Il visionario piemontese Carlo Petrini, che ha trasformato la protesta contro McDonald’s in una filosofia alimentare globale, lascia dietro di sé un movimento attivo in 160 paesi e un’eredità duratura di coscienza culinaria.
Carlo Petrini, attivista alimentare, giornalista e scrittore italiano fondatore del movimento Slow Food, è morto giovedì nella sua città natale di Bra, nella campagna piemontese dove ha avuto inizio il lavoro della sua vita. Aveva 76 anni. Nessuna causa di morte è stata fornita dall’organizzazione, anche se Petrini negli ultimi anni aveva rivelato che gli era stato diagnosticato un cancro alla prostata.
La morte è stata annunciata venerdì da Slow Food, innescando un’immediata ondata di tributi da parte dei leader politici italiani e della rete internazionale di agricoltori, produttori alimentari e attivisti di cui ha plasmato la vita.
Da una piazza romana a 160 paesi
Slow Food nasce nel 1986 per protestare contro l’apertura del primo fast food in Italia da parte di McDonald’s, nel centro storico di Roma. Ciò che era iniziato come un gruppo di amici e amanti del cibo che si mobilitavano contro l’incursione del cibo industrializzato nella cultura italiana è rapidamente diventato qualcosa di molto più grande. Il movimento si è diffuso in 160 paesi nella sua missione di promuovere il buon gusto, difendere la biodiversità e promuovere un modello alimentare sano che rispetti l’ambiente e le culture locali.
La filosofia guida dell’organizzazione è stata sintetizzata in tre parole: buono, pulito e giusto. Il cibo dovrebbe avere il sapore di qualcosa. La sua produzione non dovrebbe danneggiare il pianeta. E chi cresce e ce la fa va giustamente ricompensato. Era un manifesto apparentemente semplice che si è rivelato di enorme portata.
Petrini ha dichiarato all’AFP in un’intervista del 2016: “Il lavoro più importante svolto da Slow Food è stato quello di riportare il concetto di gastronomia alla sua forma olistica e multidisciplinare. L’idea di gastronomia intesa come semplice ricetta e stella Michelin è molto limitata”.
Cosa ha costruito il movimento Slow Food
Nel corso di quattro decenni, Slow Food è cresciuta da una protesta di base a una sofisticata istituzione internazionale. Ora conta oltre 100.000 membri e più di 1.500 capitoli locali, noti come convivia – in tutto il mondo.
Tra le iniziative più significative c’è l’Arca del Gusto, lanciata in occasione del primo Salone del Gusto di Torino nel 1996. Si tratta di una fiera internazionale biennale dedicata ai piccoli produttori alimentari che riflettono le tradizioni culinarie locali. L’Arca del Gusto è un catalogo globale della biodiversità alimentare a rischio di estinzione a causa della pressione del sistema alimentare industriale e della standardizzazione delle diete. Funziona come una sorta di inventario vivente di sapori minacciati: varietà antiche, razze antiche, prodotti artigianali e preparazioni regionali che rischiano di scomparire non per cause naturali ma a causa della pressione omogeneizzante della produzione alimentare industriale. Nell’ambito del progetto sono stati identificati e catalogati più di 2.000 prodotti provenienti da oltre 100 paesi.
Accanto al Salone del Gusto, Petrini ha fondato Terra Madre, la rete internazionale e incontro biennale che attira più di 5.000 agricoltori e produttori alimentari da tutto il mondo per discutere del loro lavoro e dei metodi di miglioramento. Terra Madre è oggi ampiamente considerato il più grande evento internazionale dedicato alle politiche alimentari, all’agricoltura sostenibile e all’ambiente, organizzato da Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino.
Fondò inoltre l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche a Pollenzo, vicino a Bra. È stata la prima istituzione al mondo a offrire titoli accademici nello studio del cibo come fenomeno culturale, ambientale e politico. Attraverso la sua campagna, Petrini divenne amico del re Carlo III e del defunto papa Francesco. Nel 2004 è stato nominato Eroe dell’anno da Tempo rivista.
Petrini ha guidato Slow Food come presidente fino al 2022.
Il tributo dell’organizzazione
Slow Food ha descritto il suo fondatore come “un leader visionario e un intellettuale pubblico con un profondo impegno per il bene comune, le relazioni umane e il mondo naturale”. La dichiarazione elogia la sua capacità di connettere “comunità, agricoltori, artigiani del cibo, cuochi, attivisti e giovani di tutto il mondo” attraverso una visione condivisa del cibo come cultura, non come merce.
L’organizzazione ha citato una frase a cui Petrini è tornato per tutta la sua vita: “Chi semina utopia raccoglie realtà.” “Credeva fermamente che i sogni e le visioni, quando sono giusti, capaci di ispirare la partecipazione collettiva e perseguiti con convinzione, non sono impossibili da realizzare. Ha combinato la capacità di sognare con un profondo senso di gioia e uno scopo collettivo, aprendo percorsi concreti verso il cambiamento sociale.”
Nel comunicato di Slow Food si sottolinea che sapeva sognare e divertirsi, costruire e ispirare, “lavorando con le persone – i giovani in particolare – verso una redenzione sociale tangibile, e invocando la fraternità, l’intelligenza emotiva e un’anarchia disciplinata”.
Mattarella e Meloni rendono omaggio
Il presidente Mattarella ha definito la morte di Petrini una perdita non solo per il mondo dell’enogastronomia, ma per la società italiana e non solo. “Le sue intuizioni e la costante difesa della sostenibilità, della necessità di preservare le tradizioni, della valorizzazione delle culture locali e del rispetto per l’ambiente hanno generato una nuova consapevolezza della cultura del cibo e della sua produzione, ispirata a criteri di qualità, autenticità ed etica”, ha affermato Mattarella.
La premier Giorgia Meloni ha offerto il proprio omaggio. Ha descritto Petrini come “un visionario, un innovatore, un uomo in anticipo sui tempi” che ha “lasciato un segno profondo nella coscienza collettiva agroalimentare e gastronomica italiana”. Meloni ha osservato che Petrini è stato “tra i primi a promuovere il concetto di sovranità alimentare e a difendere il diritto a un cibo di qualità per tutti, valorizzando il legame tra identità, territorio e tradizioni”. Ha aggiunto che il governo ha formalmente riconosciuto il suo contributo conferendogli il titolo di Maestro dell’Arte della Cucina Italiana.
Nicola Zingaretti, capodelegazione del Pd al Parlamento europeo, scrive sui social: “Addio Carlo, gentile visionario che ha spiegato al mondo quanto sia sbagliato vivere solo per consumare la vita e il pianeta. Grazie per essere al fianco degli ultimi della Terra con passione. Con le tue idee concrete hai indicato una strada migliore… il bene comune, il rispetto e l’amore per la terra sono rivoluzionari e cambiano le cose in meglio”.
Carlo Petrini sopravvive al movimento da lui costruito e ai milioni di persone, in Italia e nel mondo, che continueranno a considerare le proprie scelte alimentari grazie a lui.