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Quasi 1.200 firme per la petizione che chiede più sicurezza e maggiori controlli sulla strada statale 26 a Sarre: ora si discute sulle proposte

redazione 12vda.it
Un tratto della strada statale 26 che attraversa Sarre

Sono state 1.174 le firme raccolte dal "Comitato Sarre statale sicura" per la petizione che chiede, nel tratto di strada statale 26 che attraversa Sarre, l'installazione di "autovelox" fissi, il funzionamento 24 ore al giorno del semaforo in località La Remise, la realizzazione di rotonde ed un maggiore presidio delle Forze dell'ordine: «diciamo grazie ad ogni persona che ha perso in media trenta secondi per apporre la propria firma sui fogli che vi hanno visti protagonisti - si legge in una nota diffusa dal Comitato - grazie a chi per primo ha sottoscritto la nostra petizione, con fatica e dolore, lo stesso che oggi ha confermato la difficoltà nel tornare a casa senza pensare a quanto è avvenuto poco tempo fa, perché è impossibile dimenticarlo, perché è impossibile tornare indietro e dare una piega diversa al tempo e agli eventi, perché il dolore, lacerante e martellante di una perdita così grossa, è di per sé indescrivibile e incolmabile e la vicinanza di così tante persone non può che far capire che forse, nel loro immenso dolore, non sono soli, coloro che in questi pochi mesi hanno subito perdite incalcolabili. Grazie a chi ci è stato vicino e che si è speso in questa raccolta firme, sensibilizzando e chiedendo collaborazione e aiuto, rendendo il nostro lavoro ancora più sentito e responsabile. Grazie a tutte e tutti per averci dato una mano a raggiungere un risultato al di sopra delle nostre più rosee aspettative, che ci ha colpito nei numeri e nella vostra partecipazione».
Dopo la petizione, che ha visto anche 94 persone "firmare" anche la versione on line, il Comitato propone un documento condiviso, una «risorsa web di consultazione e votazione delle varie proposte arrivate al Comitato» dove «chiunque può partecipare, esprimere la propria opinione e votare le singole proposte, lasciare la propria o un messaggio di commento».

Intanto, martedì 30 giugno, si è tenuto un incontro tra rappresentanti dell'Amministrazione regionale, del Comune di Sarre e dell'Anas per la realizzazione delle rotonde: «si renderanno operativi i cantieri già dal prossimo autunno - sottolineano dal Comitato - ed apprezziamo la spinta significativa data, perché ritenuta propedeutica per far sì che questi progetti possano attivarsi quanto prima, restando noi vigili e propositivi affinché parole e proposizioni portino presto all'inizio effettivo dei lavori. Il nostro fine ultimo veder è quello di realizzati interventi e questi finalizzati nel portare a un livello accettabile di sicurezza il tratto urbano di percorrenza della strada statale nel Comune di Sarre. Fino ad allora saremo vigili e seguiremo l'andamento dei lavori e delle riunioni che ci saranno, con la speranza che possano portare ai risultati sperati per il bene e l'interesse di tutta la comunità».

Sulla questione il segretario regionale della "Cgil", Domenico Falcomatà, «da cittadino residente a Sarre che percorre più volte al giorno la statale 26», esprime qualche dubbio: «perché non si realizza con urgenza nel tratto incriminato una una segnaletica orizzontale e verticale appropriata, oggi molto carente, mirata alla sicurezza di chi percorre in macchina o a piedi questo tratto di strada? - si chiede - perché, oltre alle rotonde, che non risolvono il problema degli incidenti nel tratto che va dal confine di Aosta alla prima rotonda da costruire, non si pensa seriamente di posizionare "autovelox" fissi? Controlli della velocità di cui gli automobilisti sono consapevoli della loro esistenza, perché ben segnalati e visibili, evitando quelli mobili che colpiscono gli automobilisti quando l'infrazione di velocità è già stata commessa. Laddove si è adottato il controllo con strumenti fissi sulle strade statali o provinciali, cito ad esempio la Toscana, o in autostrada ma anche in città, vedi Torino, col sistema "Tutor", il numero delle vittime e degli incidenti è drasticamente diminuito. Dico questo perché consapevole di non poter contare come un tempo, su un costante presidio di prevenzione da parte delle Forze dell'ordine, visti i tagli di fondi al comparto sicurezza da parte dei vari Governi che hanno ridotto in questi ultimi anni uomini e mezzi. Le rotonde possono essere uno degli elementi per affrontare il problema ma non l'unico, dovrebbero aggiungersi interventi complementari alle rotonde, sicuramente non meno importanti, interventi più celermente realizzabili e meno costosi».

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