L’FMI ​​avverte le prospettive economiche dell’Italia rimane fragile

Roma, 29 maggio 2025 – L’International Monetary Fund (FMI) ha esortato l’Italia a mantenere la disciplina fiscale e premere in avanti con riforme strutturali, avvertendo che le prospettive economiche del paese rimane fragili nonostante i recenti guadagni.

Nel suo Personale conclusivo A seguito della consultazione dell’articolo IV del 2025, il FMI ha affermato che l’economia italiana è cresciuta moderatamente nel 2024, supportata dalla spesa infrastrutturale ai sensi del National Recovery and Resilience Plan (NRRP) e un saldo commerciale positivo. L’occupazione ha raggiunto un record elevato e l’inflazione ha raggiunto il 2% in aprile, ma persistono debolezze strutturali profondamente radicate.

Outlook di crescita incerto

Il PIL reale è aumentato dello 0,3% nel primo trimestre del 2025, ma il FMI prevede che la crescita rallenta allo 0,4% per l’anno, citando tensioni commerciali globali, produttività debole e una forza lavoro in calo. Mentre gli investimenti legati all’NRRP dovrebbero aiutare, il FMI ha osservato che le disuguaglianze regionali e la bassa partecipazione al lavoro femminile continuano a pesare sulle prospettive a lungo termine.

Progetti una crescita a medio termine per passare il mouse circa lo 0,7%, ostacolata da lenti guadagni di produttività e declino demografico.

Miglioramenti fiscali benvenuti ma più necessari

Una performance fiscale del 2024 più forte del previsto ha visto l’Italia tornare a un surplus primario e dimezzare il suo deficit. Il FMI ha accolto con favore i miglioramenti della conformità fiscale e la forza del mercato del lavoro, ma ha affermato che è necessario un maggiore lavoro per mettere il debito su un percorso al ribasso.

Raccomanda di raggiungere un surplus primario del 3% del PIL entro il 2027. Ciò richiederebbe ulteriori misure, tra cui la razionalizzazione di agevolazioni fiscali, la demolizione dell’imposta fissa sul reddito autonomo e l’aggiornamento dei valori delle proprietà nel Cadastre.

L’FMI ​​ha anche avvertito che le pressioni di spesa pubblica, in particolare sulle pensioni, devono essere contenute. Aumentare l’effettiva età pensionistica ed evitare schemi di pensionamento precoce supporterebbe sia la sostenibilità fiscale che il mercato del lavoro.

Le banche resilienti ma rimangono rischi

Il FMI ha affermato che il settore bancario italiano rimane ben capitalizzato e redditizio, sebbene i rischi legati alle tensioni commerciali e all’esposizione al debito sovrano richiedono un monitoraggio continuo. Ha anche richiesto una maggiore supervisione di istituzioni meno significative e miglioramenti nella sicurezza IT.

Con le minacce informatiche e l’instabilità finanziaria globale in aumento, il FMI ha affermato che è fondamentale che le banche italiane rimangano vigili.

Riforme vitali per sollevare la produttività

L’Italia deve muoversi rapidamente per attuare i suoi impegni NRRP e sviluppare un programma di riforma di follow-up per sbloccare la crescita. L’FMI ​​ha evidenziato la necessità di aumentare il capitale umano, migliorare l’accesso alla finanza e supportare l’occupazione femminile.

Ha esortato le riforme che supportano l’innovazione del settore privato, facilitano la crescita delle imprese e incoraggiano gli investimenti. La rimozione di agevolazioni fiscali per le piccole imprese, l’applicazione del nuovo codice di insolvenza e l’espansione dell’accesso al capitale del rischio sono i passaggi chiave.

Transizione energetica e rischio climatico

Il FMI ha definito il cambiamento climatico una questione macrocritica per l’Italia, data l’importanza dell’agricoltura e del turismo. Ha avvertito che sono necessarie politiche più ambiziose per raggiungere gli obiettivi del 2030 e ridurre la dipendenza dalle importazioni di energia.

Il rafforzamento delle infrastrutture energetiche, la razionalizzazione dei permessi per le energie rinnovabili e l’integrazione più profonda nei mercati elettrici dell’UE sono stati identificati come priorità.