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Le "speciali" si schierano contro la Sicilia sui contributi al "Sistema sanitario nazionale" del 2017: «è l'unica che prende ma non dà» evidenzia Rollandin

redazione 12vda.it
Augusto Rollandin

E' di 468 milioni di euro la quota che le Regioni a Statuto speciale, con l'esclusione del Trentino-Alto-Adige, dovrebbero pagare, nel 2017, per il "Sistema sanitario nazionale", secondo quanto previsto dalla "Legge di stabilità 2016". Lo ha annunciato venerdì 1° aprile il presidente della Regione, Augusto Rollandin, criticando la norma, discussa il giorno precedente a Roma, nell'ambito della "Conferenza Stato - Regioni": «è stato sottolineato che alcune regioni come la Valle d'Aosta, il Friuli-Venezia-Giulia e la Sardegna non prendono fondi dallo Stato - ha ricordato Rollandin - mentre il Trentino-Alto-Adige, in funzione dell'accordo firmato a suo tempo, è fuori da questo patto. La Sicilia, invece, prende abbondantemente ed abbiamo quindi fatto notare che se c'è qualcuno che deve dare, devono guardare a chi prende ma non dà e quindi dobbiamo capire fin dove deve arrivare questa pantomima».

I governatori avevano parlato di sanità pubblica anche la settimana precedente, quando, nella sede della "Conferenza delle Regioni" si era tenuto un confronto con il ministro della salute, Beatrice Lorenzin: «per quanto di ci riguarda, il tema importante è stato il discorso dei farmaci innovativi, per i quali c'è stato un allarme da parte di tutte le Regioni - ha evidenziato Augusto Rollandin - è vero che lo Stato ha stabilito un fondo di cinquecento milioni di euro, ma questo, una volta distribuito, non copre nemmeno il dieci per cento delle spese reali che sono sostenute. Dobbiamo tenere conto che noi abbiamo delle confezioni che costano mille euro al colpo e d'altra parte non si sa come gestire l'esigenza che, in più, si presenta. Dopotutto basta che qualcuno cambi residenza e se ci fossero un certo numero di persone che dal Piemonte vengono in Valle d'Aosta e tutti chiedono questi farmaci, il sistema va in crisi. Questo è un problema serio che va rivisto, abbiamo chiesto di incontrarci anche con "Assofarma" perché l'immissione in consumo di nuovi farmaci, soprattutto quelli oncologici, presentano tutta una serie di problematiche che sono al limite della speculazione e non dico altro perché la situazione è molto delicata».

«Abbiamo sottolineato il fatto che devono essere rimessi i fondi per la parte innovativa - ha quindi ribadito il presidente della Regione - e la Lorenzin ha magnificato il fatto che uno dei tre pilastri è rappresentato dall'innovazione, che costa e che quindi ci devono essere dei sostegni a livello nazionale. Noi abbiamo sottolineato lo sforzo che, a livello organizzativo, facciamo sulla "mobilità attiva", ci sono valdostani che vanno a farsi operare fuori Valle, dato che qui non potremmo mai avere la cardiochirurgia o la neurochirurgia. Va messo un limite perché questa è una "mobilità attiva obbligatoria" che deve essere rivalutata, perché non si possono far perdere soldi alle altre Regioni ma bisogna pensare a questo sovraccarico. E' stato un discorso abbastanza aperto su cui si continuerà poi a vedere».

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