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Alexis Vallet critico sull'elezione di Franco Manes alla Presidenza del "Cpel - Celva" e del relativo direttivo: «Comuni attaccati al rubinetto della Regione»

redazione 12vda.it
Alexis Vallet

«Il "Celva" non deve essere la cinghia di trasmissione della Regione, ma per come è impostato oggi con nomina in blocco di un direttivo di "nominati" non può che essere così». Con queste parole, Alexis Vallet, presidente di Alpe, critica l'elezione, avvenuta martedì 30 giugno, di Franco Manes, sindaco unionista di Doues, alla Presidenza del "Consiglio permanente degli Enti locali - Cpel" e del "Consorzio degli Enti locali della Valle d'Aosta - Celva": «l'amara conseguenza, basta vedere gli scorsi cinque anni - continua Vallet - che il Comune, da autonomo e con fondi propri, è diventato sempre più un Ente attaccato al rubinetto della Regione».

«Noi di Alpe, per la prima convocazione del "Celva" avevamo due obiettivi
- aggiunge - il primo, raggiunto, era che al "Celva" ci fosse un dibattito, iniziasse una discussione. Che si dibattesse sul ruolo dell'organismo e su come venivano nominate le cariche. La discussione c'è stata e non è stato facile farle prendere piede. Noi siamo sempre più convinti dell'importanza del "Celva" come salvaguardia dell'autonomia dei Comuni e vogliamo che tutti i sindaci prendano coscienza di come invece venga gestito per limitarne quell'autonomia. Il secondo obiettivo, invece mancato, era far passare la linea che a nostro avviso il presidente del "Celva" doveva essere una carica di garanzia. Noi di Alpe siamo contrari alla nomina della direzione del "Celva" come espressione di una maggioranza o peggio ancora di un partito. Noi abbiamo provato fino all'ultimo a creare le condizioni per la candidatura di un indipendente e, quando questa candidatura non si è espressa, a quel punto non ci interessava portare il nostro candidato di bandiera. Il "Celva" non dovrebbe essere luogo di bandiere e ci siamo astenuti perché il modo in cui è stato designato il presidente non ci rappresenta».
«Potevamo spiegarci meglio?
- si chiede infine il presidente di Alpe - senz'altro. Sono convinto che tanti sindaci non hanno capito il nostro messaggio, come sono convinto che a livello politico una candidatura di bandiera sarebbe stata più forte. Ma sarebbe stato un piegarsi al metodo che rinneghiamo, noi speriamo davvero che il "Celva" abbia la forza di rinnovarsi e di ritrovare la sua originale forza autonomista ed a questa sfida abbiamo dimostrato fin da ora di essere pronti».

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