L’Italia apre le porte alle Giornate Europee del Patrimonio

Migliaia di musei, archivi e siti archeologici in tutto il Paese ospiteranno tour speciali e aperture tardive il 26 e 27 settembre. Il tema delle Giornate Europee del Patrimonio 2026 è “Patrimonio a rischio: far rivivere, resistere, reimmaginare”.

L’Italia parteciperà all’edizione 2026 delle Giornate Europee del Patrimonio nel fine settimana di sabato 26 e domenica 27 settembre, con musei, gallerie, archivi e siti archeologici aperti a livello nazionale per tour speciali, molti dei quali in aree normalmente non accessibili al pubblico. Anche i musei statali rimarranno aperti fino a sabato sera, con ingresso ridotto al simbolico 1 euro (escluse le categorie già aventi diritto per legge alla gratuità).

Giunte alla loro 35a edizione, le Giornate Europee del Patrimonio sono nate in Francia nel 1984 come un’unica giornata di porte aperte per i monumenti storici, prima che il Consiglio d’Europa le adottasse più ampiamente nel 1991. Dal 1999 è gestita congiuntamente con la Commissione Europea con lo slogan condiviso “L’Europa, un patrimonio comune”. Oggi è uno degli eventi culturali più grandi del continente, che abbraccia i 48 stati firmatari della Convenzione Culturale Europea, con circa 30.000 siti e 20 milioni di visitatori che partecipano ogni anno in tutta Europa. In Italia, il Ministero della Cultura sta coordinando l’evento con singoli musei, enti locali, università e associazioni culturali che organizzano i propri programmi.

Il tema di quest’anno

Il tema del 2026, “Patrimonio a rischio: Revive, Resist, Reimagine” (“Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare” in italiano), chiede ai visitatori di considerare le pressioni cui devono far fronte i siti culturali e il lavoro necessario per mantenerli in vita per le generazioni future.

È un tema con particolare risonanza in Italia quest’anno, date le inondazioni legate alla tempesta della scorsa settimana sia agli Uffizi che a Palazzo Pitti a Firenze – un promemoria, tanto quanto qualsiasi mostra curata, di quanto fragili possano essere gli edifici storici e il loro contenuto.

Cosa succede?

I punti salienti annunciati finora includono un’apertura serale speciale fino alle 23:00 presso il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, in Friuli-Venezia Giulia, insieme a tour a piedi audioguidati gratuiti della durata di un fine settimana intorno alle rovine romane di Aquileia e alla città fortezza rinascimentale a forma di stella di Palmanova.

Alla Reggia di Caserta i visitatori possono seguire “Il cammino dell’acqua”, un percorso autoguidato lungo le fontane monumentali del palazzo che spiega i lavori di manutenzione necessari per mantenerle in funzione.

A Firenze l’Archivio di Stato aprirà le sue porte a visite guidate gratuite in entrambe le giornate, oltre ad un convegno sabato mattina su archivi e tematiche ambientali.

Altrove, l’autorità per il patrimonio della regione Marche sta aprendo siti normalmente inaccessibili, tra cui l’insediamento romano di Attidium vicino a Fabriano, mentre la città di Cesena ha organizzato un itinerario che comprende la sua storica Biblioteca Malatestiana, un museo dedicato allo scrittore Renato Serra e un ex rifugio antiaereo della Seconda Guerra Mondiale.

Gli elenchi completi, aggiornati continuamente dalle sedi partecipanti, sono disponibili sulla pagina del Ministero della Cultura. Puoi anche trovare informazioni sul sito web delle Giornate Europee del Patrimonio, che elenca gli eventi in tutti i paesi partecipanti.