Per quasi due ore il Consiglio Valle discute sul nuovo gruppo "Area Civica, Stella Alpina, Pour notre Vallée": «nessun rispetto per gli opportunisti» dichiara Ego Perron

comunicato stampa

Il presidente del Consiglio Valle, Andrea Rosset, in apertura dei lavori convocati mercoledì 20 e giovedì 21 settembre, ha aperto la riunione informando l'Assemblea che i consiglieri Stefano Borrello, Antonio Fosson, Pierluigi Marquis, Carlo Norbiato e Claudio Restano hanno comunicato la costituzione del nuovo gruppo denominato "Area Civica, Stella Alpina, Pour notre Vallée" a partire dallo stesso 20 settembre: il consigliere Fosson assume la funzione di capogruppo ed il consigliere Norbiato quello di vice capogruppo.

«Nessun rispetto per gli opportunisti». Per il consigliere del "Movimento 5 stelle" Roberto Cognetta «finalmente il gruppo si è palesato: ora ci chiediamo se questa maggioranza sia ancora tale e se questo Governo sia ancora nel pieno delle sue funzioni. Pare che ci sia un documento politico che riunisce gruppi di maggioranza e di opposizione in vista di intenti futuri. Oggi vorremmo si facesse chiarezza anche per capire come procedere in questa Legislatura».
Il capogruppo dell'Union Valdôtaine, Ego Perron, ha evidenziato: «ci saremmo aspettati una comunicazione da parte dei consiglieri del nuovo gruppo, dopo la robusta conferenza stampa avvenuta ad agosto. Questo gruppo è un collage tra varie sigle: un gruppo particolare che occupa sei figure apicali con cinque componenti e questo è un fatto che secondo noi è anomalo. Diamo una lettura critica sulla nascita di questo soggetto: tra ex sindaci di Aosta, mancati sindaci di Aosta, ex senatori, ex componenti dell'UV, sicuramente non viene fornita alla politica valdostana una bella ventata di novità come, invece, si vuole fare intendere. Finalmente capiamo le diversità e le necessità di cambio di metodo: per noi sono una scusa per rifarsi una verginità politica, per riconquistare posizioni apicali. L'UV ha sempre avuto rispetto delle differenze perché queste contribuiscono a far crescere le persone e le comunità. Non rispettiamo questo nuovo gruppo perché sotto diversi nomi è raggruppata una sola bandiera, che è quella degli opportunisti di cui la Valle d'Aosta non ha bisogno. Noi lavoriamo ad un progetto che metta insieme dei progetti comuni in nome della vera Autonomia di questa regione».

«Collaborazione con identità culturali e programmi simili». Il capogruppo di AC-SA-PNV, Antonio Fosson, ha risposto che «questa è la formalizzazione di un nuovo gruppo consiliare all'interno della maggioranza, di cui si è parlato sia in conferenza stampa sia nell'ultimo Consiglio di agosto. Ripeto volentieri le ragioni già espresse: è una riunione tra due gruppi con lo scopo di semplificare il quadro politico, di dare maggiore sinergia ad un'azione che altrimenti era frammentata tra forze che collaborano già da tempo, che manterranno le loro singole individualità ma che parleranno con un'unica voce per dare nuovo impulso e per modernizzare la nostra specificità. E' un fatto di democrazia. La loro collaborazione ha alla base identità culturali e programmi simili. La fusione in un unico gruppo consiliare permetterà di lavorare in modo più proficuo per risolverei problemi dei valdostani»

«Aspettiamo anche un progetto politico». Il capogruppo dell'Union Valdôtaine Progressiste, Alessandro Nogara, ha commentato: «ci ritroviamo finalmente con la formalizzazione della nascita di questo nuovo gruppo che semplifica effettivamente il quadro politico valdostano, ma aspettiamo anche un progetto politico. Oggi, vogliamo fare qualche precisazione perché l'estate valdostana non è stata di vacanza: con gli altri gruppi autonomisti abbiamo lavorato per predisporre un progetto politico per il futuro, per lanciare la Valle in un avvenire che abbia ampi orizzonti, per un periodo molto lungo della nostra regione. Quattro forze politiche, UV, UVP, Alpe e "Mouv'", hanno redatto un documento: abbiamo preso l'impegno di portarlo ai nostri movimenti per decidere come procedere al fine di portare avanti idee e progetti necessari alla Valle per unire e rinnovare. Saremo ben lieti se tutte le forze politiche che hanno partecipato proseguiranno il percorso con noi».
La capogruppo di Alpe, Patrizia Morelli, ha aggiunto che «l'estate di confronto dovrà portare a dei risultati: ma non è questa la sede dove dibattere di questo. Vi sono tavoli politici che correttamente lo faranno. La moltiplicazione dei gruppi o l'assemblaggio non hanno un valore negativo o positivo assoluto in sé: ci sono delle ragioni che di volta in volta stanno alla base delle scelte che vengono fatte. In questo caso noi prendiamo atto del percorso intrapreso dai colleghi e delle loro decisioni che riteniamo positive perché hanno l'intento di semplificare il quadro politico e di fare sinergia. Auguriamo al nuovo gruppo buon lavoro con l'auspicio che il confronto sia sempre chiaro e leale».

