Scontro tra Alpe ed Emily Rini sull'impiego in "Cva" del suo ex marito, dopo la mancata discussione in Consiglio Valle: «riguarda esclusivamente la mia sfera privata»

redazione 12vda.it
Emily Rini in Consiglio Valle

Con venti voti contrari il Consiglio Valle non ha ammesso alla discussione in aula l'interrogazione a risposta immediata presentata da Chantal Certan e firmata dagli altri tre consiglieri di Alpe su "Notizie in merito ad una proposta di assunzione offerta all'ex marito dell'assessore all'istruzione e cultura". La questione, iscritta al punto 3.0.5 dell'ordine del giorno della riunione dell'Assemblea di martedì 7 novembre, è stata ritenuta "estranea alla competenza degli organi regionali" , come ha dichiarato il presidente Andrea Rosset e, in base all'articolo 109 del regolamento sull'ammissibilità di interpellanze ed interrogazioni, la sua discussione è stata sottoposta al voto dei consiglieri: «inizia il #ConsVdA - ha scritto su "Twitter" l'ex assessore all'istruzione e cultura - inizia con la #censura? W il nuovo che avanza! #trasparenza #legalità».

Notizia pubblicata, non più leggibile e poi riscritta. La vicenda, pubblicata su un sito web e dopo qualche ora non più leggibile a causa di non meglio precisati "motivi tecnici", poi ripubblicata il giorno dopo con ampie rimaneggiature e modifiche, riguarda l'assunzione dell'ingegnere Filippo Norat, ex marito di Emily Rini, presso la "Compagnia valdostana delle acque - Cva": «ad Alpe non interessano le situazioni personali - ha ribadito la Certan su "Facebook" - ma se queste si intersecano con gli aspetti che attengono l'Ammiinistrazione pubblica, devono essere chiarite. Se già avevamo dei dubbi, dopo le notizie apparse sui giornali, ci sentiamo di chiedere all'interessata di fare chiarezza difronte alla comunità, al fine di fugare ogni sospetto di utilizzo inopportuno delle risorse pubbliche per risolvere questioni private. Un'occasione persa. Alla fine non si è potuta discutere, la maggioranza ha deciso di non lasciare neppure rispondere e poter chiedere delucidazioni. Un gravissimo precedente che sicuramente non passerà inosservato né tra i cittadini, né tra chi ha ruoli diversi dai nostri»

«Confermati i dubbi sul comportamento poco istituzionale». «Il fatto che, con il ricorso ad un cavillo del regolamento del Consiglio - hanno insistito poi, i quattro consiglieri regionali di Alpe, in una successiva nota ufficiale - sia stata impedita la discussione sul nostro question time con una votazione in cui la maggioranza ha fatto quadrato attorno all'assessore Rini respingendo l'ammissibilità del quesito, in fondo non fa che confermare i dubbi sul comportamento poco istituzionale dell'assessore in questione. Non si capisce altrimenti per quale ragione l'assessore Rini non abbia scelto di rispondere semplicemente "no" alla domanda posta dall'interrogazione che chiedeva "se è vero che al suo ex marito è stato offerto un posto di lavoro dall'imprenditore in premessa (Gerardo Cuomo) in sede di udienza di separazione e che poco tempo dopo è stato assunto a tempo determinato da "Cva", come riportato dai media". Ribadito che ad Alpe nulla interessano i fatti privati dell'assessore, non si può però non rilevare che in questo caso le vicende private si intersecano con la gestione pubblica, andando a coinvolgere la principale società partecipata regionale ed in particolare le assunzioni del personale all'interno della "Cva". L'obiettivo dell'interrogazione presentata era di fornire alla comunità i chiarimenti necessari a fugare ogni sospetto in merito a una vicenda su cui tanti cittadini valdostani, legittimamente, si interrogano. Prendiamo atto che la risposta ottenuta, per il carattere censorio e omertoso, non fa che accrescere i dubbi».

