Resi pubblici i nomi e le cifre dei vitalizi pagati dal Consiglio Valle agli ex consiglieri regionali: in 94 "pesano" ancora sulle casse pubbliche

redazione 12vda.it
Claudio Lavoyer tra i banchi della Giunta regionale, in Consiglio Valle

Ci sarebbero motivi legati alla privacy ed alla riservatezza di dati sensibili all'origine del continuo diniego, da parte dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio Valle, di fornire i nomi e le cifre degli ex consiglieri regionali che percepiscono il "vitalizio", l'assegno "a vita", reversibile, in caso di morte, verso la moglie o i figli, definito dalla legge regionale numero 33 del 1995 e poi modificato da una successiva norma regionale del 1999, la numero 28, che la creato "l'Istituto dell'assegno vitalizio che opera, senza finalità di lucro, allo scopo esclusivo di assicurare agli iscritti un assegno vitalizio connesso al mandato elettivo, nonché allo scopo di erogare le prestazioni accessorie in conformità alle leggi citate", che attualmente viene incassato da 94 ex consiglieri regionali. Fino alla dodicesima legislatura l'assegno maturava con il "sistema previdenziale a prestazione definita con il regime della capitalizzazione" mentre poi è stato deciso, con la riforma, di trasformarlo in un "sistema previdenziale contributivo".

"Il "vitalizio" nel regime della capitalizzazione - si legge nella normativa - spetta ai consiglieri che abbiano raggiunto l'età per la corresponsione e abbiano corrisposto per un periodo di almeno cinque anni il contributo. L'età per conseguire il diritto alla corresponsione dell'assegno vitalizio è fissata a 65 anni ed è diminuita di un anno per ogni anno di mandato consiliare oltre il quinto, fino al limite di sessant'anni. Al raggiungimento dell'età per conseguire il diritto alla corresponsione dell'assegno vitalizio, l'iscritto deve optare per l'erogazione della prestazione in forma di capitale oppure in forma di una corrispondente rendita, mensile e posticipata, determinata applicando al capitale accantonato coefficienti di conversione variabili in funzione dell'età, del sesso e della reversibilità".
"Il capitale maturato alla data del diritto alla corresponsione - continua la legge - è costituito dalla trattenuta obbligatoria a carico del consigliere, fino al 31 dicembre 2012 è stata pari al 21 per cento dell'indennità di carica, per un importo di 1.658,64 euro, mentre a decorrere dal 1° gennaio 2013 è dell'8,80 per cento dell'indennità di carica (di 5.185 euro, n.d.r.), per un importo di 456,28 euro, e dalla contribuzione a carico del bilancio del Consiglio regionale, versata per un periodo massimo di quindici anni. Fino alla data del 31 dicembre 2012 è stata pari al 42 per cento dell’indennità di carica, per un importo di 3.317,28 euro, a decorrere dal 1° gennaio 2013 è pari al 24,20 per cento dell'indennità di carica, per un importo di 1.254,77 euro" a cui si aggiunge anche "il rendimento eventualmente conseguito dall'Istituto" e comunque "l'ammontare della prestazione in forma di capitale è determinato sulla base del montante relativo alla posizione individuale dell'iscritto".

Con la legge del 1995, l'assegno "vitalizio", che spetta ai consiglieri che sono stati in carica prima dell'inizio della dodicesima Legislatura, vale a dire l'8 luglio 2003, veniva invece "determinato in percentuale sull'indennità mensile lorda spettante al consigliere al termine dell'undicesima Legislatura, adeguata sulla base dell'indice di variazione annua dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati al netto dei tabacchi, determinatosi nell'anno precedente", variando sulla base del numero di anni di mandato legislativo, dal 20 per cento per cinque anni, fino al 60 per cento per quindici anni ed oltre, "incrementato dal 1° gennaio di ogni anno sulla base dell'indice di variazione dei prezzi al consumo per operai ed impiegati determinatosi nell'anno precedente, secondo le rilevazioni Istat".

