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Cinque persone sono morte, travolte da due valanghe, mentre sciavano fuori pista: un milanese a Saint-Pierre e due inglesi e due francesi a Courmayeur

redazione 12vda.it
La valanga caduta a 'Punta Ollietta' (foto 'Soccorso Alpino' valdostano)

Cinque persone sono morte nella giornata di domenica 3 febbraio, sulle montagne valdostane, travolte da due diverse valanghe.

L'incidente a "Punta Ollietti", con due persone illese. La prima slavina è caduta intorno alle ore 13.45 sotto "Punta Ollietta", a circa 2.500 metri di quota, nel territorio del Comune di Saint-Pierre, in una zona abitualmente frequentata da sciatori "fuoripista" (i cosiddetti "freerider") ed ha provocato il decesso di Andrea Poggi, scialpinista milanese di 44 anni, mentre i compagni che erano con lui sono rimasti illesi.
Sul posto sono arrivati, con l'elicottero, gli operatori del "Soccorso Alpino" valdostano, che con tecnici specializzati ed unità cinofile hanno dovuto effettuare le ricerche via terra, a causa della scarsa visibilità e del vento forte, riuscendo comunque a recuperare sia le due persone illese che la salma della vittima, trasferita nella camera mortuaria di Courmayeur dove, nella serata di Courmayeur, è arrivato il "nulla osta" per i funerali. Sull'accaduto, per accertare eventuali responsabilità, stanno indagando gli agenti del "Soccorso alpino" della Guardia di Finanza di Entrèves.



Quattro "freerider" travolti nel "Canale degli Spagnoli". Lunedì 4 febbraio sono stati anche ritrovati i corpi di quattro "freerider" dei quali non si avevano più notizie nel pomeriggio di domenica: un primo tentativo di ricerca era stato effettuato intorno alle ore 16.30, con un sorvolo in elicottero a Courmayeur, nella Val Veny, dopo la segnalazione del mancato rientro di due sciatori residenti a Londra che, da quanto hanno riferito alcuni colleghi, che stavano trascorrendo insieme una vacanza aziendale, erano impegnati in una discesa in fuoripista. I due, Matthew Ziegler, 43enne svizzero, e Katherine Clarke, 39enne neozelandese, erano stati visti passare all'impianto di risalita dello "Youla" poco prima di mezzogiorno ma non risultavano rientrati a valle. A loro si sono aggiunti, successivamente, due appassionati di snowborad residenti a Chamonix, Nicolas Bruno Vergez, 36enne francese e Wespazjan Wisla, 38enne polacco, anch'essi non rientrati a Courmayeur.

Difficili e rischiose le operazioni di ricerca e recupero. Le operazioni di ricerca si sono concentrate nel "Canale degli Spagnoli", altra zona molto frequentata dagli sciatori che cercano il "fuoripista", anche se vietata da un'ordinanza comunale e, dopo essere state interrotte nella serata di domenica a causa dell'arrivo del buio e dal «pericolo oggettivo dovuto al rischio di distacco di massa nevosa dalla parte alta del Canale», come hanno evidenziato dal "Soccorso alpino" valdostano, sono riprese, con l'elicottero, all'alba di lunedì 4 febbraio.
Intorno alle ore 9.30 sono stati quindi individuati, sotto la neve, i corpi senza vita di tre dei quattro dispersi, che sono stati effettivamente travolti da una valanga caduta probabilmente nel primo pomeriggio di domenica, quelli di Ziegler, della Clarke e di Vergez e, nel pomeriggio, è stato trovato anche quello di Wisla. Le guide, i tecnici e le unità cinofile del "Soccorso alpino" valdostano, insieme agli agenti della Guardia di Finanza, che li hanno trovati grazie ai dispositivi "Artva" che indossavano, hanno proceduto quindi alle operazioni di recupero, rese difficili dalla natura impervia del canalone e dal rischio di ulteriori distacchi. Anche sul secondo incidente sono in corso, da parte dei finanzieri, le indagini per verificare eventuali responsabilità.

Pericolo marcato di caduta valanghe in tutta la Valle d'Aosta. In Valle d'Aosta, a causa della "neve ventata", il pericolo valanghe è "3 - marcato" su tutta la regione: "le condizioni sono molto diverse a seconda delle zone - si legge nel bollettino neve e valanghe della Regione - le più critiche sono, soprattutto nel nord della regione, con il vento moderato-forte da nord che ha trovato molta neve soffice da trasportare, con conseguente formazione di estesi accumuli, non solo vicino a creste e colli, ma anche nei pendii aperti sopra i duemila metri, sopratutto sui pendii sud e est. Un escursionista-sciatore potrà provocare il distacco di lastroni sia soffici sia più duri, anche di grandi dimensioni. Nella parte ovest e nord-ovest della regione permane una marcata instabilità sotto i 2.200 metri, anche dentro i boschi. Il passaggio di un escursionista-sciatore su pendii sopra i trenta gradi può facilmente provocare il distacco di lastroni soffici larghi anche 50-100 metri".

"Prestate la massima attenzione ed informatevi". Gli esperti segnalano, inoltre, "in calo l'attività valanghiva spontanea. Possibile aumento diurno nelle ore più calde con scaricamenti dai pendii molto ripidi soleggiati e soprattutto vicino a rocce e barre rocciose. Spostandosi verso il sud-est della regione, gli accumuli da vento diminuiscono per numero, dimensioni e spessore".
L'Amministrazione regionale, dopo l'accaduto, ha invitato "tutte le persone che frequentano la montagna in questo periodo - si legge in una nota - a prestare la massima attenzione alle informazioni giornaliere meteo nivologiche rese dagli uffici della Regione", consultando le informazioni meteorologiche ufficiali ed i bollettini di criticità.

ultimo aggiornamento: 
Lunedì 4 Febbraio '19, h.18.55