Luciano Caveri, dopo la "tempesta" sulla sua mancata candidatura, si toglie qualche sassolino dalle scarpe: «per qualcuno sono solo un vecchio trombone»

redazione 12vda.it
Luciano Caveri

Se a livello nazionale lasciano un po' perplessi le aspre diatribe per i cosiddetti "posti sicuri" nelle liste per le elezioni politiche del 4 marzo, dato che l'attuale normativa, infatti, non permette di votare il candidato preferito, ma solo la lista, dove poi vengono gli eletti vengono nominati in maniera proporzionale nell'ordine di presenza, anche in Valle d'Aosta, dove vige un sistema uninomiale secco (vanno a Roma i due candidati, uno alla Camera ed uno al Senato, più votati), sono sorti diversi dubbi sulle scelte dei movimenti, che ripresenteranno quasi sicuramenti, tutti i non eletti alle successive elezioni regionali, oltre all'abusato mantra della "società civile".

«Banalizzato e ridicolizzato il concetto di "società civile"». Lo evidenzia bene Luciano Caveri, sul suo blog: «mi intristisce, leggendo le liste dei candidati in Italia per le imminenti elezioni politiche, come si usino certi escamotage per far fuori personalità politiche eminenti in Parlamento - scrive, lunedì 29 gennaio - nel nome fasullo del nuovo e non, più semplicemente, della "realpolitik", che non dovrebbe avere bisogno di alibi dietro cui nascondere le proprie intenzioni. Basta vedere la "legge di Renzi", che preferisce fedelissimi come candidati da eleggere con la legge elettorale dei "nominati" ed umilia le minoranze interne, a costo di indirizzarsi sempre di più verso il partito personalista».
Il riferimento è verso il Partito Democratico, dove tra le tante candidature "sicure", emerge la "blindatura" della sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, originaria di Montevachi, in Toscana, ma candidata in sei diversi collegi in cui non c'entra nulla, a partire da quello uninominale della Camera a Bolzano (che evidenzia così le motivazioni sulla differenza di trattamento, da parte del Governo nazionale, tra le Autonomie speciali), e capolista a Cremona - Mantova in Lombardia, a Guidonia - Velletri nel Lazio ed in tre collegi in Sicilia, quelli di Marsala - Bagheria, Messina - Enna e Ragusa - Siracusa: «mi sfugge davvero come si possa, nei nostri tempi, aver banalizzato e persino ridicolizzato il concetto di "società civile" - continua Caveri - meglio oggi la scorciatoia del nuovismo, fatto di concetti poco elaborati e facilmente trasformabili in slogan convincenti, essendo in fondo la cultura stessa un cascame che deve lasciar posto a concetti di pronta beva. Siamo tutti uguali, perbacco, per cui chi dia sfoggio di qualche conoscenza è un inguaribile snob da cui guardarsi».

«Oggi sono un vecchio trombone». «Così in Italia, in una sua versione singolare, questa storia complessa e difficile della "società civile" è diventata dagli anni Ottanta e poi soprattutto dopo "Tangentopoli", all'inizio degli anni Novanta, una moneta molto più semplice da spendere - ricorda l'ex presidente della Regione - io stesso, poco più di trent'anni fa, per il mio ingresso in politica a ventotto anni con un balzo dal giornalismo alla Camera dei deputati, potevo essere annoverato come elemento nuovo rispetto ai politici tradizionali della tanto vituperata partitocrazia. Oggi sono un vecchio trombone, considerato non per quel che ha fatto o potrebbe fare. Conta poco il lavoro svolto, gli incarichi ricoperti, il bagaglio di quanto acquisito, le reti di rapporti. Alla porta bussa la "società civile" e bisogna, in caso di elezioni, cercare qualcuno cui far cominciare il percorso senza lasciare pezzi di radice che leghino al pregresso».
«La "società civile" diventa così in molte occasioni null'altro che uno strumento come la ghigliottina - sottolinea ancora Luciano Caveri - per tagliare le teste in modo rozzo con processi sommari per far posto a persone considerate più degne, prescindendo spesso da esperienze e conoscenze, come se la scienza infusa derivasse paradossalmente da non essersi mai occupati di politica, ma semmai da ruoli in associazionismo, cooperazione, volontariato, libere professioni. Attività, in verità da sempre vicinissime alla politica, ma che profumano di "buono" nel breviario del "politicamente corretto". Poi, beninteso, chi entra oggi in politica tra qualche annetto diventerà sporco e contaminato: si rassegni già in partenza, perché la ruota gira nel paradosso delle paratie stagne del luogo comune. Chi ha nel tempo incarnato ruoli politici elettivi importanti non è giudicabile, perché, per fortuna solo per alcuni, un diavolo rispetto all'angelo della "società civile". Nulla può convincere chi sia convinto del contrario o lo usi strumentalmente e dunque meglio rassegnarsi e non infilarsi in storie come la meritocrazia e la competenza. Quella serve per i comizi, non per la realtà».

