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Firmato, ad Aosta, tra Matteo Renzi ed Augusto Rollandin il duplice accordo sul "Patto di stabilità": nel 2015 una "finestra" di 60 milioni di euro

Angelo Musumarra
Matteo Renzi ed Augusto Rolllandin in sala Giunta, a Palazzo regionale

«Abbiamo chiuso il 2014 che ci permette di andare avanti e per il 2015 ci è stata data questa finestra di sessanta milioni di euro che ci permette di lavorare con tranquillità». Così il presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha spiegato il duplice accordo sul "Patto di stabilità" che ha firmato, alle ore 17.55 di venerdì 8 maggio, insieme al presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, nella sala Giunta di Palazzo regionale.
Renzi, atteso ad Aosta per le ore 15.30 è arrivato alle 17.16, con quasi due ore di ritardo, portato in auto dall'aeroporto di "Torino Caselle" a causa dell'impossibilità di atterrare al "Corrado Gex" di Saint-Christophe per la pioggia: avrebbe dovuto recarsi prima in Regione, ma poi Rollandin ha concesso, visto il considerevole ritardo e la conseguente attesa di circa quattrocento persone al teatro "Giacosa", di posticipare l'incontro istituzionale rispetto a quello politico, al quale ha partecipato anche lui, correndo poi a piedi fino a piazza Deffeyes per accogliere l'ospite: «ringraziamo la presenza del presidente Renzi - ha dichiarato il presidente della Regione - che ha mantenuto la parola ed è venuto in Valle d'Aosta non solo per le elezioni ma anche per la firma di un documento importante per noi e per tutta la Regione, che è il "Patto di stabilità" per il 2014 e per il 2015. Sappiamo che ha i minuti contati, ma vogliamo dire che l'attenzione verso i nostri problemi è stata sempre presente, di questo noi lo ringraziamo ed abbiamo fatto il possibile per sensibilizzarlo sui vari temi».

Alla firma, svoltasi in piedi, senza sedie, e che chiude il 2014 con l'aggiunta di 863mila euro ed amplia la disponibilità di spesa per il 2015 di sessanta milioni di euro, oltre a Renzi ed al suo seguito, tra cui Luca Lotti, segretario del "Comitato interministeriale per la programmazione economica" e numerose Forze dell'ordine, c'erano anche gli assessori regionali Ego PerronMauro Baccega, Luca Bianchi, Renzo Testolin ed Emily Rini (Aurelio Marguerettaz ed Antonio Fosson erano presenti alle 15.30 ma non si sono ripresentati dopo), il presidente del Consiglio Valle, Marco Viérin, ed i capigruppo Raimondo Donzel del Partito Democratico, Joël Farcoz dell'Union Valdôtaine e Stefano Borrello della Stella Alpina. Assenti Stefano Ferrero del "Movimento 5 stelle", Luigi Bertschy dell'Union Valdôtaine Progressiste ed Albert Chatrian di Alpe. Quest'ultimi due hanno motivato la loro assenza esprimendo "profondo disappunto e totale amarezza per la mancanza di considerazione nei confronti delle Istituzioni regionali dimostrata dal presidente del Consiglio dei ministri - hanno scritto in una nota - avvisati in tarda mattinata dell'incontro ufficiale a Palazzo regionale, abbiamo atteso inutilmente a partire dalle ore 15.30, il presidente Renzi, che non si è manifestato. Visto che ha dato priorità al comizio del PD e non si è presentato a Palazzo regionale secondo i programmi, prendiamo atto dello sgarbo istituzionale nei confronti del Consiglio regionale della Valle d'Aosta. Un comportamento che conferma il carattere esclusivamente elettoralistico della visita a cui si è cercato di dare una veste istituzionale, come già evidenziato dai movimenti che rappresentiamo in Consiglio».

Numerosi i giornalisti presenti, tra cui anche diversi corrispondenti di testate nazionali e quelli della trasmissione "Piazza pulita" di "La7" che hanno anche interrotto Rollandin per chiedere a Renzi se sarebbe tornato in vacanza in Valle d'Aosta. Il presidente del Consiglio dei Ministri, che ha apprezzato la grande "coppa dell'amicizia" presente sul tavolo della Giunta regionale, non però ha risposto alle insistenti domande dei cronisti, che gli hanno anche chiesto un commento sulla vittoria elettorale di David Cameron nel Regno Unito, ma si è limitato a commentare la firma dell'accordo con la Regione: «questo era un impegno preso, doveroso e che confermiamo - ha sottolineato - lo spazio di Patto che questo documento apre è uno spazio che avevamo già condiviso in passato ma che non si era concretizzato e quindi, per noi, questo è semplicemente un mantenimento di un impegno. Abbiamo altri impegni aperti con la Regione, abbiamo da risolvere il contributo, anche statale, all'operazione Courmayeur Monte Bianco (probabilmente si riferiva alla frana del Mont de la Saxe, n.d.r.), e che è così importante e rilevante. Abbiamo una serie di questioni aperte sui trasporti, continuiamo a lavorare, in questo momento sta seguendo la partita il sottosegretario Gianclaudio Bressa, l'ha seguita a lungo il sottosegretario Graziano Delrio (ora ministro alle infrastrutture e trasporti, n.d.r.), ma insomma su quello che riguarda il rapporto tra Stato centrale ed Aosta noi siamo sicuramente ben convinti di dover dare una mano e di poterlo fare e di dover ricevere una mano. Sono ansioso di firmare, anche perché non vorrei che si cambiasse posizione da parte del Ministero dell'economia e finanze, anche perché c'è qui Lotti che, come suo solito, rimane nell'ombra».

