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L'accordo tra Regione ed "Heineken" finisce, di nuovo, su "La Repubblica". Borghezio, stimolato da Zucchi, presenta un'interrogazione al parlamento UE

redazione 12vda
Lattine in lavorazione alla 'Heineken' di Pollein

E' arrivato fino alla redazione del quotidiano "La Repubblica" l'accordo da 76 milioni di euro tra l'Amministrazione regionale ed "Heineken" e le relative critiche della Lega Nord da parte dell'ex consigliere regionale del PdL Alberto Zucchi, che ha informato della questione il deputato europeo Mario Borghezio, il quale ha presentato un'interrogazione parlamentare.
L'articolo, pubblicato sabato 2 maggio, che fa seguito ad uno analogo del 2007, sottolinea come "La Val d'Aosta sponsorizza "Heineken" con 76 milioni per averne cento di tasse - scrive il giornalista Stefano Parola - il bilancio della Regione può contare su 1,2 miliardi di entrate, di cui oltre cento milioni sono garantiti dalle tasse e dalle accise versate da "Heineken". La società italiana della multinazionale ha infatti sede legale a Pollein, nella zona industriale alle porte di Aosta, dove possiede una fabbrica con novanta addetti. E siccome la Valle d'Aosta è autonoma, tutto ciò che l'azienda versa al fisco resta in quell'area. Niente di anomalo. Solo che per la Lega Nord locale qualcosa non quadra. Perché una piccola parte di quel denaro ritorna all'azienda della birra sotto forma di sponsorizzazioni".

Per Borghezio l'accordo tra Regione ed "Heineken" è «un aiuto di Stato incompatibile con la normativa europea» ed ha chiesto alla Commissione europea se questa «non intenda meglio approfondire la questione per determinare se non siamo di fronte ad un caso surrettizio di aiuto di Stato, realizzato anche attraverso il meccanismo fiscale che consente alla Regione Valle d'Aosta, essendo la sede fiscale di "Heineken Italia" in Valle, di introitare la fiscalità relativa ad accise della birra ed IVA, per un totale di oltre duecento milioni di euro all'anno».
Mario Borghezio presentò un'analoga interrogazione già nel settembre 2007, durante il primo accordo: «nella risposta fornita dall'allora commissario Kroes veniva precisato che sarebbero state effettuate verifiche attraverso le Autorità italiane - ha ricordato l'europarlamentare leghista - per determinare se, nei casi di specie, si sia concretizzato un aiuto di Stato, ciò anche in relazione alla situazione di cui ai fondi relativi all'ampliamento dello stabilimento di produzione a Pollein. Sul caso risulta essersi determinata l'attivazione della Direzione generale della concorrenza, ma non risulta nessun atto di chiusura formale della procedura che, anche alla luce della recente delibera valdostana, può essere riaperta».

La questione viene chiarita, su "Repubblica", da Roberto Francesconi, vice direttore della finanziaria regionale "Finaosta": «nel 2007 ci era stato chiesto di ricostruire il nostro rapporto storico con il gruppo "Heineken" - ha spiegato - ma poi non venne presa nessuna decisione nei nostri confronti, né scattarono procedure di infrazione. Così quell'accordo è stato rinnovato. La multinazionale ha un target di clientela che corrisponde a quello che interessa turisticamente alla Valle d'Aosta. La nostra regione e la birra sono culturalmente legate da secoli. Un po' come Torino è legata alla "Fiat"».
"La Repubblica" riporta anche le critiche di Zucchi: «se l'operazione è lecita - ha dichiarato al quotidiano milanese l'ex consigliere regionale - allora la Valle d'Aosta può diventare come il Qatar ed attrarre tutte le multinazionali del mondo. Se non lo è, significa che stiamo costruendo il bilancio regionale sull'illegalità».

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