La Legge di Bilancio 2026 punta su famiglie, tagli fiscali e crescita delle imprese

Il premier Giorgia Meloni ha presentato la legge di bilancio 2026 dell’Italia, descrivendola come un piano “serio” costruito attorno alle famiglie, alla crescita delle imprese e agli sgravi fiscali. Venerdì il governo ha approvato il progetto.

Meloni ha affermato che il bilancio mantiene le priorità del governo degli anni precedenti: sostenere le famiglie e affrontare il basso tasso di natalità in Italia, ridurre le tasse, aiutare le imprese e rafforzare l’assistenza sanitaria. Comprende 8 miliardi di euro di investimenti per le imprese e ulteriori 1,6 miliardi di euro di sostegno alle famiglie.

Un bonus mensile basato sull’accertamento del reddito per le madri che lavorano salirà da 40 a 60 euro. Intanto 2,8 miliardi di euro sono stati stanziati per tagliare la seconda fascia dell’Irpef. Il tasso per i guadagni tra 28.000 e 50.000 euro scenderà dal 35% al ​​33%, una mossa che, secondo Meloni, è stata progettata per “concentrarsi sulla classe media”.

Altri 1,9 miliardi di euro andranno all’incremento salariale attraverso agevolazioni fiscali su premi di produttività, lavoro notturno e turnazione nei giorni festivi.

Meloni ha affermato che gran parte dei finanziamenti per queste misure arriveranno dai tagli al suo stesso dipartimento e ad altri ministeri. Ha anche ringraziato le banche e gli assicuratori italiani per il loro “importante contributo” al bilancio.

Giovedì i partiti della coalizione hanno raggiunto un accordo su un contributo di 4,4 miliardi di euro da parte di banche e assicurazioni. L’accordo è arrivato dopo le tensioni tra Forza Italia, che si era opposta a un’imposta sugli utili, e il partito della Lega di Matteo Salvini.

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha confermato che le banche hanno accettato il contributo “con riluttanza, certamente non volentieri”, ma ha detto che l’impatto è “assolutamente accettabile”. Ha descritto il sistema bancario italiano come “solido e molto redditizio”.

Il taglio dell’Irpef colpisce soprattutto le fasce di reddito medio

Giorgetti ha aggiunto che, sebbene il taglio dell’Irpef sia rivolto principalmente ai redditi medi, ne beneficerebbero comunque le persone che guadagnano sopra i 50.000 euro. La riduzione sarà neutralizzata solo per chi guadagna 200.000 euro o più.

Ha inoltre chiarito che un nuovo sistema che consente ai contribuenti di risolvere le controversie nell’arco di nove anni non costituisce un’“amnistia” per gli evasori fiscali.

Il disegno di legge di bilancio 2026 passerà ora al Parlamento per il dibattito e l’approvazione.