Lo scultore del primo Rinascimento Donatello morì il 12 dicembre 1466 a Firenze. Più di cinque secoli dopo, le sue opere rimangono centrali nel patrimonio artistico italiano e sono ancora visibili in tutto il Paese.
Nato Donato di Niccolò di Betto Bardi intorno al 1386, Donatello è ampiamente considerato il più grande scultore del XV secolo. Ha svolto un ruolo decisivo nell’allontanare la scultura europea dalla stilizzazione gotica e verso il naturalismo, il realismo e l’espressione emotiva radicati nell’antichità classica.
Primi studi e influenze artistiche
Donatello si formò inizialmente come orafo, prima di lavorare nello studio di Lorenzo Ghiberti durante la realizzazione delle porte del Battistero di Firenze. Sviluppò un profondo interesse per la scultura classica e l’anatomia, viaggiando spesso a Roma con l’architetto Filippo Brunelleschi per studiare le antiche rovine.
L’influenza di Brunelleschi è chiara nell’uso di proporzione, prospettiva e realismo spaziale da parte di Donatello. Il loro comune interesse per i principi classici contribuì a plasmare il linguaggio visivo del primo Rinascimento.
Firenze: santi, eroi e innovazione
Molte delle opere più importanti di Donatello rimangono a Firenze. Le sue statue marmoree di San Marco e San Giorgio, realizzate per le nicchie esterne di Orsanmichele, segnano una svolta nella scultura. Le figure stanno con il peso spostato in modo naturale, trasmettendo fiducia e vita interiore piuttosto che rigida formalità.
San Giorgio, oggi conservato al Museo Nazionale del Bargello, è particolarmente celebrato per la sua intensità psicologica. L’espressione vigile e l’atteggiamento fermo del santo trasmettono prontezza e forza morale.
Un’altra importante innovazione appare nei rilievi di Donatello. In opere come Il banchetto di Erode, sempre al Bargello, ha perfezionato lo schiacciato, una tecnica di intaglio molto superficiale che crea l’illusione dello spazio profondo. Questo approccio ha influenzato generazioni di scultori e pittori.
David e la rinascita del nudo
Donatello ha realizzato due statue del David. La precedente versione in marmo è ora al Bargello, mentre il successivo David in bronzo è una delle sue opere più famose. Realizzato intorno al 1440, il David in bronzo fu la prima scultura nuda autoportante fin dall’antichità.
A differenza dei modelli classici eroici, il David di Donatello è giovanile, snello e introspettivo. L’opera ha sfidato le convenzioni artistiche e rimane una delle sculture più discusse del Rinascimento.
Padova e il Gattamelata

Nel 1443 Donatello si trasferì a Padova, dove realizzò una delle sue più grandi realizzazioni: la statua equestre in bronzo del Gattamelata. Il monumento si trova di fronte alla Basilica di Sant’Antonio e rimane nella sua collocazione originaria.
La statua raffigura il comandante militare Erasmo da Narni, detto il Gattamelata. Donatello raffigurò cavallo e cavaliere a grandezza naturale, rifiutando la scala esagerata degli antichi monumenti imperiali. La figura ricorda gli imperatori romani ma trasmette autorità controllata piuttosto che trionfalismo. Ha stabilito lo standard per le statue equestri successive in tutta Europa.
Altari, Madonne e arte devozionale
A Padova Donatello lavorò anche all’altare maggiore della Basilica di Sant’Antonio. Sebbene successivamente smantellate, le sculture e i rilievi sopravvissuti mostrano uno stile drammatico ed espressivo caratterizzato da un forte movimento e da una forza emotiva.
Tornato a Firenze, Donatello realizzò numerosi rilievi della Madonna col Bambino, molti dei quali ora si trovano al Bargello, al Museo dell’Opera del Duomo e in altre collezioni italiane. Queste opere intime combinano la tenerezza con il realismo umano e furono ampiamente copiate da artisti successivi.
Ultimi anni e San Lorenzo

L’ultima grande commissione di Donatello furono i pulpiti in bronzo per la Basilica di San Lorenzo a Firenze. I rilievi raffigurano scene della Passione di Cristo con intensa drammaticità e crudezza emotiva. Le loro superfici ruvide e le composizioni affollate riflettono uno stile tardo incentrato sulla profondità spirituale piuttosto che sulla bellezza ideale.
Donatello morì nel 1466 mentre il progetto era ancora in corso. Fu sepolto a San Lorenzo, vicino ai mecenati dei Medici che sostennero gran parte della sua carriera.