Un'infermiera di Aymavilles, uccide, nella notte, i due figli con un'iniezione e si toglie la vita nello stesso modo: «ottima collega ed ottima madre» raccontano dall'Usl

redazione 12vda.it
Marisa Charrère nel 2010

Marisa Charrère, infermiera 48enne residente ad Aymavilles, nella serata di giovedì 15 novembre, ha ucciso con un'iniezione, nella sua abitazione, i due figli, Nissen, che avrebbe compiuto sette anni il 6 dicembre, ed il fratellino Vivien, che avrebbe festeggiato i suoi nove anni il prossimo 21 novembre, e si è tolta la vita nello stesso modo.
Il duplice omicidio ed il successivo suicidio sono stati scoperti poco dopo la mezzanotte, gettando nella disperazione il marito e padre dei due bambini, Osvaldo Empereur, agente del Corpo forestale della Valle d'Aosta alla caserma di Arvier, e tutta la comunità del paese a sette chilometri da Aosta, sconvolta per l'accaduto.

Le tre vittime erano nel soggiorno di casa. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Questura di Aosta ed il pubblico ministero Carlo Introvigne, che ha chiesto, come "atto dovuto", alla dottoressa Mirella Gherardi di effettuare, sulle tre vittime, l'autopsia, i cui risultati saranno disponibili tra sessanta giorni. Nell'abitazione sarebbero state ritrovate due lettere simili nelle quali la donna spiega le motivazioni del terribile gesto: «non ce la faccio più», avrebbe scritto. I tre cadaveri erano nel soggiorno dell'appartamento al primo piano della palazzina al numero 13 in frazione Crétaz Saint-Martin, a fianco della chiesa parrocchiale: i due bimbi erano adagiati su un divano, ancora vestiti, mentre la donna era riversa per terra.
Chi conosceva Marisa Charrère, che lavorava nel reparto di cardiologia dell'ospedale "Parini" di Aosta, da dove sembrerebbe che abbia asportato il materiale con il quale ha ucciso i figli e sé stessa (dei sedativi che, probabilmente, sono stati sovradosati), non riesce a darsi una spiegazione dell'accaduto. Durante la giornata i bambini erano andati a scuola normalmente e, nel comportamento quotidiano della donna, non c'era nulla che potesse far emergere il grande disagio interiore. I due fratellini erano dei piccoli sportivi, durante l'inverno praticavano lo sci di fondo e d'estate l'atletica leggera.

Ricoverato in psichiatria il marito della donna e padre dei due bimbi. Dopo la terribile scoperta Osvaldo Empereur è sotto shock: è stato preso in carico dal sistema sanitario e ricoverato presso il reparto di psichiatria, mentre la madre della donna, nonna delle due piccole vittime, che aveva già perso il marito per un incidente stradale quando la figlia era bambina, ha accusato un malore ed è stata soccorsa dagli operatori del "118". Nel 2000, Paolo Charrère, fratello della donna, era morto travolto da uno spazzaneve sulla strada regionale per Cogne.
Nella scuola "J.B. Cerlogne", che frequentavano i due fratellini, è stato inviato un gruppo di psicologi dell'emergenza per dare la triste notizia ai compagni di classe ed ai docenti.

Lo sgomento di Salvini, Caveri, Ronzulli e Manfrin. «Una preghiera per quei due poveri angeli di sette e nove anni, vittime innocenti della follia umana» ha twittato Matteo Salvini, ministro dell'Interno e segretario della Lega, mentre l'ex presidente della Regione, Luciano Caveri, fondatore di Mouv', ha sottolineato: «quando leggi la notizia, in un paese valdostano, di una donna che uccide i figli di sette e nove anni e si suicida si spalanca di fronte a te l'orrore e lo sgomento».
«Dolore e sconcerto per la tragedia di Aymavilles - ha espresso, sempre su "Twitter", Licia Ronzulli - senatrice di Forza Italia e presidente della Commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza - due bambini vittime per mano della propria madre. Nella Commissione per l'infanzia e l'adolescenza ci occuperemo anche del tema dell'infanticidio e delle politiche di prevenzione. Drammi simili non si devono più ripetere. #Aosta».
Numerosi anche i commenti su "Facebook", tra cui molti inopportuni: «una tragedia immane! - si è limitato a scrivere Andrea Manfrin, consigliere regionale della Lega - non voglio esprimere alcun giudizio, solo dire non riesco a non pensare a quei due bimbi innocenti portati via così».

