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Ad Antey-Saint-André la mostra "Louis Meynet, Artisan de Montagne" nell'ambito della XXVa Fiera di Antey

Autorità, esperti e parenti di Louis Meynet ad Antey-Saint-André[I.P.] Antey-Saint-André dedica una mostra all'"enfant du pays" "Louis Meynet, Artisan de Montagne", nominato "Chevalier de l'Autonomie" nel 2012 e già insegnante di scultura a Bionaz, poi ad Arnad e a Châtillon. L'esposizione, che intende valorizzare uno dei più grandi scultori della nostra regione, artefice di un gran numero di lavori a testimonianza di una vita dedicata all'artigianato, presenta una quarantina di opere: oggetti torniti, sculture a tutto tondo e bassorilievi, provenienti dalla collezione IVAT, dalla famiglia e da collezionisti privati, compresi i proprietari di due strutture ricettive di Torgnon che dimostrano così l'attenzione del territorio all'artigianato e la volontà di valorizzare le opere dei grandi artigiani valdostani.

L'iniziativa è organizzata nell'ambito della venticinquesima edizione della "Fiera di Antey", dedicata agli allievi delle scuole di artigianato. L'inaugurazione si svolgerà sabato 10 agosto alle ore 17 nella saletta della Biblioteca di Antey-Saint-André, al numero 42 di frazione Bourg (telefono 0166.54.84.50) e la mostra sarà visitabile, a ingresso gratuito, fino al 15 ottobre, negli orari di apertura della biblioteca
L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra l'Assessorato delle Finanze, Attività produttive e Artigianato, l'Amministrazione comunale di Antey-Saint-André e l'IVAT - Institut Valdôtain de l'Artisanat de Tradition. Quest'ultimo, attraverso il MAV - Museo dell'Artigianato Valdostano di tradizione, ha curato l'intero progetto di valorizzazione dell'artigiano.

L'11 agosto, dalle ore 9,30 alle 18.30, si svolgerà la venticinquesima edizione della Fiera dell'artigianato valdostano di tradizione di Antey-Saint-André, con la partecipazione dei corsi di scultura organizzati nei comuni di Fénis, Aosta (fuori concorso) Pont-Saint-Martin, Châtillon, Gressan e Chambave; di vannerie organizzati nei comuni di Fénis, Doues, Aosta e, fuori concorso, Gignod e Saint-Christophe; di lavorazione in pelle e cuoio dai corsi di Pré-Saint-Didier e Saint-Pierre; di intaglio di Pont-Saint-Martin e Saint-Christophe (fuori concorso) e di tornitura di Pont-Saint-Martin. Per il secondo anno sono stati invitati a partecipare alla Fiera anche gli allievi iscritti alle "botteghe-scuola" regionali, che usufruiscono di percorsi formativi individuali, e ha aderito anche la "bottega-scuola" di intaglio e scultura organizzata nel Comune di Pont-Saint-Martin.


Luigi Meynet (Antey-Saint-André 1922 – 2012) è nato e vissuto a Buisson, frazione del comune di Antey-Saint-André. Originario da una famiglia di agricoltori, si avvicina alla lavorazione del legno sin da bambino, attratto in particolar modo dalla scultura nella quale intravede la possibilità di plasmare forme ed espressioni. A soli tre anni Luigi e i fratelli rimangono orfani di madre e il padre, per integrare la scarsa rendita agricola e mantenere la famiglia, inizia a eseguire lavori di falegnameria.
È proprio il genitore che lo incoraggia ad assecondare la sua passione per la lavorazione del legno. Luigi inizia così a scolpire il legno da autodidatta, approfittando dei momenti liberi al pascolo per realizzare piccole sculture di animali che poi scambia con i coetanei per poche monete. La produzione del giovane inizia a raccogliere i consensi anche dei villeggianti che, conosciutolo nei pascoli, si recano a casa sua per comprare, molto spesso, tutto ciò che produce. Un coltello e alcune sgorbie sono gli unici attrezzi che conosce e sa usare. Crescendo, Luigi decide di perfezionarsi frequentando il laboratorio di Grato Agostino Maquignaz, rinomato scultore di Valtournenche, da cui impara a realizzare e scolpire coppe. Si costruisce così un tornio a pertica e inizia a diversificare la sua produzione realizzando oggetti torniti di ogni genere.

Durante il secondo conflitto mondiale viene fatto prigioniero dei tedeschi, prima a Colonia, dove viene costretto a lavorare in ferrovia e in campagna, poi a Danzica, dove lo mettono a lavorare in una fabbrica di sommergibili, un lavoro ripetitivo che non può certo soddisfare la sua natura creativa. Nel campo lavora 12 ore al giorno, dalle 6 del mattino alle 6 di sera. Le notti sono lunghe e ognuno si dedica a qualcosa che lo appassiona: lui di nascosto si procura gli attrezzi necessari e si dedica alla scultura. Sorpreso da un ingegnere, particolarmente severo, responsabile della produzione, Luigi non riceve la punizione prevista ma commissioni per altre sculture: la sua arte lo salva. Dopo due anni di prigionia viene liberato dai russi e può tornare a casa.

Nel 1947 partecipa per la prima volta alla Fiera di Sant' Orso esponendo una serie di sculture di animali e i consensi non tardano ad arrivare. Convinto assertore dell'utilità delle mostre per la divulgazione dell'artigianato valdostano, partecipa a tutte le principali esposizioni, fiere e concorsi di artigianato per oltre sessant'anni riscuotendo consensi e ottenendo premi e riconoscimenti. Nel 1960 diventa insegnante di scultura a Bionaz, poi ad Arnad e a Châtillon. Pur essendo ormai conosciuto e apprezzato, Luigi Meynet conserva la sua naturale modestia che lo porta a giudicare severamente la propria produzione e, nel contempo, a lavorare con la stessa passione dei primi anni. I clienti vanno a trovarlo direttamente in laboratorio e spesso gli commissionano delle opere, alcune delle quali sono vendute anche all'estero, in particolare in Francia e in Svizzera. La sua produzione spazia dall'arte sacra ai soggetti di vita pastorale e agricola, agli animali realizzati in tuttotondo o a bassorilievo. Il legno che predilige è il noce di cui cura, quando gli è possibile, il taglio e la stagionatura seguendo gli insegnamenti antichi.
Di Luigi Meynet rimangono molte opere, testimonianza della passione che ha animato la sua vita e del talento frutto di una manualità semplice. Nel 2012 la Regione autonoma Valle d'Aosta gli conferisce l'onorificenza di Chevalier de l'Autonomie.

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