Secondo quanto pubblicato da un quotidiano, che è riuscito ad abbattere il "muro di gomma" ed a ottenere dal Consiglio Valle i dati, a scegliere di incassare subito tutto il capitale sono stati in quindici: Claudio Lavoyer, in Consiglio Valle per venticinque anni, dal 1988 al 2013, per quattro volte assessore regionale, dopo la sua mancata rielezione, nell'agosto del 2013, con un milione e 636.905 euro, Gino Agnesod (recentemente sconfitto alle elezioni comunali come candidato sindaco di Donnas), nel febbraio del 2008, ben cinque anni dopo la conclusione della sua attività come consigliere ed assessore regionale, durata quindici anni, dal 1988 al 2003, con un milione e 202.606 euro. Milionario anche il "vitalizio" di Franco Vallet (padre di Alexis Vallet, presidente di Alpe), anche lui in Consiglio Valle dal 1988 al 2003 e per due volte assessore, con un milione e 136.990 euro nel febbraio 2008. Di poco sotto il milione di euro è il "vitalizio" versato, sempre nel febbraio 2008, al presidente della Regione, Augusto Rollandin, di 995.386 euro, di cui 480mila utilizzati per rimborsare la Regione a seguito della condanna della Corte dei conti per l'"Affaire trasporti". E' dì 874.931 euro il "vitalizio" di Ugo Voyat, richiesto nel maggio 2001 mentre è di 738.415 euro quello di Amato Maquignaz chiesto nello stesso periodo.

A loro si aggiungono Francesco Salzone nell'agosto 2013 aveva chiesto i suoi 637.058 euro di "vitalizio", usandone poi 98mila per rimborsare le spese del gruppo consiliare della Stella Alpina nell'inchiesta che lo ha visto patteggiare l'accusa, Adriana Viérin, con 325.332 euro nel luglio 2012, Piero Minuzzo, attuale direttore di una testata on line, con 303.848 euro nel dicembre 2012 e gli ex consiglieri Elio Stacchetti, Giovanni Sandri e Sandro Bortot con rispettivamente 301.085 euro, 301.009 euro e 133.238 euro. Cinque anni dopo, un'altra coppia di consiglieri uscenti, Alberto Crétaz e Pino Cerise hanno anch'essi chiesto tutto il loro "vitalizio", rispettivamente di 295.949 euro e 295.406 euro.

In undici, invece, hanno preferito incassare parte del capitale, continuando anche a percepire l'assegno mensile: sono Ennio Pastoret, presidente dell'Union Valdotaine, che nell'agosto 2013, dopo la fine dei suoi quindici anni in Consiglio Valle, ha ritirato 642.472 euro, Roberto Vicquéry, che ha incassato 313.133 euro nel febbraio 2010, Fedele Borre, che nel novembre 2008 ha ritirato 303.117 euro, Giulio Fiou, che nell'agosto 2008 ha incassato 301.009 euro, stessa identica cifra ritirata da Emilio Rini (padre dell'assessore regionale all'istruzione e cultura, Emily Rini) nello stesso periodo. A loro si aggiungono Roberto Nicco, che nel maggio 2014 ha ritirato 210.045 euro, Carlo Curtaz, che nel dicembre 2012 ha incassato 189.946 euro, Carlo Perrin, che nel maggio 2008 ha ritirato 180.745 euro, Renato Praduroux, che nell'agosto 2013 ha incassato 131.993 euro, Eddy Ottoz, che nel luglio 2009 ha ritirato 123.694 euro, ed Elio Riccarand, che nel febbraio 2009 ha incassato 119.449 euro.

Invece, per quando riguarda coloro che hanno preferito ricevere l'assegno mensile, è Valerio Beneforti, seduto in Consiglio Valle per quindici anni e che è stato, per due anni, assessore regionale alla sanità dopo aver partecipato al "ribaltone" del 1990 contro Augusto Rollandin, ad incassare il "vitalizio" più alto, pari a 72.287 euro lordi annuali, seguito da Giuseppe Borbey e da Ilario Lanivi, entrambi con una "pensione" annuale di 68.849 euro. Il primo, democristiano, è stato presente anche lui per tre lustri in piazza Deffeyes, ininterrottamente dal 1973 al 1988, venendo nominato prima assessore ai lavori pubblici e poi al turismo, mentre il secondo, presente in Consiglio Valle per venticinque anni, ha partecipato al "contro ribaltone" del 1992, venendo poi eletto presidente della Giunta.

Dietro di loro, altri otto ex consiglieri regionali: Angelo Lanièce (padre dell'attuale consigliere regionale André Lanièce) con 67.721 euro, Joseph-Cesar Perrin con 67.144 euro, Bruno Milanesio (presidente della società "Nuv", la partecipata regionale che sta realizzando il nuovo Polo universitario ad Aosta) con 65.651 euro, Ettore Marcoz con 64.761 euro, Renato Faval con 64.362 euro, Giovanni Bondaz con 63.448 euro, Dino Viérin (padre del consigliere regionale Laurent Viérin) con 61.444 euro e Francesco Stevenin con 61.356 euro.