«Un giochino che non incanterà sicuramente gli elettori». Il vice capogruppo dell'UV, Aurelio Marguerettaz, ha sottolineato che «nell'ultimo Consiglio, siamo noi che abbiamo fatto la discussione, voi vi siete nascosti. In questa nuova formazione, l'unica forza politica è la Stella Alpina, che si è presentata alle elezioni, mentre i colleghi Fosson, Norbiato e Restano non sono una forza politica, non hanno fatto dei congressi fondativi. Il nuovo gruppo ha cinque componenti con cinque cariche: la vostra forza politica è la forza della poltrona. I ruoli si acquisiscono presentandosi alle elezioni, acquisendo un consenso: non come avete fatto voi che avete abbandonato i movimenti con i quali vi eravate presentati».
Il consigliere UV Augusto Rollandin ha dichiarato: «obiettivamente questo insieme di sigle non merita una discussione se non per mettere in evidenza che è un modo fittizio per fare qualcosa insieme, senza un supporto politico concreto. E' difficile convincere la gente che con questo artificio, un ibrido, si possa portare avanti un progetto politico comprensibile. Bisogna avere delle radici, dei fondamenti che qui non ritroviamo: è semplicemente l'aggregazione di tre denominazioni fittizie composte nel corso di questa Legislatura. E' veramente poco, se non addirittura una presa in giro. Non si tratta né di convergenze, né di sinergie: un giochino che non incanterà sicuramente gli elettori»

«Si dovrebbe giungere ad elezioni anticipate». Per il consigliere del gruppo misto Elso Gerandin, «questo annuncio aggiunge poco al destino della comunità valdostana, perché non cambia nulla: è solo tempo sprecato, un continuare a farsi del male. Questa Legislatura ha dato un pessimo esempio in termini di condivisone e di trasparenza. Siamo alla quarta maggioranza non legittimata dagli elettori. Per fare chiarezza voglio ribadire che a seguito dell'approvazione delle modifiche alla legge elettorale regionale e alla sua pubblicazione definitiva, dopo l'11 ottobre, ritengo che si dovrebbe giungere ad elezioni anticipate».
L'assessore alla sanità, Luigi Bertschy, ha detto che «bisogna lasciar perdere i personalismi e mettere in piazza le proprie idee. Noi siamo per e non contro qualcuno: chi fa politica non può pensare solo alla propria carriera, deve tenere conto dell'evoluzione politica. L'UVP è convinta e orgogliosa di aver lanciato un progetto: al tavolo fino ad ora non abbiamo mai parlato di nuovi Governi o lanciato controribaltoni. Noi stiamo cercando di fare un percorso nella direzione di fare chiarezza ed essere trasparenti nei confronti degli elettori, perché vogliamo presentarci alle prossime elezioni con un progetto politico forte e innovatore, con le forze autonomiste e federaliste, che possa raggiungere il 42 per cento che abbiamo definito nella legge elettorale votata quasi all'unanimità da questo Consiglio regionale, al fine di assicurare governabilità a questa Regione. Questo è essere trasparente nei confronti dei cittadini. Qualcuno pensa prima al proprio consenso e poi all'interesse della Valle d'Aosta, e lo fa ben sapendo che la soluzione che non si trova prima dovrà essere trovata obbligatoriamente dopo le elezioni. Chi si siede a questo tavolo con l'intento di rompere è preferibile che non si sieda più. Noi dobbiamo fare l'interesse dei valdostani, non prenderli in giro»

«Il nostro progetto aveva contenuti e programmi validi». Il capogruppo del Partito Democratico, Jean-Pierre Guichardaz, ha preso la parola in conclusione del dibattito: «abbiamo guardato con rispetto al processo di riunificazione e all'apertura di un dialogo avvenuti in questi mesi. Siamo convinti che un'area autonomista rafforzata sia utile a irrobustire l'Autonomia: un'Autonomia responsabile e consapevole, però! Aggregazioni che abbiano altri collanti non sono utili alla Valle, soprattutto se non hanno una chiara visione per il futuro. Noi siamo convinti della validità del progetto politico che ci portò in maggioranza nel 2015, perché era un progetto con contenuti e programmi che ritenevamo validi: in quel periodo, c'è stato un fermento, attraverso la realizzazione di azioni concrete; era un progetto aperto all'esterno e che non guardava al proprio ombelico».

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