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Ad Aosta "Charlie Hebdo" era introvabile, ma nei prossimi giorni dovrebbero arrivare le ristampe: in Consiglio Valle un minuto di silenzio per le vittime

redazione 12vda.it
Il numero '1178' di 'Charlie Hebdo' esposto nella vetrina della 'Libreria Aubert' di Aosta

Come facilmente prevedibile, anche ad Aosta, mercoledì 14 gennaio era introvabile il numero "1178" di "Charlie Hebdo", il primo dopo la strage di Parigi dello scorso mercoledì 7 gennaio, venduto in Italia in abbinamento al "Fatto quotidiano". Il capoluogo regionale non brilla per la disponibilità di pubblicazioni fuori dalla distribuzione ordinaria, così come è molto difficile far arrivare con regolarità periodici non originariamente previsti: ogni edicola ha ricevuto, in media cinque copie del quotidiano, subito esaurite dopo pochi minuti, acquistate soprattutto da chi l'aveva prenotate, tanto che i diversi edicolanti sono stati costretti, dopo essere tartassati dalle richieste, ad esporre cartelli che comunicavano la mancata disponibilità della quotidiano.

Il nuovo numero di "Charlie Hebdo" è stato anche esposto, per tutta la giornata, nella vetrina della "Libreria Aubert", nell'eponima via nel centro storico del capoluogo regionale: «devo ringraziare un amico che, organizzandosi, è riuscito ad avere qualche copia in più del settimanale - racconta Piero Valleise, socio della libreria, a 12vda - ci stiamo organizzando e, non è escluso che, nei prossimi giorni, proprio nella nostra libreria, possiamo avere copie da vendere di "Charlie Hebdo". Il nostro vuole essere un messaggio di pace contro ogni intolleranza, contro ogni violenza, contro ogni tipo di attacco a qualunque forma di informazione, non soltanto la satira, ma a qualsiasi diritto di espressione, si deve poter dire quello che si pensa. Poi, per una libreria indipendente, che sceglie e vende ciò che vuole, pensare ad una restrizione degli spazi della libertà è inaccettabile. Il fatto che questo sia anche il mio lavoro dà a questa iniziativa anche una dimensione personale oltre che pubblica».

Ovviamente c'è chi ci specula: nel giro di una settimana sono numerosi i gadget realizzati con le vignette o con il claim "Je suis Charlie", mentre su Internet c'è chi chiede anche 12mila euro per una copia del periodico, stampato in tre milioni di copie e che verrà immediatamente ristampato, arrivando così ad una tiratura record di cinque milioni e sarà disponibile, in Francia, per otto settimane, mentre il prossimo numero uscirà il 28 gennaio. Inoltre, la raccolta di fondi iniziata all'indomani dell'attentato, supportata dai grandi gruppi editoriali francesi, ha permesso, all'editore di "Charlie Hebdo", che stava rischiando il fallimento, di raccogliere oltre un milione di euro. 

Le vittime degli attentati di Parigi sono state commemorate dal Consiglio Valle, in apertura della prima riunione del 2015, con un minuto di silenzio ed una lettera di cordoglio è stata inviata dal presidente dell'Assemblea, Marco Viérin, al presidente della sezione francese della "Assemblée parlementaire de la francophonie", Jean-Pierre Dufau: "questo è stato un grave attacco contro i valori rappresentati dalla Francia - si legge - culla dei diritti e delle libertà fondamentali, e contro l'Europa nel suo insieme".
Giovedì 8 gennaio è stato il presidente della Regione, Augusto Rollandin, ad inviare, a nome dell'Esecutivo regionale, una lettera a Catherine Colonna, ambasciatrice della Francia in Italia "per comunicarle il dolore provato da tutta la comunità valdostana - ha riportato Rollandin - dopo l'assalto contro la redazione di "Charlie Hebdo". Ero lungi dal pensare che l'orrore non fosse ancora finito ed oggi, dopo il tragico epilogo di questi attacchi terroristici, credo che, al di là del ricordo delle vittime, dobbiamo ricordare la reazione dei cittadini che si sono immediatamente e spontaneamente riuniti nelle piazze di tutto il mondo per dire "no" alla violenza ed al terrorismo".

Un pensiero alla situazione in Nigeria, dove negli scorsi giorni sono morte oltre venti persone a causa di diversi attentati organizzati dall'associazione terroristica "Boko Haram", che ha utilizzato, come "bombe umane" delle bambine di dieci anni, è arrivato da Chantal Certan, consigliera regionale di Alpe: «partecipiamo al dolore di tutte le famiglie delle vittime, sia quelle francesi che quelle nigeriane - ha evidenziato - che hanno pagato con la loro vita il diritto alla libertà di espressione. Noi dobbiamo prendere le distanze da questi fatti, favorendo la cultura e non la guerra, l'uguaglianza e non le differenze, senza ipocrisia. Questi attentati dimostrano il grosso ritardo della politica europea sull'integrazione e contro la lotta al terrorismo ed al razzismo. La difesa dei diritti dell'uomo, della libertà di espressione, il rispetto, la democrazia e la pace iniziano con l'esempio quotidiano di ogni cittadino».

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