Università di Pisa in corso di studio sulla neuroestetica

L’Università di Pisa sta reclutando volontari per uno studio di neuroestetica che esplori come le opere d’arte innescano risposte emotive. L’unica qualifica di cui hai bisogno è la curiosità.

Cosa succede dentro di noi quando ci troviamo davanti a un grande dipinto? Perché un’immagine ci commuove mentre un’altra ci lascia freddi? Sono queste le domande al centro di un nuovo studio scientifico lanciato dall’Università di Pisa. I ricercatori vogliono che il pubblico comune, non gli esperti d’arte, li aiuti a trovare le risposte.

Il dipartimento di biologia dell’università ha lanciato un invito aperto a volontari dai 18 anni in su per partecipare a uno studio sulla percezione dell’arte visiva. Non è richiesta alcuna conoscenza di storia dell’arte, né alcuna esperienza pregressa di ricerca sperimentale. Infatti, quanto più ampio e vario è il background di chi partecipa, tanto meglio. Il team mira esplicitamente a mettere insieme un campione quanto più diversificato possibile, proprio perché i meccanismi che collegano l’esperienza estetica e l’emozione umana possono trascendere l’educazione, la cultura e la familiarità con l’arte.

Cos’è la Neuroestetica?

Il progetto si inserisce nel campo emergente della neuroestetica, un’area di ricerca interdisciplinare che attinge alla biologia, alla psicologia e alle arti. Indaga come il cervello e il corpo rispondono agli stimoli estetici. Mentre i filosofi dibattono da millenni sulla natura della bellezza, la neuroestetica utilizza metodi empirici per affrontare questioni che un tempo sembravano puramente soggettive. È possibile misurare le risposte emotive all’arte? Alcune qualità visive innescano in modo affidabile determinati sentimenti? Esistono modelli universali nel modo in cui gli esseri umani percepiscono ed elaborano le immagini artistiche?

Queste sono le domande a cui il team di Pisa sta lavorando per rispondere e la partecipazione del pubblico è fondamentale in questo sforzo.

Quindici minuti che potrebbero far avanzare la scienza

Lo studio in sé è semplice. Ai partecipanti vengono mostrate una serie di immagini di opere d’arte sullo schermo di un computer e viene loro chiesto di descrivere ciò che li colpisce maggiormente emotivamente, rispondendo ad una breve sequenza di semplici domande. L’intera seduta dura in media dai dieci ai quindici minuti. Si svolge in un ambiente tranquillo, appositamente predisposto, progettato per ridurre al minimo le distrazioni e garantire condizioni controllate.

Le prove si svolgono presso l’Unità di Etologia del Dipartimento di Biologia, in Via Alessandro Volta 6 a Pisa. La partecipazione richiede solo un appuntamento, fissato inviando una email a etoart@unipi.it.

Lo studio proseguirà nelle prossime settimane. I ricercatori hanno ben chiaro che il valore delle loro scoperte dipenderà direttamente dalla dimensione e dalla diversità del campione che saranno in grado di mettere insieme. Ogni partecipante aggiuntivo rafforza l’affidabilità e la rappresentatività dei dati.