Avviato alla vigilia della Festa della Liberazione, il Cammino ’44 traccia la Linea Gotica attraverso Toscana ed Emilia-Romagna. Collega Sant’Anna di Stazzema e Marzabotto in un pellegrinaggio laico attraverso il capitolo più oscuro della storia bellica italiana
Un nuovo percorso pedonale a lunga distanza che collega due dei luoghi più strazianti delle atrocità nazifasciste sul suolo italiano è stato lanciato ufficialmente in concomitanza con la Festa della Liberazione di quest’anno.
Il Cammino ’44 si estende per circa 180 chilometri attraverso il cuore montuoso dell’Italia in tempo di guerra. Collega il paese di Sant’Anna di Stazzema nelle Alpi Apuane toscane con Monte Sole, sopra Marzabotto, nell’Appennino bolognese. Entrambi i siti furono teatro di uccisioni di massa di civili italiani da parte delle truppe delle Waffen-SS e dei loro collaboratori fascisti, entrambi avvenuti nell’arco di due mesi nell’autunno del 1944.
Concepito come pellegrinaggio laico per camminatori provenienti dall’Italia e dall’estero, il percorso intende promuovere i valori della libertà, della tolleranza e della pace. Allo stesso tempo conserva la memoria di uno dei passaggi più oscuri della storia europea del Novecento.
I massacri
I due siti che ancorano il percorso sono tra i più significativi della memoria storica collettiva italiana.
Il 12 agosto 1944, le truppe delle Waffen-SS, assistite da fascisti italiani travestiti con uniformi tedesche, scesero sul villaggio montano di Sant’Anna di Stazzema e uccisero sistematicamente 560 civili disarmati, tra cui circa 130 bambini. Gli abitanti dei villaggi e i rifugiati erano stati radunati e ammassati in fienili, stalle e cantine, dove erano stati giustiziati dal fuoco delle mitragliatrici o uccisi con bombe a mano, prima che l’intero villaggio fosse dato alle fiamme. Le atrocità rimasero in gran parte represse per decenni. Solo nel 1994 furono scoperti quasi 700 documenti relativi alla strage, nascosti in un armadietto nel seminterrato del tribunale militare di Roma. Lo scandalo divenne noto in Italia come armadio della vergognal’armadio della vergogna.
La seconda strage, compiuta tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 nella zona di Monte Sole presso Marzabotto, costituisce la più grande uccisione di civili da parte delle forze naziste nell’Europa occidentale durante l’intera guerra. Le unità delle Waffen-SS in ritirata e i loro ausiliari fascisti italiani massacrarono almeno 770 persone, prevalentemente donne, bambini e anziani. La strage fu una rappresaglia per il fattivo sostegno che le comunità locali avevano dato alla resistenza partigiana operante sull’Appennino.
Il Cammino ’44

Il Cammino ’44 segue a grandi linee il tracciato della Linea Gotica, il fronte militare fortemente fortificato che divideva in due l’Italia durante la fase finale della guerra. Si estende dalla costa tirrenica a quella adriatica, passando per le province di Lucca, Pistoia e Bologna. Il percorso tocca numerosi siti e monumenti dal significato storico e simbolico, offrendo ai camminatori un incontro coinvolgente con il paesaggio in cui si sono svolti questi eventi.
Promotore del progetto Liberation Route Italia, finanziato dalle Regioni Toscana ed Emilia-Romagna. Invece di costruire una nuova infrastruttura da zero, l’organizzazione ha collegato una rete di sentieri esistenti portandoli a uno standard coerente dove richiesto.
Come percorrere il percorso
Dal 25 aprile sarà attivo il sito dedicato, www.cammino44.it, che permetterà ai camminatori di esplorare il percorso e pianificare in maniera completa il proprio viaggio. Il 20 giugno a Pietrasanta si svolgerà la cerimonia inaugurale formale, dalla quale partirà la prima passeggiata ufficiale organizzata.
La scelta della Festa della Liberazione come data di lancio è esplicitamente simbolica. Il 25 aprile è un giorno festivo nazionale in Italia e rimane una delle date politicamente più importanti nel calendario civico del Paese.
Il Cammino ’44 si unisce a un numero crescente di percorsi commemorativi in tutta Europa che cercano di coinvolgere le nuove generazioni con i paesaggi e le eredità della Seconda Guerra Mondiale, tra cui la più ampia rete Liberation Route Europe, di cui il percorso italiano fa parte.