Il passaporto italiano si è classificato al 3 ° posto più potente nel 2025

L’Italia ha nuovamente ottenuto il suo posto tra i passaporti migliori del mondo. Il passaporto italiano si colloca terzo nell’indice del passaporto Henley 2025 rilasciato questa settimana.

Pubblicato da Henley & Partners di Londra, l’indice misura la libertà di movimento offerta ai titolari di 199 passaporti, in base all’accesso a 227 destinazioni globali. Le classifiche sono compilate utilizzando dati esclusivi dell’International Air Transport Association (IATA).

I titolari di passaporti italiani ora godono di un accesso senza visto a 189 paesi, condividendo il terzo posto con Danimarca, Germania, Finlandia, Francia, Irlanda e Spagna.

Singapore rimane in cima alla lista, offrendo l’accesso a 193 destinazioni senza visto. Il Giappone e la Corea del Sud seguono il secondo posto congiunto, con ingresso senza visto a 190 paesi.

Il passaporto del Regno Unito ha perso una posizione al sesto posto, offrendo accesso a 186 paesi. Il passaporto americano è anche scivolato nelle classifiche, ora al decimo posto con 182 destinazioni, in calo dalla nona dell’anno scorso. Entrambi i paesi hanno precedentemente ricoperto posizioni migliori, con il Regno Unito in testa al 2013 al 2015 e gli Stati Uniti hanno superato l’indice nel 2014.

In fondo all’indice del 2025 si trova l’Afghanistan, i cui cittadini possono entrare solo 25 paesi senza visto. La Siria segue con 27, mentre il Pakistan, lo Yemen e la Somalia offrono ciascuno accesso a 29 paesi.

L’Italia stringe le regole di cittadinanza

La forte classifica dei passaporti italiana arriva tra le recenti modifiche alle leggi sulla cittadinanza del paese. All’inizio del 2025, il governo introdusse requisiti più severi per i candidati che cercavano nazionalità italiana per discesa.

Secondo la legge aggiornata, le persone devono ora dimostrare che almeno un genitore o un nonno deteneva esclusivamente la cittadinanza italiana al momento della loro morte o al momento della domanda. Il cambiamento segna un passaggio dal precedente approccio IUS Sanguinis, che consentiva affermazioni basate su antenati più distanti, a condizione che fossero vivi dopo il 17 marzo 1861, la data dell’unificazione italiana.

La nuova regola mira a limitare l’uso improprio percepito del sistema di passaporto italiano, in particolare tra coloro che cercano nazionalità attraverso legami familiari estesi.

Nonostante i cambiamenti, il passaporto italiano rimane uno dei più desiderabili al mondo, offrendo libertà di viaggio di vasta portata e accesso all’Unione europea.