Entro pochi giorni arriva il "Piano di risanamento" del Casinò: «i lavoratori si dovranno adattare per salvare l'azienda» sottolinea Albert Chatrian

redazione 12vda.it
Albert Chatrian, neo assessore regionale al bilancio e finanze

«Rilanciare la Casa da gioco è nell'interesse di tutti, è anche il mio interesse e credo che su questo non ci siano dubbi e, se ci sono, voglio sfatarli subito». Così Albert Chatrian, neo assessore regionale al bilancio e finanze, con delega al Casinò di Saint-Vincent, ha presentato, dopo la riunione di Giunta di venerdì 17 marzo, le intenzioni del nuovo Governo su come affontare la questione in cui versa la "Casino de la Vallée SpA", società al 99 per cento di proprietà della Regione, dove, dopo l'ennesimo bilancio passivo con una perdita di diciannove milioni di euro nel 2016, è stato prospettato il licenziamento di 264 dipendenti, in seguito al mancato versamento, da parte dell'Amministrazione regionale, di circa 44 milioni di euro: «sulla Casa da gioco la Regione e la società stanno lavorando con l'intento di trovare delle soluzioni - ha spiegato - sia per l'attuale momento di emergenza totale, sia di più ampio respiro e soprattutto di prospettiva. La nostra attenzione è massima, non consideriamo riproponibili i metodi d'intervento adottati finora sul Casinò, è troppo facile, è stato semplice iniettare del denaro, sempre fondi pubblici, quindi di tutta la comunità valdostana, senza risolvere i problemi alla base. La crisi economica nella nostra regione non ha colpito solo la Casa da gioco, che fino a sette - otto anni fa era una fonte di reddito, un motore di sviluppo per la collettività ma soprattutto, ed era molto importante, alimentava il bilancio della Regione e produceva lavoro, turismo, commercio, indotto e benessere economico».

«Quante famiglie sono state lasciate sole in questi anni?». «Con la crisi, in questi anni, tante famiglie, in numerosi settori, hanno dovuto, da un giorno all'altro, fare i conti con la disoccupazione - ha ricordato Chatrian - tanto è vero che non eravamo abituati in Valle d'Aosta ad avere la disoccupazione a doppia cifra e solo adesso siamo appena sotto. E' venuta meno di colpo di quella sicurezza economica che permette di guardare con serenità al domani, alle famiglie, alle giovani coppie ed alle coppie intermedie e comunque quella serenità per costituire famiglie e benessere nella nostra Valle. Quante di queste famiglie sono state lasciate sole in questi anni? Pensiamo ad esempio ai settecento operai dei cantieri forestali che sono stati abbandonati a sé stessi dalla Giunta Rollandin. Sul buon funzionamento del Casinò stiamo lavorando senza soluzione di continuità, lo facciamo stando però attenti a quelle che potranno essere le prospettive della Casa da gioco ed il suo indotto e non possiamo nasconderci dietro al fatto che abbiamo dei passaggi diretti ed indiretti. Io vivo in quella zona, nella Valtournenche, ed i problemi non riguardano solo i dipendenti del Casinò e le principali energie vanno spese oggi per guardare al futuro ed a difesa del lavoro di tante persone, oltre che alla rinascita di Saint-Vincent e del resto della media Valle».

«I lavoratori del Casinò hanno goduto di buon posto di lavoro, ben retribuito». «In queste tre, quattro riunioni di Giunta che abbiamo fatto in questa prima settimana - ha ammesso il neo assessore - abbiamo preso atto di aver bisogno della collaborazione fattiva e dell'elaborazione di proposte concrete, dobbiamo infatti parlare di concretezza da parte dei lavoratori e dei loro rappresentanti sindacali. L'apporto degli esperti del settore è indispensabile, ma serve anche la collaborazione di tutti gli altri protagonisti, anche dei lavoratori e dipendenti di ogni livello. Nella vita ci sono quei momenti un po' difficili, dove può capitare di essere chiamati ad uscire dal proprio quotidiano, a vedere il resto del mondo con occhi nuovi, con maggiore responsabilità e solidarietà. Nell'ultimo decennio è capitato a tanti, anche i lavoratori del Casinò, che hanno goduto di un buon posto di lavoro, ben retribuito e con orari invidiabili, e sono ora sicuramente chiamati ad uno sforzo di adattamento per salvare la società, un'azienda pubblica dove negli ultimi anni tanti sono i milioni che il pubblico vi ha inserito all'interno. Come è successo in altri casi i dipendenti saranno chiamati a lavorare probabilmente di più, con maggiore impegno e con spirito costruttivo».