«Non voglio fare il pupazzo del "Luna Park"». Caveri, infatti, che aveva dato la sua disponibilità a candidarsi al Senato per quella che ora è la lista "Per tutti, Pour tous, Pe tcheut", che mette insieme Alpe, Stella Alpina, "Pour Notre Vallée" e, solo per la Camera, anche "Mouv'", è stato "sacrificato" sull'altare proprio per la scelta di candidare due esponenti della cosiddetta "società civile": «un mesetto fa avevo dato la mia disponibilità per la candidatura al Senato - ha raccontato, sempre sul suo blog - ponendo come condizione di capire solo una cosa: se esistesse o meno sul mio nome una "conventio ad excludendum", cioè se di fatto ci fosse qualche veto nell'insieme degli alleati. Tutti mi dissero di «no» sulle preclusioni possibili e alcuni non furono onesti nel dire queste cose, perché piano piano i "niet" emersero sino alla soluzione finale. Cioè alla decisione, da parte mia e del "Mouv'", piccolo Movimento d'opinione che è diventato espressione politica in queste ore, di ritirare la candidatura, non avendo per nulla voglia di fare come i pupazzi del "Luna park" abbattuti al tiro a segno con delle palline. In mezzo ci sono state cose dette e non dette, soluzioni alchimistiche in cui si dava il benvenuto alla mia candidatura a condizione che "Mouv'" venisse inglobato altrove, in cui il "volemose bene" sembrava, come finale, come i folli femminicidi di quelli che per troppo amore (naturalmente vale l'inverso) uccidono la propria morosa. E visto che uno dei miei slogan è "primum vivere" non si poteva certo accettare una candidatura con il coltello alla gola, sotto minaccia».

«Chi ha la fedina penale pulita ed ha competenze viene penalizzato». «Aggiungerei ancora che ritenevo, immodestamente, di avere un curriculum nella politica nazionale e europea che nessuno può vantare in Valle - ha aggiunto Caveri, che oltre a quindici anni alla Camera, ha ricoperto, unico valdostano finora, il ruolo di parlamentare europeo, a cui è seguita l'esperienza di Governo regionale come assessore al turismo, sport, commercio e trasporti e poi la Presidenza della Regione - ma pare che questo sia uno svantaggio, perché chi ha svolto, con fedina penale pulita e generale considerazione per il lavoro svolto, certe attività di alto livello, non va bene. L'esperienza purtroppo non fa "società civile", slogan ormai in sordina nella politica italiana, ma ancora in auge con ritardo in parte della politica valdostana, e dunque sono una specie di "reietto relitto". Dunque meglio scegliere il "nuovo che avanza". Come se, per farsi operare, si scegliesse non il chirurgo più esperto, per farsi difendere in Tribunale un avvocato di chiara fama, se per andare in montagna per fare una vetta difficile non si andasse con una guida alpina ma con un pizzaiolo».

Da "Mouv'" appoggio esterno solo per Gianpaolo Marcoz. "Mouv'", il movimento fondato da Caveri, che esprime in Consiglio Valle Elso Gerandin e che raccoglie anche chi non è restato nell'Union Valdôtaine Progressiste quando si era alleata con l'Union Valdôtaine, non appoggerà la candidatura al Senato di Luisa Trione, consigliera comunale di minoranza a Nus, figlia dell'ex consigliere regionale e sindaco di Nus Silvio Trione, presidente regionale del patronato "Acli" e dirigente della "Cittadella dei giovani", presentata, come Giampaolo Marcoz, candidato alla Camera, espomente della "società civile: «"Mouv'" non presenterà candidature, non farà parte di coalizioni - ha quindi annunciato Caveri - ma appoggerà esternamente, avendo condiviso la candidatura, Giampaolo Marcoz per la Camera dei Deputati, mentre non ci saremo, non approvando metodi e comportamenti, sulla scelta della candidatura per il Senato. Non è una ripicca personale ma una constatazione semplice e lineare da esprimere per evitare "fake news" ("baliverne" in patois), poi si vedrà: non essendoci valore più forte per un autonomista della propria... autonomia».

«C'è chi usa il cervello piegandolo a novanta gradi». Sempre sul suo blog, citando una nota macchietta di Walter Chiari, Caveri ha un pensiero anche verso certi commentatori compulsivi: «il cretino di turno sui "social" commenta, tirando in ballo me o "Mouv'", certe scelte sulle politiche di queste ore - ha evidenziato - naturalmente sa poco e sentenzia. C'è da stupirsi? No, leggendo nome e cognome di certi polemisti si trovano diverse categorie. Il voltagabbana che ha già passato tutto l'arco costituzionale ed ha trascorsi lavorativi senza arte né parte. C'è il fedelissimo di partito, che si sente come il cecchino in guerra, pronto a sparare su chiunque si muova fuori dal solco predeterminato. C'è l'ideologico, che viaggia per slogan e a quelli si attiene come un somaro legato alla catena. C'è da preoccuparsi? Direi proprio che non è il caso. Il cervello è uno strano strumento e c'e chi lo usa e chi no e chi lo piega a 90 gradi, come si fa con altri organi del corpo umano. Resta il rimpianto di mancanza di dialogo e di una politica che diventa miserrima. L'usa e getta di questi tempi cupi fa occupare spazi a personaggi risibili che si aggirano per il Web per il loro quarto d'ora di gloria, ma questa gloria non arriva mai. La vita da gregari e da lecchini è ben grama, sempre nelle retrovie e tocca starnazzare per farsi notare. Nella speranza che qualcuno dall'alto tiri un osso da rosicchiare».

Ultimo aggiornamento: 
Lunedì 29 Gennaio '18, h.09.15

Commenta..

Scrivi qui sopra il tuo commento alla notizia.

CAPTCHA
Questa domanda serve a verificare che il commento non venga inviato da procedure automatizzate
CAPTCHA con immagine

Inserire i caratteri mostrati nell'immagine.

12vda playradio