Stefano Gabbana, Tco-fondatore di una delle case di moda più iconiche d’Italia, si è dimesso dai suoi ruoli esecutivi nel gruppo che ha costruito con Domenico Dolce, mentre il marchio affronta un rallentamento del settore del lusso e trattative di rifinanziamento con le sue banche.
Stefano Gabbana si è dimesso dalla carica di presidente di Dolce & Gabbana, il gruppo lo ha confermato venerdì. La partenza è entrata in vigore il 1° gennaio 2026 e copre le sue posizioni in tre entità: Dolce & Gabbana Holding Srl, Dolce & Gabbana Trademarks Srl e Dolce & Gabbana Srl.
Il gruppo si è sforzato di caratterizzare il trasloco come di routine piuttosto che come drammatico. “Ciò non ha alcun impatto sulle attività creative svolte per il Gruppo dallo stesso Stefano Gabbana”, si legge nella nota, descrivendo le dimissioni come parte di “un naturale processo di evoluzione organizzativa e di governance”. Gabbana e il suo partner creativo di lunga data Domenico Dolce rimangono al timone della direzione del design del marchio.
Alfonso Dolce, fratello di Domenico Dolce e amministratore delegato del gruppo, diventa il nuovo presidente.
Il contesto finanziario
Il cambio di governance arriva in un momento di pressione finanziaria per il gruppo. Bloomberg ha riferito che Gabbana sta valutando opzioni per la sua quota, che ammonta a circa il 40%, corrispondente a quella di Domenico Dolce, mentre la società sta negoziando il rifinanziamento di circa 450 milioni di euro di debito con i suoi partner bancari. Si dice inoltre che il gruppo stia esplorando la vendita di asset, compresi quelli immobiliari, e il rinnovo degli accordi di licenza, come parte di uno sforzo più ampio per raccogliere liquidità e rafforzare il proprio bilancio.
Dolce & Gabbana hanno rifiutato di confermare i dettagli di tali discussioni. “Per quanto riguarda il debito, la società al momento non ha nulla da dichiarare poiché le trattative con le banche sono ancora in corso”, si legge nella nota.
Il contesto finanziario non è esclusivo di Dolce & Gabbana. Il settore globale del lusso ha registrato un netto rallentamento nell’ultimo anno, guidato da una combinazione di fattori. I marchi di tutto lo spettro del lusso hanno sentito la pressione, ma case private come Dolce & Gabbana, senza il cuscino finanziario di un grande conglomerato alle loro spalle, affrontano questi venti contrari in modo più diretto.
Quattro decenni di partnership
Stefano Gabbana e Domenico Dolce hanno fondato la loro casa di moda a Milano nel 1985, inizialmente come un piccolo atelier che ha attinto al profondo pozzo dell’estetica siciliana e del Sud Italia e l’ha trasformata in uno dei marchi di lusso più riconoscibili al mondo. La loro collaborazione personale e professionale ha definito l’identità del marchio per decenni e la loro singolare visione creativa, espressa in collezioni che hanno vestito alcune delle figure più importanti del mondo, hanno dato a D&G una portata culturale ben oltre la moda.
La strada non è sempre stata agevole. La coppia ha affrontato polemiche in più occasioni. In modo ancora più significativo, nel 2018, una campagna pubblicitaria e commenti sui social media hanno scatenato una furiosa reazione in Cina, che è costata cara al marchio in uno dei mercati più importanti del settore del lusso. Più recentemente, le loro personalità schiette e l’estetica massimalista del marchio si sono collocate in un angolo obliquo rispetto allo stato d’animo più tranquillo e minimalista che ha dominato parti del mercato del lusso.
L’uscita di Gabbana dal consiglio d’amministrazione non segna l’uscita di Dolce & Gabbana. Ma segnala che l’azienda sta entrando in un nuovo capitolo.