Il documento, intitolato "Accordo tra il presidente del Consiglio dei ministri e la Regione Valle d'Aosta in materia di finanza pubblica" , è composto da due punti. Il primo riguarda la "disciplina dell'accordo annuale relativo al "Patto di stabilità" interno alla Regione" e specifica che "ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1, commi 454 e 456, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, il presidente del Consiglio dei ministri concorda con il presidente della Regione Valle d'Aosta che il livello di spesa in termini di competenza eurocompatibile per l'anno 2014 sia determinato in euro 849 milioni. Conseguentemente, considerato che il risultato conseguito dalla Regione per l'anno 2014 è pari a 838,18 milioni, il presidente del Consiglio dei ministri certifica in via definitiva il rispetto del "Patto di stabilità" interno per l'anno 2014 da parte della Regione Valle d'Aosta e degli Enti locali ricadenti nel proprio territorio. Per l'anno 2015, alla Regione Valle d'Aosta è riconosciuto un ampliamento del tetto di spesa determinato sulla base dell'accordo per l'anno 2014 ai fini del "Patto di stabilità" interno pari a 60 milioni di euro. Lo Stato e la Regione si impegnano ad assicurare l'applicazione delle disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio di cui alla legge 24 dicembre 2012, n. 243 nei confronti della Regione e dei rispettivi Enti locali".
Il secondo punto, le "disposizioni finali", precisano semplicemente che "lo Stato e la Regione Valle d'Aosta si impegnano a definire i contenuti tecnico finanziari del presente accordo entro 30 giorni".

Il clima si è fatto più informale e Renzi ha quindi guidato il "cerimoniale" della firma dell'accordo, con i documenti poggiati direttamente dall'assessore Perron, mettendosi anche in posa («sorridi Augusto, almeno son contenti anche quelli di "Piazza pulita"») e ha dimostrato di gradire la cancelleria della Regione («bella 'sta penna così la frego anche, sono un ladro di penne», «è fatta apposta» gli ha risposto Rollandin) e, mentre Perron si impossessava delle due copie del documento, ha firmato il libro degli ospiti istituzionali della Regione scrivendo, in maiuscolo: "grazie per la vostra accoglienza, per il vostro lavoro, per la vostra passione".
A Rollandin, che inavvertitamente si era messo davanti a Matteo Renzi, coprendolo durante la firma sul libro degli ospiti, ha confessato una certa stanchezza nell'essere sempre sotto i riflettori: «ormai è tutto finalizzato alla comunicazione - ha precisato il presidente del Consiglio dei ministri - ma io sto cercando di smettere, è Filippo Sensi (il capo ufficio stampa del PD e suo portavoce, non presente ad Aosta) che insiste».
Renzi ha voluto anche sapere chi fosse stato il precedente presidente del Consiglio dei Ministri che era salito a Palazzo regionale: «non penso sia venuto mai nessuno» gli ha risposto Rollandin. «Sono il primo? - ha quindi ribattuto - spero che non mi facciano fuori per questo"».

Dopo aver stretto la mano agli altri amministratori presenti in sala, con Donzel che, nell'occasione, gli ha consegnato una busta, («è di tre ragazzi che ti stimano») poi passata a Lotti, contenente il progetto di un geologo, un architetto ed un ingegnere valdostani, Matteo Renzi ha salutato anche i giornalisti, alcuni dei quali hanno insistito con le domande ma si sono sentiti rispondere solo «à bientôt» con la considerazione che «se parlo francese io è roba da querela, già c'è l'inglese...».

Dopo neanche otto minuti Renzi è immediatamente partito per Genova, dove lo attendeva un altro comizio elettorale: della sua breve visita ad Aosta, durata complessivamente circa 35 minuti, non c'è nessuna traccia nei suoi profili sui "social network".

Qui la gallery fotografica di Matteo Renzi a Palazzo regionale:


Qui la gallery fotografica della attesa di Matteo Renzi:


Il video della firma dell'accordo tra Matteo Renzi ed Augusto Rollandin:
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Il video del discorso di Matteo Renzi al comizio per Fulvio Centoz:

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