«I licenziamenti si fermano con proposte concrete, chiare, determinate, strutturate e robuste». «Ne va del loro destino e di quello di una società che tutti vorremmo rivedere fiorente e produttiva per tre principali ragioni - ha quindi avvisato Albert Chatrian - il primo reddituale, che è troppo importante, il secondo di lavoro diretto, facendo attenzione anche a tutto il lavoro indiretto, perché sono sempre posti di lavoro e persone, e magari hanno investito anche del loro nelle comunità limitrofe alla Casa da gioco, ed il terzo, perché no, di dare un'immagine di rinascita della Valle d'Aosta. Io penso che questa sia una sfida molto ardita, ma è il momento in cui bisogna cercare di mettere sul tavolo delle proposte concrete. Ci sono delle procedure in atto che si possono fermare prima proprio con delle proposte concrete, chiare, determinate, strutturate e robuste, che guardano soprattutto al domani ed in prospettiva, tenendo la barra dritta. Un posto di lavoro è importante, indipendentemente dalla Casa da gioco, ma io penso a tutta la società ed a tutta la comunità valdostana».

«Predisporre un Piano di risanamento nel giro di pochi giorni». «I problemi sono pratici, li tocchiamo con mano - ha poi insistito il presidente della Regione, Pierluigi Marquis - non si possono iniettare delle risorse pubbliche a fondo perso e la nostra responsabilità, nell'alveo normativo di rispetto delle leggi, è quella di proporre nel più breve tempo possibile delle soluzioni per quest'azienda per darle prima di tutto solidità sotto il profilo patrimoniale e finanziario ed in seconda battutta cercare di creare un percorso di rilancio. Sicuramente tutto questo passa attraverso un percorso di risanamento e di ristrutturazione aziendale, la società dovrà trovare il suo equilibrio nell'arco dei tre anni successivi a quello del momento della presentazione del Piano. Non ci sono chiacchere, qui si tratta di predisporre questo Piano concreto, nel giro di pochi giorni, che individui le vie di uscita in modo serio e sostenibile, non solo sotto il profilo della legittimità ma anche politicamente rispetto alla comunità valdostana».

«Si sapeva da anni che i bilanci non si sarebbero più chiusi quantomeno in pareggio». «Ora ci troviamo sotto una totale emergenza - ha ribadito l'assessore - il campanello d'allarme non è delle ultime due o tre settimane ma è da anni, ma qualcuno ha deciso di lasciare andare a ramengo la società. Noi ci siamo presi, da qualche giorno, questo impegno politico ed amministrativo di trovare delle soluzioni alternative, ma la criticità è dal lontano 2012 - 2013. Allora, quando le cose si conoscevano, si sapeva che si stava andando in un "cul de sac" che comunque non avrebbe più permesso al società di chiudere i bilanci quantomeno in pareggio. Ci sono dei rapporti tra Regione ed azienda anche se sono tre i soggetti importanti, in questo momento. La proprietà, non il sottoscritto e neppure il Governo, ma intesa come "collettività valdostana" perché stiamo parlando di soldi pubblici. Il secondo attore è la stessa azienda che in questo momento ha avuto da parte nostra il mandato di trovare delle soluzioni, cercando un risanamento e mettendo insieme diversi elementi e caratteristiche per andare a rimodulare e rivedere il discorso economico-finanziario, che ad oggi non regge, visto che i ricavi sono inferiori agli introiti in una maniera pesantissima, anche se magari per qualcuno è scontato. Il terzo pilastro, troppo importante, sono i lavoratori ed il Governo metterà in campo, tramite l'azienda, tutte le soluzioni e le possibilità per fermare la procedura di licenziamento delle persone, visto che negli altri settori sono state centinaia le persone che hanno perso il posto di lavoro per sempre, anche se avevano un posto precario, magari di sei mesi all'anno».

«Magari la liquidità si può trovare anche con partner privati». «Il discorso occupazionale lo tratteremo in maniera importante e pesante - ha concluso Chatrian - e sicuramente anche scientifica, ma ovviamente i tre pilastri devono trovare una giusta sintesi. Per quanto riguarda le soluzioni da mettere sul tavolo magari ci sono anche altre strade che si possono prendere dal lato economico finanziario ed a livello di liquidità, che magari non sono i soldi pubblici ma magari con partner privati».

Ultimo aggiornamento: 
Giovedì 16 Marzo '17, h.16.55

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