Michele Mari vince l’80° Premio Strega con ‘I Convitati di Pietra’

Michele Mari ha vinto con il suo romanzo il Premio Strega 2026, il premio letterario più prestigioso italiano I Convitati di Pietra (Gli Ospiti di Pietra) durante una cerimonia mercoledì in Piazza del Campidoglio a Roma. I voti espressi dalla giuria del premio, composta da oltre 600 membri del mondo della cultura, sono stati conteggiati in diretta.

Storia delle rivalità e delle disgrazie di un gruppo di liceali che ogni anno si ritrovano a cena, il 23esimo libro di Mari ha ricevuto 190 voti, davanti a quello di Matteo Nucci Platone – Una storia d’amore (Platone – Una storia d’amore) con 152. Il terzo posto dell’80° Premio Strega è andato a Bianca Pitzorno La Sonnambula (Il Sonnambulo) con 84 voti.

Il resto della lista dei sei libri è arrivato dietro a Pitzorno. Al quarto posto si è classificato Alcide Pierantozzi per Lo sbilico, edito da Einaudi e proposto dalla collega Donatella Di Pietrantonio, con 78 voti. Quinta Teresa Ciabatti per Donnaregina, edito da Mondadori e proposta da Roberto Saviano, con 75 voti. Elena Rui chiude la rosa dei candidati al sesto posto con 64 voti per Vedove di Camus, edito da L’orma e proposto da Lisa Ginzburg. Tra il pubblico presente alla finale dell’80esimo Premio Strega c’era anche il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

Mari era stato il chiaro favorito fin dal momento in cui la rosa dei candidati era stata annunciata al teatro romano di Benevento il 3 giugno. La sua vittoria è arrivata nonostante settimane di polemiche sulle presunte osservazioni da lui fatte sull’aspetto fisico e sull’integrità intellettuale della defunta scrittrice ed editorialista Michela Murgia. La Piazza del Campidoglio ha ospitato l’evento di quest’anno al posto del tradizionale Ninfeo di Villa Giulia, dopo un tour che ha portato i finalisti attraverso l’Italia e, per la prima volta, all’estero, a Città del Messico.

Il romanzo vincitore

I Convitati di Pietra segue un gruppo di ex compagni di classe di un liceo milanese che, dopo aver terminato gli esami finali nel 1975, stringono quello che il libro definisce un “patto malvagio”. Ogni anno, il 22 luglio, si incontrano per cena e versano un fondo condiviso, il cui denaro alla fine va a chi di loro vive più a lungo. Il romanzo, scritto in poco più di 150 pagine che Mari ha detto gli ci è voluto un mese per scrivere, segue quei compagni di classe mentre scompaiono uno dopo l’altro nel corso dei decenni, costruendo un finale a sorpresa in cui gli ultimi tre sopravvissuti, ormai novantenni, si incontrano di nuovo nel 2050.

Il libro attinge all’influenza letteraria di scrittori tra cui Borges, Kafka, Calvino e Gadda, intrecciando nella sua struttura un gioco con i percorsi dell’apparente casualità. È la prima volta che Mari gareggia per la Strega. Con lo stesso libro aveva già vinto a maggio il premio associato Strega Giovani. Einaudi, l’editore del romanzo, aveva vinto l’ultima volta il premio principale nel 2024.

Il nome Strega, che significa “strega” in italiano, si riferisce agli sponsor del premio, produttori del famoso liquore giallo con lo stesso nome.