Shein deve affrontare una crescente reazione negativa in Italia

Dopo aver affrontato il controllo in Francia, il colosso dell’e-commerce Shein, fondato in Cina, sta ora incontrando l’opposizione in Italia. L’azienda sta espandendo le attività a Milano, il centro della moda italiana. Mentre i consumatori hanno abbracciato l’abbigliamento a basso costo della piattaforma, i leader del settore e il governo avvertono che la “moda ultraveloce” minaccia il settore tessile italiano.

“Il settore tessile è sotto attacco”, ha affermato Luca Sburlati, responsabile di Confindustria Moda, l’associazione nazionale dei commercianti della moda. “Centinaia di migliaia di pacchi arrivano ogni giorno nelle nostre case. Dobbiamo reagire.”

L’industria della moda italiana, sede di marchi globali come Gucci e Prada, rappresenta circa il 5% del PIL nazionale. Eppure, come altrove in Europa, la domanda di abbigliamento a buon mercato è in aumento. Shein, che ora vive a Singapore, ha organizzato la sua prima sfilata italiana a Milano il mese scorso, la stessa settimana in cui il governo ha tenuto colloqui di emergenza sull’impatto delle importazioni a basso costo.

Adolfo Urso, ministro italiano per il “Made in Italy”, ha messo in guardia da “un’invasione di prodotti esteri a basso costo che danneggiano i nostri produttori e mettono a rischio i consumatori”. L’industria prevede di presentare la prossima settimana una nuova strategia volta a proteggere la moda italiana dalla crescente concorrenza.

A livello europeo, gli organismi commerciali stanno spingendo per porre fine all’esenzione doganale per i pacchi importati di valore inferiore a 150 euro, sostenendo che ciò offre ai rivenditori online come Shein un vantaggio ingiusto. Gli Stati Uniti applicano già dazi a tutte le importazioni.

Questioni ambientali ed etiche legate al fast fashion

I critici evidenziano anche le questioni ambientali ed etiche legate alla moda ultraveloce, comprese le cattive condizioni di lavoro e le abitudini di abbigliamento usa e getta. Shein ha già dovuto affrontare sanzioni sia in Italia che in Francia per la mancanza di trasparenza sull’impatto ambientale.

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Nonostante le critiche, Shein continua ad attrarre grandi folle. A Parigi, quasi 8.000 persone hanno fatto la fila per l’apertura del suo primo negozio permanente, mentre a Milano i più giovani acquirenti hanno mostrato un forte entusiasmo.

Alla sfilata di moda di Milano, il direttore artistico di Shein, Luca Raveillon, ha affermato che l’obiettivo era dimostrare che “ognuno può trovare il proprio stile da Shein”. La collezione, ispirata alla Milano degli anni ’80, comprendeva abiti a tre pezzi e cappotti in pelliccia sintetica, incluso un modello in 100% poliestere disponibile online in 15 colori per € 28 con spedizione gratuita.

Il modello di moda veloce e conveniente di Shein ha contribuito a incrementare il consumo di abbigliamento in tutta Europa. Secondo un rapporto della società di consulenza The European House–Ambrosetti, gli europei acquistano oggi il 60% in più di vestiti rispetto al 2000 e li conservano per la metà del tempo.

L’autore del rapporto Carlo Cici ha affermato che l’industria europea della moda deve innovarsi per competere. “I consumatori sono molto interessati alla sostenibilità”, ha scritto, “ma non sono disposti a pagare per averla”.