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Riapre, a Morgex, il "Cafè Quinson" con l'instancabile Agostino Buillas: «pagare il giusto ai produttori locali, non bisogna svendersi»

Elena Meynet
La nuova facciata del 'Cafè Quinson' di Morgex

Con un anno di ritardo, ma con qualche sorpresa in più, riapre il "Café Quinson" di Morgex, che lo chef Agostino Buillas gestisce con la moglie Elena e la cognata Anna Quinson.
L'attesa è stata prolungata, suscitando auguri e sollecitazioni da parte degli estimatori, anche sui portali turistici e attraverso i "social", dal momento che il 7 luglio 2018 lo scoppio di una lampada di emergenza aveva provocato un incendio che aveva devastato alcune camere che stavano per essere inaugurate.
Dodici mesi dopo, domenica 7 luglio 2019, Agostino, Elena ed Anna hanno aperto le porte del nuovo "Café Quinson", attivo da giovedì 11, con una festa nella piazzetta antistante. I mesi di lavoro in più sono serviti a rendere ancora più esclusiva l'offerta, considerata «molto cara ma inimitabile».

«Chicco Margaroli ha decorato la facciata - racconta Agostino a 12vda - ed aggiunto dettagli nelle camere. Anzi, in alcuni casi avevo restaurato pezzi antico, valdostani, ma il risultato era troppo sfacciato. Chicco ha aggiunto il suo tocco ed ha reso tutto bello». La particolarità di Buillas è che, oltre ad esser uno chef stellato anche se dopo la chiusura forzata dovrà riconquistare il riconoscimento, sa anche restaurare il legno, scegliere la pietra, mettere mano a ciò che serve "in casa", anche se ora la casa apre di nuovo agli ospiti, e permette loro di pernottare con tutte le comodità in camera.
«Non ho frequentato la scuola alberghiera - continua, in un momento di pausa, seduto ad uno dei tavolini di fronte alla cucina - a quindici anni ho cominciato a lavorare in albergo e allora si sapeva fare un po' tutto. Anzi, ora mi torna utile soprattutto per questioni di tempo, perché quello che posso fare da solo è anche tempo risparmiato, rispetto a dover controllare qualcuno he viene da fuori».

Il suo tocco inconfondibile si riconosce in cucina, dove i fuochi ad induzione permettono di bollire l'acqua in pochi secondi, o in cantina, dove si ammirano un migliaio di bottiglie, tra cui alcune molto preziose. Ma c'è molto di lui e della famiglia in ogni aspetto dell'arredamento, tra foto di famiglia e oggetti della tradizione contadina: «abbiamo scelto il legno - aggiunge - e pietra di Cogne per i pavimenti. L'ospite che arriva viene in casa mia e deve essere accolto nel modo migliore. Mi piace l'idea che qualcuno possa scoprire quanto è bella e antica la nostra chiesa, che è proprio di fronte al "Café Quinson", e possa decidere di fermarsi da noi per prendersi il tempo. Ho ripreso i contatti con i produttori, cerco sempre chi è disposto a cedermi i prodotti autentici del territorio e ci tengo che vengano pagati il giusto, che non si svendano per il timore di non soddisfare i turisti. Le ricette, poi, sono le mie, continuo a sperimentare, sempre partendo dalla tradizione».

ultimo aggiornamento: 
Lunedì 8 Luglio '19, h.19.50

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