Amazon abbandona i piani di consegna con droni in Italia

Il colosso statunitense della vendita al dettaglio online Amazon ha annunciato che interromperà la prevista implementazione delle consegne commerciali di droni in Italia, imputando la decisione a condizioni normative e commerciali più ampie. La mossa segna una pausa improvvisa in una delle innovazioni logistiche di più alto profilo dell’azienda.

In una dichiarazione a Reuters, Amazon ha affermato che, dopo una revisione strategica, ha deciso di interrompere i suoi piani commerciali di consegna di droni in Italia. La società ha sottolineato di aver compiuto “un impegno positivo e progressi con le autorità di regolamentazione aerospaziali italiane”, ma ha aggiunto che “il quadro normativo aziendale più ampio nel paese non supporta, in questo momento, i nostri obiettivi a lungo termine per questo programma”.

La decisione arriva meno di un anno dopo che Amazon ha annunciato con successo i test di consegna dei droni in Italia. Nel dicembre 2024, l’azienda ha completato le prime consegne utilizzando il drone MK-30 vicino al suo hub logistico di San Salvo, nell’Abruzzo centrale. I voli di prova, autorizzati dalle autorità aeronautiche italiane, sono stati visti come un passo fondamentale verso il lancio delle operazioni commerciali nel 2025.

Tuttavia, il piano più ampio di Amazon di rendere l’Italia uno dei primi mercati europei per Prime Air – il suo servizio di consegna autonoma con droni – è fuori dagli schemi. La piattaforma drone MK-30, che può trasportare piccoli pacchi fino a circa 2,27 kg e si basa su sensori avanzati e navigazione autonoma, era al centro di questi piani.

L’autorità italiana per l’aviazione civile, ENAC, ha descritto la mossa di Amazon come “inaspettata”, suggerendo che derivi più da decisioni aziendali interne che dal perfetto allineamento con le autorità di regolamentazione. Nella sua dichiarazione, l’ENAC ha collegato il cambiamento nell’approccio di Amazon ai “recenti eventi finanziari che hanno coinvolto il Gruppo”, un probabile riferimento a pressioni più ampie che influenzano le priorità strategiche dell’azienda.

Le normative europee sono troppo rigide?

Il quadro normativo più ampio in Italia va oltre la certificazione aerospaziale. L’implementazione di un servizio di consegna con droni a livello nazionale richiederebbe una complessa integrazione con la gestione dello spazio aereo locale, i protocolli di sicurezza e i quadri di responsabilità. I critici hanno precedentemente notato che le normative europee sullo spazio aereo, in particolare quelle che regolano i sistemi aerei senza pilota (UAS) e le operazioni Beyond Visual Line of Sight (BVLOS), presentano sfide significative per i servizi commerciali di droni su larga scala.

Nonostante la battuta d’arresto, Amazon continua a perseguire innovazioni nella consegna dei droni altrove. Il suo progetto Prime Air rimane attivo negli Stati Uniti, dove operazioni commerciali limitate operano sotto l’approvazione della Federal Aviation Administration (FAA), e sono in corso prove nel Regno Unito e in altri mercati.

Per l’Italia, lo sviluppo mette in pausa quello che era visto come un ruolo potenzialmente leader nella logistica aerea europea. Le partnership tra l’industria e le autorità di regolamentazione italiane hanno posizionato il Paese come un banco di prova per gli ecosistemi di consegna dei droni. Gli osservatori possono ora osservare come i quadri normativi dell’ENAC – compresi i corridoi dello spazio aereo U-Space, che diventeranno operativi all’inizio del 2026 – si evolvono in risposta alla più ampia domanda del settore e alle considerazioni sulla sicurezza.

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