Il toro fortunato di Milano si restaura i testicoli

Secoli di superstizione, milioni di tacchi macinati e un toro fortunato bisognoso di rinnovamento. Il mosaico più intimo della Galleria Vittorio Emanuele II è tornato in restauro.

Milano ha iniziato a restaurare i testicoli del suo famoso mosaico di tori dopo che l’entusiasmo dei turisti per il rituale portafortuna più insolito della città ha portato l’opera d’arte in un piccolo cratere. I lavori di restauro, iniziati questa settimana nella Galleria Vittorio Emanuele II, sono l’ultimo capitolo di una battaglia in corso tra il patrimonio civico e l’irresistibile desiderio umano di macinare il tallone nelle parti intime di un toro nella speranza di arricchirsi.

Secondo la leggenda, i visitatori che posizionano il tallone destro sulla parte più delicata del toro, girano in senso orario tre volte ed esprimono un desiderio, hanno la garanzia di buona fortuna e la certezza di tornare a Milano. La tradizione, popolare tra i milanesi nel XIX secolo, è diventata da allora un appuntamento fisso dell’itinerario turistico internazionale, con prevedibili conseguenze per le piastrelle rosa in questione. “Migliaia di persone ogni giorno hanno eseguito il famoso gesto del girare il tallone”, hanno osservato in un comunicato i consiglieri comunali. “Le piastrelle rosa che compongono i suoi testicoli si stanno consumando.”

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Le palle del toro sono in fase di restauro

L’artigiano Gianluca Galli è stato fotografato questa settimana inginocchiato con reverenza davanti al mosaico – non in supplica, ma con il compito piuttosto più pratico di tagliare a mano nuovi pezzi di pietra mentre gli spettatori curiosi sbirciavano oltre la barriera. Del rituale che lo ha tenuto al lavoro, Galli ha espresso all’AFP un giudizio diplomaticamente equilibrato: “Probabilmente è un gesto affascinante, ma anche abbastanza dannoso per un’opera d’arte”.

Il mosaico del toro – una rappresentazione beige e blu di un toro rampante circondato da uno stemma – è uno dei quattro mosaici che rappresentano le regioni originarie dell’Italia unificata. Posato sul pavimento della Galleria, il magnifico porticato ottocentesco che collega piazza del Duomo a piazza della Scala, il toro rappresenta Torino, prima capitale d’Italia. Le altre città raffigurate – Firenze, Roma e la stessa Milano – sono state in gran parte risparmiate dai posteri.

Questo non è il primo restauro del toro. I consiglieri comunali Emmanuel Conte e Marco Granelli hanno osservato che gli ultimi lavori di riparazione sono stati eseguiti nel 2017, suggerendo che l’attuale tasso di abbandono dà al mosaico una durata di circa otto anni tra un intervento e l’altro. Con gli attuali volumi turistici, potrebbe essere necessario fissare il prossimo appuntamento per il 2033.

“La Galleria è un patrimonio vivo, che può logorarsi proprio perché amato e vissuto”, affermano gli assessori. “Ce ne prendiamo cura perché continui ad esserlo”. Un sentimento che il toro fortunato, si immagina, approverebbe, in una certa misura.