Sono in dodici a prendere, invece, un vitalizio tra i cinquantamila ed i sessantamila euro: Dina Squarzino (che si è recentemente dimessa dal ruolo di consigliera comunale ad Aosta) con 59.794 euro (di cui 11.662 euro calcolati dopo la riforma), Maurizio Martin (presidente della Stella Alpina) con 59.247 euro, Elio Riccarand con 57.984 euro, Augusto Fosson (che ha recentemente perso le elezioni come sindaco di Saint-Vincent) con 54.566 euro e Mario Andrione con 54.471 euro, cifra che prendono anche Cesare Dujany, Ferruccio Lustrissy ed Angelo Mappelli. Sopra i cinquantamila euro ci sono ancora Igino Bajocco con 54.135 euro, Giuseppe Maquignaz con 53.236 euro, Piero Ferraris con 52.094 euro (di cui 7.634 euro calcolati dopo la riforma) ed Eraldo Manganone con 51.747 euro.

Tra i quarantamila ed cinquantamila euro di "pensione" ci sono dieci ex consiglieri regionali: Fedele Borre e Carlo Perrin, entrambi con un "vitalizio" di 48.458 euro, Guglielmo Piccolo, con 48.216 euro, Leonardo Tamone con 48.132 euro, Alder Tonino con 47.022 euro, Emilio Rini con 47.004 euro, Enzo Cout con 46.024 euro, Benito Mostacchi con 41.651 euro, Virgilio Berti con 41.514 euro e Roberto Vicquéry con 41.189 euro.

Tra i trentamila ed i quarantamila euro ci sono tre consiglieri e sei vedove di consiglieri regionali scomparsi: Domenico Aloisi con 39.954 euro, le vedove di Demetrio Mafrica con 37.896 euro, di Guido Chabod con 32.683 euro, di Ennio Pedrini con 32.682 euro, stessa cifra incassata dalle vedove di Mauro Bordon e di Angelo Pollicini, Teresa Charles con 32.023 euro (di cui 7.794 calcolati dopo la riforma), Renato Praduroux con 31.826 euro (di cui 8.142 euro calcolati dopo la riforma), e la vedova di Sergio Ramera con 30.685 euro.

In venti (sedici ex consiglieri e quattro vedove), incassano un "vitalizio" annuale tra i ventimila ed i trentamila euro: Giovanni Aloisi con 29.712 euro, la vedova di Augusto Bionaz con 29.075 euro, Roberto Evaristo Clusaz con 29.051 euro, la vedova di Liborio Pascale con 28.203 euro, la vedova di Giuseppe Albaney con 27.398 euro, Roberto Nicco con 24.229 euro, stessa cifra percepita da Ennio Pastoret, Giulio Fiou con 24.229 euro, Giuseppe Nebbia con 23.722 euro, Domenico Macheda con 23.286 euro, Aldo Cottino con 23.078 euro, la vedova di Edoardo Bich con 23.013 euro, Liliana Breuvé con 22.951 euro, Sergio Péaquin con 22.950 euro, Eddy Ottoz con 22.618 euro, Domenico Parisi con 22.520 euro, Vanni Florio con 22.421 euro, la vedova di Franco De Grandis con 21.788 euro, Adolfo Dujany con 21.201 euro, Carlo Curtaz con 20.837 euro e Ruggero Millet con 20.223 euro.

Sono in venti (di cui undici vedove) anche a percepire una "pensione" dal Consiglio Valle tra i diecimila ed i ventimila euro: Franco Carral con 19.749 euro, Roberto Gremmo con 19.423 euro, stessa cifra che incassa Pier Carlo Rusci (attuale presidente della partecipata regionale "In.Va."), Marco Fey con 18.210 euro (calcolati dopo la riforma), Gianni Torrione con 18.157 euro, Silvio Trione con 17.821 euro, la vedova di Franco Chincheré con 16.938 euro, Giuseppe Casetta con 16.024 euro, la vedova di Mario Colombo, con 14.510 euro, Salvatore Agostino con 14.274 euro (calcolati dopo la riforma), la vedova di Gaetano Baldassarre con 13.948 euro, Ilio Viberti con 13.384 euro e le vedove di Beniamino Bancod con 12.332 euro, di Giovanni Amato Mathamel con 11.984 euro, di Renato Limonet con 11.899 euro, di Roberto Rollandoz, di Cirillo Blanc, di Giorgio Chanu, di Bruno Salvadori e di Michele Di Stasi, quest'ultime tutte con 10.894 euro.

In coda, sotto i diecimila euro, ci sono la vedova di Michele Marchiando con 9.805 euro, Guido Cesal con 7.254 euro e la vedova di Renato Strazza con 6.718 euro annuali lordi, poco più di quello che incassa Valerio Beneforti ogni mese.

Commenti

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la monarchia... se ne manteneva meno e con meno. Da oggi quando li incontrerò gli guarderò le palle degli occhi esprimendo loro tutta la vergogna...

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Al popolo dicono "populisti". E si offendono se li indichiamo come "La Casta". Mah...

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