Capri porta nuove misure sul turismo

La battaglia dell’Italia contro l’overtourism sta entrando in una fase più assertiva. Capri sta introducendo nuove restrizioni estive progettate per frenare l’affollamento e ripristinare un senso di equilibrio tra visitatori e residenti.

L’isola, una delle destinazioni più riconoscibili d’Italia, introdurrà limiti rigorosi ai gruppi di turisti organizzati e vieterà l’uso di apparecchiature di guida amplificate durante i mesi di punta. I funzionari locali affermano che le misure riflettono una realtà semplice: la popolarità di Capri ha superato la sua capacità di assorbire un gran numero di persone contemporaneamente.

In piena estate, in un solo giorno possono arrivare sull’isola fino a 50.000 visitatori. Tale afflusso supera di gran lunga la popolazione residente, stimata tra 13.000 e 15.000, ed esercita una pressione costante sulle strade, sui collegamenti di trasporto e sui servizi pubblici. La congestione è più visibile lungo le strette stradine dell’isola, nei punti panoramici e intorno a Marina Grande, dove traghetti e barche private arrivano a ondate quasi continue.

Limite alla dimensione del gruppo del tour

Secondo le nuove regole, i gruppi turistici saranno limitati a un massimo di 40 persone. Alle guide che guidano gruppi di più di 20 visitatori non sarà più consentito utilizzare bandiere prominenti o ombrelli alzati, che spesso bloccano il traffico pedonale e dominano gli spazi pubblici. Saranno vietati anche gli altoparlanti e le guide dovranno passare a sistemi audio individuali per ridurre i livelli di rumore.

La decisione di Capri la colloca saldamente all’interno di un trend nazionale più ampio. In tutta Italia, le autorità si stanno allontanando dalle politiche che danno priorità alla crescita del numero di visitatori e verso politiche che si concentrano sulla gestione e sulla sostenibilità. A Venezia è stata introdotta una tassa d’ingresso per gli escursionisti, mentre si sono inaspriti i controlli sugli affitti brevi. Firenze ha agito per limitare gli affitti per le vacanze nel suo centro storico, e Roma ha implementato misure di controllo della folla attorno ai principali monumenti come la Fontana di Trevi.

Pressioni simili colpiscono le regioni costiere e montane. Lungo la Costiera Amalfitana il traffico e il sovraffollamento sono diventati problemi ricorrenti, mentre nelle Dolomiti e in Alto Adige l’accesso ad alcuni paesi e strade panoramiche è ormai limitato nei periodi di punta.

Gli imprenditori locali di Capri hanno ampiamente sostenuto gli ultimi cambiamenti. Molti sostengono che l’affollamento estremo indebolisca, anziché rilanciare, l’economia locale. Quando le strade diventano impraticabili e i punti panoramici diventano caotici, i visitatori tendono ad abbreviare il soggiorno, a spendere meno e a partire con un’impressione peggiore dell’isola.

Anche le preoccupazioni ambientali svolgono un ruolo crescente. Il forte calpestio accelera l’usura dei percorsi storici, mentre l’intenso traffico marittimo contribuisce all’inquinamento e all’erosione costiera. Le autorità locali stanno quindi esaminando ulteriori limiti al numero di navi che attraccano a Marina Grande, anche se piani specifici sono ancora in discussione.

Gestione del turismo non esclusione

L’enfasi, sottolineano le autorità, non è sull’esclusione. Il settore dell’ospitalità caprese rimane centrale per l’identità e l’economia dell’isola. L’obiettivo è regolare i flussi piuttosto che scoraggiare i viaggi, distribuendo gli arrivi in ​​modo più uniforme nell’arco della giornata e della stagione.

Per i visitatori, le modifiche potrebbero comportare piccoli inconvenienti, come tour di gruppo più tranquilli, feste più piccole e ritardi occasionali nelle ore di punta. I sostenitori sostengono che il compromesso vale la pena, offrendo un’atmosfera più tranquilla e un’esperienza più piacevole.

Capri ha già affrontato questo dilemma. Già negli anni ’50 l’isola imponeva norme comportamentali per preservare gli spazi pubblici, vietando le radio ad alto volume e scoraggiando le attività considerate di disturbo. Le misure odierne seguono lo stesso principio, adattato alle pressioni moderne.

Mentre l’Italia continua ad attrarre un numero record di viaggiatori, l’approccio di Capri evidenzia un cambiamento nel modo di pensare. Il turismo resta il benvenuto, ma il volume incontrollato non è più considerato sostenibile. Il messaggio dell’isola è chiaro: il suo fascino risiede nel suo carattere e nelle sue dimensioni, e proteggerli entrambi è diventata una priorità.