Il servizio fotografico è curato dalla società "Avi Presse" di Aosta per 512,40 euro.

Un "murales" alla "Cittadella dei giovani" di Aosta. La realizzazione di un "murales", creato da tredici giovani, coordinati dall'insegnante Fabio Cuffari, per conto della associazione "Alfa" è costata 2.100 euro, a cui si aggiungono 976 euro che sono andato alla cooperativa sociale "Trait d'Union" di Aosta per l'utilizzo degli spazi della "Cittadella dei giovani", che ha incassato ulteriori 48,80 euro per lo svolgimento di altri eventi collaterali nella giornata di lunedì 12 marzo .
La traduzione ed interpretariato in lingua inglese è stata assegnata a Roberta Vesan di Torgnon per 1.450 euro, mentre il servizio di mediazione interculturale, comprensivo di interpretariato in lingua spagnola, è andato a Martha Altagracia Herrera Nunez, residente ad Aosta, per 750 euro.
L'aggiornamento della linea grafica e del materiale informativo è stato effettuato dalla società "Seghesio - Grivon" di Aosta per 1.220 euro, mentre la distribuzione delle locandine è andata alla ditta "SF di Sedda Fabrizio" di Aosta per 833,40 euro.
La stampa su carta delle scenografie realizzate dagli studenti della "quarta B" del Liceo artistico di Aosta, che verrano utilizzate per la cerimonia di premiazione, è stata invece seguita della "Eliografia Bérard" di Aosta per 414,93 euro.

Ospitalità gratuita al "Billia" per le finaliste ed accompagnatori. La collaborazione con il Comune di Saint-Vincent permette di ospitare gratuitamente, presso il Grand hôtel "Billia", dall'11 al 15 marzo le quattro finaliste, oltre che Inna Modja, gli eventuali accompagnatori, gli esperti della comunicazione ed membri della giuria, in occasione della cerimonia finale, compresi i pranzi e le cene presso il ristorante dell'albergo, tranne che per la cena di mercoledì 14, che costa 1.200 euro per la "Casino de la Vallée SpA" a cui si aggiungono 427 euro di intrattenimento musicale con Carlo Benvenuto, tramite la "Associazione di servizi agli artisti" di Terni.
Il servizio di catering, in occasione della conferenza stampa a Milano, è andato dalla ditta "Contatto Banqueting by Bernardini Mirko" di Lentate sul Seveso, località in provincia di Monza Brianza per 1.098,90 euro mentre per l'organizzazione di un "aperitivo multiculturale" sono previsti 400 euro all'associazione "Uniendo raices onlus" di Aosta, che realizza, per l'occasione, dei piatti tipici, e 220 euro alla cooperativa sociale "Noi e gli Altri" di Aosta per il servizio di somministrazione di bevande.

Per le finaliste anche le "pigotte" dell'Unicef. I diritti d'autore sono stati quantificati in 700 euro, pagati alla "Siae", mentre le targhe personalizzate che verranno consegnate alle vincitrici costano 366 euro e le ha realizzate il "Centro incisioni Colacioppo" di Aosta. Infine, le "pigotte", le tipiche bambole di pezza, che verranno anche queste consegnate alle finaliste, sono state acquistate dal Comitato regionale "Valle d'Aosta per l'Unicef" di Aosta per 180 euro.

ultimo aggiornamento: 
Martedì 13 Marzo '18, h.13.20