Il 14 aprile 1980 muore il creatore dell’amatissimo ribelle vegetale Cipollino, Gianni Rodari, vincitore della massima onorificenza della letteratura per ragazzi.
Quarantacinque anni fa, l’Italia perse uno scrittore ampiamente considerato come il più grande autore per ragazzi che il Paese abbia mai prodotto. Gianni Rodari muore a Roma il 14 aprile 1980, ricoverato il 10 aprile per essere sottoposto ad un intervento chirurgico alla gamba sinistra in seguito all’occlusione di una vena. Morì quattro giorni dopo.
Aveva 59 anni. Dietro di lui c’era un’opera tradotta in decine di lingue, una medaglia Hans Christian Andersen – il Premio Nobel per la letteratura per l’infanzia – e un cast di personaggi vegetali amati da generazioni di bambini italiani.
Dal Lago d’Orta all’aula
Rodari è nato il 23 ottobre 1920 a Omegna, un piccolo paese sul Lago d’Orta nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola nel nord Italia. Suo padre, fornaio, morì quando Rodari aveva solo otto anni. Lui e i suoi due fratelli, Cesare e Mario, furono successivamente allevati dalla madre nel paese natale di lei in provincia di Varese.
Dopo tre anni di seminario a Seveso, Rodari conseguì il diploma di maestro a diciassette anni e cominciò a insegnare nelle classi elementari delle scuole rurali del varesotto.
Guerra, trauma e risveglio politico
La seconda guerra mondiale portò sconvolgimenti. Rodari fu sospeso dal servizio militare per motivi di salute, ma la sua precaria situazione economica lo portò a candidarsi per un lavoro presso la Casa del Fascio, dove fu costretto ad iscriversi al Partito Nazionale Fascista.
L’esperienza ha lasciato il segno, ma è stato il dolore personale a rivelarsi il catalizzatore più decisivo. Traumatizzato dalla perdita dei suoi due migliori amici e dall’incarcerazione del suo fratello preferito Cesare in un campo di concentramento tedesco, Rodari si iscrisse al Partito Comunista Italiano nel 1944 e partecipò al movimento di resistenza italiano.
Iniziò a scrivere per bambini nel 1948 mentre lavorava come giornalista per il quotidiano comunista L’Unità. Nel 1950 il Partito lo insediò come redattore del nuovo settimanale per bambini Il Pioniere a Roma.
La nascita di Cipollino
Nel 1951 Rodari pubblicò i suoi primi due libri: Il Libro delle Filastrocche E Il Romanzo di Cipollino. Quest’ultimo introdusse il personaggio che lo avrebbe reso famoso in tutta Italia e non solo.
Cipollino – Little Onion – non è un eroe passivo. Combatte il trattamento ingiusto dei suoi concittadini vegetali da parte dei reali della frutta: il principe Lemon, il troppo orgoglioso Pomodoro e i loro simili. I temi sono inconfondibilmente politici: la lotta della gente comune contro i potenti governanti, il valore della solidarietà e la forza di sostegno dell’amicizia di fronte alle avversità. Eppure Rodari non ha mai predicato. Le storie affascinavano tanto quanto sfidavano.
Il racconto si rivelò abbastanza popolare da consentire la messa in scena di un balletto in Unione Sovietica nel 1973, composto da Karen Khachaturian.
Riconoscimento internazionale
Nel 1970, Rodari ha ricevuto la Medaglia Hans Christian Andersen – il più alto riconoscimento disponibile per uno scrittore o illustratore di libri per bambini – che gli è valso un’ampia reputazione internazionale come il miglior scrittore moderno per bambini in italiano.
Sono stati raccolti gli appunti di una serie di incontri scolastici con insegnanti, bibliotecari, genitori e studenti La grammatica della fantasia (1973), divenuto un immediato punto di riferimento per chi opera nel campo dell’educazione alla lettura e della letteratura per l’infanzia.
Una vita interrotta
Nel 1953 Rodari aveva sposato Maria Teresa Feretti, dalla quale quattro anni dopo aveva avuto la figlia Paola. Iniziò a viaggiare regolarmente in Unione Sovietica dal 1952 in poi.
Nel 1979, dopo un altro viaggio in Unione Sovietica, la sua salute peggiorò e la sua produttività diminuì. Non si riprese, morendo a Roma la primavera successiva.
Fu sepolto nella città in cui aveva fatto della sua casa, lasciando dietro di sé un insieme di opere che i bambini italiani incontrano ancora oggi nelle aule e nei salotti. La Cipolla, armata di arguzia e solidarietà, può ancora sopravvivere a qualsiasi principe.