L’emergenza del granchio blu italiano sta peggiorando, colpendo le fattorie di vongole nelle regioni centrali e l’epicentro settentrionale dell’invasione.
La crisi è stata alimentata dalla siccità e dalle tempeste, che hanno creato condizioni ideali per la diffusione del crostaceo alieno.
Fedagripesca sta mappando il danno, a cominciare dalla laguna di Orbetello in Toscana. Il commissario speciale Enrico Caterino ha visitato l’area oggi, dove sono morti 3.000 quintali di pesci nel 2024. La perdita di ora di marina e bassi marittimi, predatori naturali del granchio, ha portato a un aumento di cinque volte della presenza dei crostacei.
A Goro, in Po delta, Storm Surges ha distrutto il 30% delle recinzioni protettive costruite per proteggere le ultime fattorie. Gli agricoltori temono il completo collasso. “Anche se abbiamo messo trappole, è come svuotare il mare con un secchio”, ha dichiarato Vadis Pesanti, produttore e vicepresidente della confocooperativa Fedagripesca Emilia Romagna. “Ci sono molti più granchi rispetto allo scorso anno.”
Il presidente cooperativo dei pescatori di Orbetello Pierluigi Piro ha confermato la portata del problema. “Siamo passati dallo smaltimento di 130 quintali a 600, cinque volte più”, ha detto. Le dimensioni irregolari rendono i granchi difficili da esportare, limitando le opportunità di mercato.
Gli agricoltori di Emilia-Romagna hanno chiesto un monitoraggio immediato e una valutazione del danno. Nello Scardovari di Veneto, ogni tempesta costringe i lavoratori a ricostruire reti a protezione delle vongole.
“C’è un rischio costante che i granchi entrino e spazzino anche il prodotto raccolto”, ha affermato Paolo Mancin, presidente del consorzio delle cooperative dei pescatori di polesine.
Il granchio blu decima l’industria delle vongole
I leader del settore stimano che l’invasione ha paralizzato un settore del valore di oltre 200 milioni di euro e ha lasciato 800 lavoratori senza lavoro. “Il granchio blu ha messo in ginocchio questa economia”, ha affermato Paolo Tiozzo, vicepresidente della ConfCooperative Fedagripesca. Ha chiesto una risposta a più fronti tra cui ricerca scientifica, gastronomia, mangime per animali ed esportazioni.
Il commissario Caterino ha confermato che il piano nazionale per combattere il granchio blu, applicato per la prima volta a Veneto ed Emilia-Romagna, potrebbe anche essere esteso alla Toscana.