Una perdita dal lucernario degli Uffizi ha fatto schizzare acqua sulla teca che proteggeva il Bacco di Caravaggio durante l’alluvione improvvisa di giovedì, ma le ispezioni confermano che le opere stesse sono rimaste indenni.
Un violento temporale su Firenze giovedì 17 settembre ha fatto fuoriuscire l’acqua piovana nella Galleria degli Uffizi, con più di 45 mm caduti in una sola ora travolgendo il drenaggio dell’edificio storico. L’acqua filtrava da sotto un lucernario della Sala del Seicento, schizzando sul vetro esterno della teca protettiva che ospita il celebre dipinto di Caravaggio Bacco (1598 circa) e raggiungendo altri sei dipinti del XVII secolo esposti nella stessa sala.

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Il museo ha confermato, dopo l’ispezione del proprio personale tecnico, che non è stato riscontrato alcun danno Bacco o ad alcuna delle altre opere presenti nella sala, e che l’acqua non penetrasse oltre il vetro esterno delle teche. La galleria interessata ha riaperto ai visitatori come di consueto venerdì mattina.

Secondo incidente quest’anno
La perdita è il secondo problema infrastrutturale che colpisce gli Uffizi nel 2026, dopo un guasto all’aria condizionata a giugno che ha costretto a una sospensione temporanea della vendita dei biglietti durante un’ondata di caldo. Nelle vicinanze, durante lo stesso nubifragio, anche Palazzo Pitti ha subito allagamenti alla Galleria Palatina e alla Galleria d’Arte Moderna, con la chiusura precauzionale di alcune aree espositive; non è chiaro come l’acqua sia entrata nello storico palazzo rinascimentale.
È probabile che questi incidenti consecutivi rinnovino le domande sugli investimenti a lungo termine nella gestione del clima e dell’acqua nei musei più visitati di Firenze.