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Solidarietà di Elisa Tripodi nei confronti di Giulia Sarti: «prendo le distanze dalle vicende mediatiche che l'hanno coinvolta, il suo diritto alla privacy è sacro»

redazione 12vda.it
Giulia Sarti a Palazzo regionale nell'ottobre 2017

«Sono accanto alla mia collega e prendo le distanze sulle vicende mediatiche che l'hanno coinvolta. Tutto ciò riguarda la sua vita personale e non quella politica. Il suo diritto alla privacy è sacro e non può essere calpestato violando in continuazione la sua intimità». Così Elisa Tripodi, deputata della Valle d'Aosta, esponente del "Movimento Cinque Stelle", difende Giulia Sarti, presidente dimissionaria della Commissione giustizia della Camera, autosospesa dal movimento, coinvolta in uno scandalo su presunti ricatti, che coinvolge un suo ex fidanzato, il rumeno Andrea Bogdan Tibusche, che con il nome di "Andrea De Girolamo", gestiva una pagina "Facebook" che sosteneva i "grillini", chiedendo donazioni per il suo "lavoro" di sedicente "controinformazione".

La Sarti, che era venuta ad Aosta insieme alla Commissione parlamentare antimafia nel ottobre 2017, di cui faceva parte nella passata Legislatura, insieme alla presidente Rosi Bindi, con la quale aveva condiviso le sue valutazioni sulla situazione valdostana, nel febbraio era stata coinvolta nel caso che vedeva alcuni parlamentari del "Movimento Cinque Stelle" che dichiaravano di restituire allo Stato parte del proprio stipendio, che andava a finanziare il fondo per il microcredito, ma invece annullavano il pagamento dopo averne fotografato la prova, per un totale di oltre ventimila euro dichiarati ma poi non versati.
La Sarti aveva dichiarato di essere all'oscuro di tutto, denunciando Bogdan per appropriazione indebita, ma nel febbraio scorso era emerso che tra i due c'era un accordo per far ricadere sull'uomo la colpa dei mancati versamenti che aveva raccontato di aver eseguito i bonifici online, di aver mandato la ricevuta al movimento e quindi di aver revocato il versamento.

Sulla vicenda si è anche innestata una vicenda più pruriginosa, legata all'installazione di un impianto di videosorveglianza interno a casa della deputata, con tanto di presunti filmati privati che ora girerebbero tra chat private, un nuovo caso del cosiddetto "revenge porn", sul quale sono in fase di presentazione due proposte di legge che, in fase di bozza, prevedono una pena che va da tre mesi a sei anni di reclusione per pubblica on line immagini o video privati a sfondo sessuale, con l'aggravante nel caso in cui il persecutore sia il coniuge o legato in qualche modo alla vittima e sanzioni anche per chi contribuisce poi alla diffusione dei video.

«Con riferimento a notizie relative alla possibile circolazione di immagini molto personali della deputata del "Movimento Cinque Stelle" Giulia Sarti - ha scritto in una nota il Garante per la privacy, Antonello Soro - si richiama l'attenzione dei mezzi di informazione al rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali e del codice deontologico dei giornalisti. Tali regole impongono al giornalista di astenersi dal diffondere dati riguardanti la sfera intima di una persona per il solo fatto che si tratti di un personaggio noto o che eserciti funzioni pubbliche, richiedendo invece il pieno rispetto della sua vita privata quando le notizie o i dati non hanno rilievo sul suo ruolo e sulla sua vita pubblica».

ultimo aggiornamento: 
Sabato 16 Marzo '19, h.16.15

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