Il vicepremier e ministro dei trasporti e delle infrastrutture Matteo Salvini ha suggerito che dietro la sospensione dei servizi ferroviari in Calabria, giovedì mattina, potrebbero nascondersi motivi politici. Il sabotaggio ferroviario è l’ultimo di una lunga serie di gravi disagi che hanno colpito la rete ferroviaria italiana.
I servizi hanno dovuto essere interrotti dopo che i cavi erano stati tagliati in diversi punti sulle linee ferroviarie nella regione meridionale in quelli che sembravano atti di sabotaggio.
“Spero non ci siano motivazioni politiche”
Intervenendo in conferenza stampa, il leader della Lega Salvini ha detto di essere stato svegliato da una telefonata dell’amministratore delegato dell’operatore ferroviario RFI che lo aveva avvertito del taglio dei cavi, che ha bloccato il traffico in Calabria. Ha affermato che un quarto delle attuali interruzioni ferroviarie sono ora causate da danni o atti dolosi, in un momento in cui sulla rete sono aperti più cantieri che mai nella sua storia. Oltre a ciò, ha indicato come problemi ricorrenti il terrorismo, il furto di rame e il taglio dei cavi, aggiungendo che spera che non ci siano motivazioni politiche dietro questi atti, dal momento che a pagarne il prezzo alla fine sono i passeggeri.
Gruppi anarchici hanno rivendicato la responsabilità di diversi atti di sabotaggio che hanno colpito la rete ferroviaria all’inizio di quest’anno, durante il periodo delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Questa settimana, invece, i servizi ad alta velocità sono stati interrotti dai lavori infrastrutturali previsti nell’area di Firenze.
Salvini ha anche annunciato giovedì che la compagnia ferroviaria Ferrovie dello Stato (FS) avrà un nuovo gruppo dirigente da lunedì, dopo che l’amministratore delegato Stefano Donnarumma aveva annunciato il mese scorso le sue dimissioni. L’opposizione di centrosinistra ha affermato che dovrebbe essere Salvini, e non Donnarumma, a dimettersi, dopo quelli che definisce anni di cattivo servizio.
Commento: il ministro potrebbe guardare più vicino a casa
L’entusiasmo di Salvini nel denunciare il sabotaggio, gli anarchici e i ladri di rame si accorda stranamente con il suo primato in cima alla lista dei trasporti italiani. Il suo mandato come ministro è coinciso con scioperi ricorrenti, una serie di gravi interruzioni del servizio ferroviario e la morte di ferrovieri sui binari – nessuno dei quali deve nulla ai tagliacavi o agli agitatori politici.
Allo stesso tempo, si è schierato a sostegno del Ponte sullo Stretto di Messina, un progetto considerato da molti un vanitoso progetto e attualmente sotto inchiesta su due fronti: la procura di Catanzaro sta esaminando possibili tentativi della ‘ndrangheta di infiltrarsi negli appalti, mentre un’altra inchiesta separata di Roma sta indagando su presunta corruzione e fuga di segreti d’ufficio legati all’approvazione del progetto, con diverse procure antimafia che si coordinano anche sul rischio più ampio di coinvolgimento della criminalità organizzata.
Prima che Salvini cerchi le persone da incolpare per i problemi ferroviari italiani, lo stato della rete sotto il suo controllo potrebbe valere la pena di dare uno sguardo più approfondito.