«Messa in discussione la professionalità ed onestà del mio ex marito». «Sono fermamente convinta, così come i miei colleghi dell'Union Valdotaine, che tale discussione non dovesse nemmeno approdare in Consiglio regionale poiché relativa esclusivamente a un fatto della mia sfera privata - ha risposto Emily Rini, scrivendo anche lei su "Facebook", riportando, in sei ore, oltre 160 reazioni a favore - la cosa più grave, però, è data dal fatto che in questo modo si sia coinvolta una terza persona, il mio ex marito, che vede messa in discussione pubblicamente la sua professionalità, onestà e onorabilità che nulla hanno a che fare con il legittimo dibattito politico. Credo che le valdostane e i valdostani meritino che nell'aula del Consiglio approdino temi non solo più importanti, ma che attengano unicamente alla sfera pubblica. Fa specie che a sollevare tale questione, palesemente pretestuosa, sia proprio il gruppo Alpe, che parla di censura, senza però precisare che, se non si vuole strumentalizzare politicamente in modo pretestuoso un fatto personale, in uno stato di diritto l'unica deputata a fugare ogni dubbio è la magistratura».

«Bagarre e gossip montati ad arte su non notizie». «Sarebbe stato invece certamente più opportuno che i consiglieri Chantal Certan, Patrizia Morelli ed Albert Chatrian avessero relazionato all'aula quando, ai tempi, furono ascoltati a loro volta in Procura in qualità di indagati per finanziamento illecito ai partiti - ha ribattuto ancora la Rini - quello sì fatto di interesse pubblico, a maggior ragione se si considera che i consiglieri Morelli e Chatrian hanno a loro carico una sentenza di condanna in appello per fatti che riguardano un non corretto utilizzo di denaro pubblico. Per quanto mi riguarda, sono stata sentita a sommarie informazioni come persona informata sui fatti nel mese di luglio 2017 in relazione a un procedimento che non ha ad oggetto la vicenda in questione, presso la Procura della Repubblica di Aosta. In relazione alla mia deposizione, mi vedo ovviamente impossibilitata a riferirne i contenuti in quanto su di essi vige il segreto istruttorio. Proprio per il totale rispetto che nutro verso l'operato della magistratura, non ho mai riferito nulla in merito alla questione. L'unico dato certo che posso riferire è che, come ha confermato la stessa Procura di Aosta ai media, io non sono indagata. Avrei voluto evitare questa spiacevole pagina, perché credo che la Valle d'Aosta, mai come ora, abbia bisogno di serietà, impegno e coesione e non certo di bagarre e gossip montati ad arte su notizie che non sono notizie e per squallidi scopi politici. Anche perché chi promuove tali iniziative in Consiglio regionale dovrebbe prima documentarsi a dovere oppure verificare attentamente la veridicità di quanto pubblicato sui giornali, visto che, da quanto mi risulta, nessuno ha mai posto l'attenzione, e quindi nemmeno citato, sulla società "Cva"».

"Imboscata orchestrata in maniera maldestra". "Il tentativo perpetrato stamane dal gruppo Alpe, ai danni della collega Emily Rini, ha rappresentato una vera e propria "imboscata", orchestrata in maniera maldestra, tentando di porre al centro della discussione fatti che nessuna attinenza hanno con la sua attività di amministratore regionale - hanno solidarizzato infine i colleghi consiglieri dell'Union Valdôtaine, in una nota - fatti che i protagonisti di una politica in cerca d’autore hanno cercato di ammantare di rilevanza, visto che sembra non trovino altro modo per lasciare segni della loro azione d’opposizione. Come emerso negli scorsi giorni, e come confermato dalla Procura, la collega Rini non è persona sottoposta ad indagini. Spiace constatare come una vicenda del tutto personale, che coinvolge anche persone che nulla hanno a che vedere con la sfera politica, sia stata pesantemente strumentalizzata a fini meramente politici. Alla collega va, inoltre, tutta la nostra solidarietà, unita alla fiducia che riponiamo nella sua azione di assessore, mirata a dare risposte concrete alle aspettative della comunità".

Ultimo aggiornamento: 
Martedì 7 Novembre '17, h.22.40

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