L’intelligenza artificiale per aiutare a ricostruire l’affresco di Cimabue nella Basilica di Assisi





Gli esperti stanno esplorando l’uso dell’intelligenza artificiale (AI) per aiutare a ricomporre un inestimabile affresco dell’artista del primo Rinascimento Cimabue, distrutto quasi 30 anni fa da potenti terremoti nell’Italia centrale.

L’affresco faceva parte del ciclo del soffitto della Basilica di San Francesco. Raffigurava San Matteo e apparteneva ad un gruppo rappresentante i quattro Evangelisti. Tre sezioni sono state in gran parte restaurate. Tuttavia il terremoto ridusse l’affresco di San Matteo a circa 120.000 pezzi.

I metodi di restauro tradizionali si sono rivelati troppo lenti e complessi. I conservatori hanno conservato i frammenti ma non sono stati in grado di rimontarli.

Un nuovo progetto riunisce ora storici dell’arte, ingegneri e informatici. Del team fanno parte la Galleria Nazionale dell’Umbria, l’Università di Perugia e il Ministero della Cultura italiano. Mirano a verificare se l’intelligenza artificiale può abbinare i frammenti digitalmente.

I ricercatori alimenteranno il sistema con scansioni ad alta risoluzione dei frammenti. Utilizzeranno anche fotografie dettagliate scattate prima del terremoto. L’intelligenza artificiale analizzerà colore, consistenza e forma per suggerire possibili abbinamenti.

Lo studio durerà almeno sei mesi. Gli esperti affermano che devono valutare se gli strumenti di intelligenza artificiale esistenti sono in grado di gestire tale complessità. Il progetto potrebbe richiedere un nuovo software specializzato.

I restauratori della basilica effettueranno qualsiasi ricostruzione fisica. Seguirebbero le regole di conservazione standard e verificherebbero ogni corrispondenza proposta.

La Basilica di San Francesco è patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. I terremoti del 1997 hanno causato gravi danni a molti affreschi medievali. Le opere di Cimabue restano tra le più impegnative da restaurare.