«Marisa era un'infermiera scrupolosa ed attenta». «Incredulità e sgomento contraddistinguono la nota inviata da tutti i colleghi di Marisa - hanno spiegato all'Azienda Usl della Valle d'Aosta - sia quelli che lavoravano al suo fianco nel reparto di cardiologia e nella "Unità di terapia intensiva cardiologica" sia coloro che operavano all'intero Dipartimento delle discipline mediche. La Direzione aziendale esprime anch'essa dolore e cordoglio per i tragici eventi».
«Marisa, infermiera della cardiologia da molti anni, ha sempre dato prova di essere una professionista preparata - hanno evidenziato dall'Azienda sanitaria valdostana - attenta ai bisogni dei pazienti, scrupolosa, ed ottima collega. La sua umanità si estendeva non solo ai bisogni dei pazienti, ma anche a quella dei familiari che, preoccupati dallo stato dei loro congiunti, ricevevano sempre da lei parole e gesti di conforto. Rappresentava per i suoi colleghi un esempio cui ispirarsi, in particolare per quanto riguarda la presa in carico della "persona" che per lei non era mai riducibile ad un semplice numero fra i tanti degenti presenti in corsia».

«Adorava i suoi figli». «Collaborava a tutta l'attività del reparto con una dedizione ed una scrupolosità rare. Nei momenti di pausa del lavoro e nei momenti di incontri al di fuori dall'attività lavorativa ha sempre manifestato l'indole di una mamma attenta ai bisogni dei figli, presente, dedicata alla famiglia con un amore che solo le mamme sanno comprendere. Era rammaricata di averli avuti da "grande" ma questo era un motivo per accompagnarli sempre nelle loro attività scolastiche e sportive. Adorava i suoi figli!».
«Il rammarico per le persone che l'hanno conosciuta ed apprezzata - hanno concluso dall'Usl, che riporta lo stato d'animo delle colleghe di Marisa Charrère - è di non aver colto, nei suoi occhi, quella grandissima sofferenza che aveva nell'animo. Abbiamo lavorato fianco a fianco con lei fino all'ultimo turno ed ancora in quest'occasione abbiamo apprezzato la professionista di sempre e la mamma di sempre, perché, anche l'ultima notte che ha passato in ospedale ha lavorato da "ottima infermiera" ed ha parlato dei suoi figli da "ottima mamma"».

«Il sole sembra caldo ma dentro è vuoto e freddo». «Ti ricorderò così - la ricorda, ancora, un'amica - una fredda giornata di tiepido sole. Con la tua semplicità e quel sorriso abbozzato che forse nascondeva la tua più grande fragilità. Ti ricorderò così, in una giornata di tiepido sole. Tra palloncini e i teneri gridolii dei nostri bimbi. Avrei voluto starti più vicino ma ci siamo perse di vista e non perse col cuore. Ti sentirò vicino in giorni come questi dove il cielo sembra senza nuvole, il sole sembra caldo ma tutto dentro è vuoto e freddo e solo. Vi ricorderò così, in una fredda giornata di tiepido sole».

