In questo giorno nella storia: morte del poeta Petrarca

Francesco Petrarca, meglio conosciuta come Petrarca, morì il 19 luglio 1374. Lasciò alle spalle la poesia, la prosa e le idee che aiutarono a modellare la letteratura moderna. Nato ad Arezzo nel 1304, Petrarca divenne una delle figure più importanti del primo umanesimo. Oggi è ricordato non solo per il suo bellissimo verso, ma anche per la sua influenza su scrittori come Shakespeare.

La vita di Petrarca ha attraversato un periodo di grande sconvolgimento in Italia. La penisola era divisa in città-stato, con lotte di potere tra il Papato e il Sacro Romano Impero. La chiesa, con sede ad Avignone durante gran parte della vita di Petrarca, affrontò una crescente critica. Nel frattempo, gli studiosi hanno iniziato a riscoprire testi classici, gettando le basi per il Rinascimento. Petrarca si trovava al centro di questo cambiamento intellettuale.

Educato ad Avignon e successivamente a Bologna, Petrarca originariamente addestrato come avvocato. Presto abbandonò la legge per una vita dedicata alle lettere. Ha trovato ispirazione nelle opere di Cicerone, Virgilio e Agostino. La loro influenza ha contribuito a formare la convinzione di Petrarca secondo cui l’apprendimento classico potrebbe arricchire il pensiero cristiano. Questa opinione avrebbe successivamente definito l’umanesimo rinascimentale.

Petrarca e il suo canzoniere

Petrarca è meglio conosciuto per la sua poesia, in particolare il Canzoniere – Una raccolta di oltre 300 poesie scritte in italiano. La maggior parte sono sonetti e la maggior parte si concentra su una donna di nome Laura, che ha affermato di aver visto per la prima volta nel 1327. Laura potrebbe essere stata una persona reale o un’invenzione letteraria. Ad ogni modo, è diventata un simbolo dell’amore ideale e della bellezza irraggiungibile.

Queste poesie hanno modellato la forma del sonetto e hanno fissato un modello per i futuri poeti. L’uso di linguaggio, ritmo e emozione personale da parte di Petrarca è stato rivoluzionario. Ha combinato la moderazione classica con profondo sentimento, dando voce sia alla passione che al conflitto interiore. I suoi sonetti hanno contribuito a spostare la poesia dai temi pubblici all’esperienza privata.

Sebbene Petrarca scrisse in italiano, apprezzava anche il latino come la lingua del pensiero serio. Ha composto lettere, saggi e dialoghi in latino, incluso Secretumuna conversazione immaginaria con Saint Augustine. In esso, Petrarca esplora le sue lotte spirituali e il desiderio di fama. Ha anche scritto biografie di uomini famosi in De viris illusbusbus e raccolti antichi manoscritti, preservando molti che avrebbero potuto essere persi.

Desiderava ardentemente un’Italia unita

Una delle principali speranze politiche di Petrarca era per un’Italia unita. Non gli piaceva la corruzione del Papato Avignone e desiderava ardentemente un risveglio della virtù civica romana. Chiese una riforma morale e spesso criticò la gerarchia della chiesa. Eppure rimase un cristiano devoto. Questa tensione tra fede e ragione, tra azione e contemplazione, ha attraversato la sua vita e il suo lavoro.

La relazione di Petrarca con Dante Alighieri era complessa. Sebbene i due non si siano mai incontrati, e Petrarca aveva solo 17 anni quando Dante morì, Petrarca non era un fan della posizione politica di Dante. Dante era stato esiliato da Firenze per il suo sostegno ai Guelfi bianchi. Ha scritto il suo capolavoro, La commedia divinain esilio, mescolando l’apprendimento classico, la teologia cristiana e le critiche politiche pungenti.

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Petrarca ha seguito un percorso diverso. Ha apprezzato il favore di vari campi, specialmente a Milano e Venezia. A differenza di Dante, evitò il palese coinvolgimento politico. Tuttavia, ha valutato la libertà e la giustizia e ha elogiato l’antica Repubblica romana. Ha visto poesie e apprendimento come strumenti per migliorare la società.

L’influenza di Petrarca sugli scrittori europei

Dante e Petrarca hanno entrambi contribuito a stabilire il Tuscano come lingua letteraria, ma l’influenza di Petrarca sui poeti successivi era più ampia. I suoi sonetti sono diventati modelli per scrittori in tutta Europa. In Inghilterra, Sir Thomas Wyatt e Henry Howard, conte del Surrey, adattarono il suo stile all’inizio del 1500. Il loro lavoro ha gettato le basi per la tradizione del sonetto inglese.

Nessun poeta ha assorbito l’influenza di Petrarca più profondamente di William Shakespeare. Molti dei sonetti di Shakespeare fanno eco a temi Petrarchan: amore non corrisposto, crudeltà del tempo, il potere del verso di preservare la bellezza. Shakespeare ha anche usato la struttura formale del sonetto ma l’ha adattata alla sua lingua e alle sue preoccupazioni. Laddove l’amore di Petrarca per Laura è rimasto distante e idealizzato, i soggetti di Shakespeare sembrano spesso più terrosi e reali.

Al momento della sua morte nel 1374, Petrarca era diventato famoso in tutta Europa. Ha ricevuto onori da re e papi ed è stato incoronato poeta Laureato a Roma nel 1341. Eppure rimase, nel cuore, un pensatore solitario. Scrisse spesso del passaggio del tempo e della natura fugace della fama terrena.

L’eredità di Petrarca è vasta. Ha contribuito a rilanciare l’interesse per l’antichità classica, ha incoraggiato l’uso della forma poetica volgare e a forma di forma. Inoltre, ha dato ai futuri scrittori un modello di espressione introspettiva ed emotivamente ricca.

In un mondo lacerato dalla guerra, dalla peste e dal caos politico, Petrarch ha ripensato al passato per la guida, ma anche da nuovi modi di pensare. La sua miscela di apprendimento classico, credenza cristiana e bellezza poetica ha contribuito a suscitare la rinascita culturale che ora chiamiamo il Rinascimento.