2 tedeschi restano in custodia per scontri alla TAV

TORINO – Il giudice torinese ha disposto mercoledì la permanenza in custodia cautelare di due giovani cittadini tedeschi arrestati per violenti scontri avvenuti nei cantieri della Tav Torino-Lione.

I due sono stati arrestati in seguito alle proteste di sabato in Val di Susa, degenerate rapidamente in gravi disordini. Durante l’udienza di mercoledì, gli imputati hanno affermato di non aver commesso alcun atto violento, sostenendo di aver solo assistito Alta Felicità (Alta Felicità), evento organizzato dal movimento No TAV.

Vittime gravi e danni ingenti

La portata della violenza ha suscitato aspre critiche da parte delle autorità e dei funzionari del progetto. La Telt, la società internazionale che supervisiona la costruzione della linea ferroviaria, ha riferito che la distruzione avvenuta nel solo sito di Chiomonte ammonta a circa 1 milione di euro.

Gli scontri hanno inflitto un pesante tributo anche al personale di sicurezza. Secondo le informazioni, durante i disordini sono rimasti feriti 126 agenti delle forze dell’ordine, tra cui membri della Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza.

A seguito di un’indagine approfondita, le forze dell’ordine hanno identificato 436 sospetti che si ritiene abbiano preso parte alle violenze. Gli agenti hanno confermato che diverse persone avevano viaggiato dall’estero, tra cui Francia, Germania e Belgio. Quattro manifestanti stranieri rimangono in custodia.

Durante le operazioni sulla scena, la polizia ha confiscato una serie di armi e equipaggiamento tattico ai rivoltosi incappucciati, tra cui:

  • Bombe molotov
  • Ordigni esplosivi fatti in casa
  • Maschere antigas
  • Caschi

Risposta del governo: “Violenza organizzata e premeditata”

Lunedì il primo ministro italiano Giorgia Meloni e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi si sono recati in Valle di Susa per ispezionare in prima persona la distruzione ed esprimere solidarietà agli ufficiali feriti in seguito a quella che i funzionari hanno descritto come “guerra urbana”.

“Quella che vedete alle nostre spalle non è una zona di guerra, è lo scenario di una presunta protesta”, ha affermato la Meloni in un videomessaggio registrato nella sede di Chiomonte. “Ma questo non è dissenso; è violenza organizzata, premeditata, e come tale va trattata”.

“Faremo tutto il possibile per assicurare queste persone alla giustizia, e invitiamo anche i responsabili – la magistratura e tutti gli investigatori – a fare il massimo, perché uno Stato normale non può tollerare una cosa del genere”.

Nonostante la diffusa condanna e le indagini ufficiali, il movimento No TAV ha difeso le azioni intraprese durante il fine settimana. In un comunicato diffuso sui social media, il gruppo ha salutato i violenti scontri di sabato come una “grande giornata di lotta per la Valle di Susa”.