«Questo è sciacallaggio, ognuno dice la sua senza conoscere un belino». «A seguito del tragico evento che ha oggi colpito in maniera devastante le nostre Famiglie - hanno scritto, nella serata di venerdì 16 novembre, i parenti delle vittime - pur consapevoli dell'effetto mediatico di quanto accaduto e del vostro diritto-dovere di informazione, Vi preghiamo umilmente di rispettare il nostro dolore e, soprattutto, il nostro silenzio. Le continue e pressanti richieste di interviste a parenti ed amici sta creando ulteriore stress e malori, soprattutto ai nostri membri più anziani. Certi della Vostra comprensione, Vi chiediamo di allontanarVi dalle nostre rispettive abitazioni, di non richiedere ulteriori informazioni, rispettando altresì il lutto dell'intera Comunità di Aymavilles. Uniti in questo momento drammatico che ha colpito le nostre famiglie, chiediamo a tutti gli organi di stampa di rispettare il nostro dolore e la nostra privacy, abbassando i riflettori sulla vicenda. In questo modo, crediamo che si possa evitare anche ogni eventuale strumentalizzazione».
«Questo è sciacallaggio - ha poi aggiunto su "Facebook" chi si è occupato di comunicare con i giornalisti per conto delle due famiglie - ognuno dice la sua, senza conoscere un belino e appostarsi davanti alla scuola fa vomitare».

Annullata la festa patronale, domenica 18 i funerali. L'Amministrazione comunale, insieme alla "Pro Loco", ha quindi deciso di annullare le iniziative programmate, la prossima settimana, da venerdì 23 a domenica 25 novembre, per la festa patronale «a seguito del tragico dramma cha ha colpito l'intera comunità» hanno annunciato, in una nota congiunta il sindaco, Loredana Petey, ed il presidente della "Pro Loco", Simon Tazzara.
«Affranti per la dolorosa circostanza - hanno aggiunto - ci uniamo al dolore delle famiglie, esprimendo loro la profonda vicinanza con sentimenti di cordoglio e di grande affetto».
I funerali di Marisa Charrère e dei piccoli Vivien e Nissen Empereur si terranno domenica 18 novembre, alle ore 15, nella chiesa parrocchiare di Cristo Re, vicinissima alla loro abitazione. Le famiglie hanno chiesto di non portare fiori alla celebrazione funebre, ma di effettuare donazioni alla "Associazione Duchenne" (bonifico bancario presso la "Banca di credito cooperativo" di Roma, agenzia 19, via della Massimilia 14, Roma, sul conto corrente intestato a "Parent Project onlus", iban IT38V 08327 03219 00000 0005775).
Il sindaco di Aymavilles «interpretando il sentimento di cordoglio di tutti i cittadini di Aymavilles, profondamente colpiti dal tragico evento» ha quindi proclamato il lutto cittadino per la giornata di domenica «manifestando in modo tangibile lo sconforto per questa tragedia che ha lasciato attonita l'intera comunità», con l'esposizione delle bandiere a mezz'asta del Comune e delle scuole ed invitando «tutti i cittadini, le istituzioni pubbliche, le organizzazioni, le associazioni ed i titolari di attività private di ogni genere, a esprimere durante la cerimonia, la propria partecipazione al lutto nelle forme ritenute più opportune nel segno del raccoglimento e del rispetto».

Il tristissimo primato di Aymavilles. Aymavilles aveva dovuto convivere, negli anni passati, con la scomparsa di due bambini: il 1° novembre 2015 era morto Ervin Buschino, quattro anni, sbalzato da un trattore, in un prato ad Ozein, e per il quale il padre Massimo ha patteggiato una pena (sospesa) di sette mesi, mentre il 16 giugno 2017, nella piscina scoperta di Aosta, era annegato Mohssine Ezzamal, bimbo di otto anni, per il quale è in corso il processo per omicidio colposo che coinvolge cinque persone.
Da Aymavilles si passa per salire a Cogne, dove quindici anni fa, il 30 gennaio 2002, venne ucciso il piccolo Samuele Lorenzi, omicidio per il quale è stata definitivamente condannata la madre, Annamaria Franzoni, che sta scontando, agli arresti domiciliari, una pena di trent'anni, nonostante si sia sempre dichiarata innocente.
Nell'ultima settimana sono state diverse le persone che si sono tolte la vita in Valle d'Aosta: tre donne e due uomini, tra cui un anche un ventenne.

ultimo aggiornamento: 
Sabato 17 Novembre '18, h.18.50

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