ROMA – Il grave declino demografico dell’Italia ha raggiunto un altro traguardo storico, con i nati vivi scesi a soli 355.000 nel 2025, un minimo storico per l’era successiva alla Seconda Guerra Mondiale.
I dati, pubblicati in un rapporto congiunto della Fondazione per la Natalità (Fondazione per le nascite) e l’agenzia nazionale di statistica ISTAT, mostrano che il tasso di fertilità del Paese è sceso a 1,14 figli per donna l’anno scorso, ben al di sotto del tasso di 2,1 necessario per mantenere una popolazione stabile senza immigrazione.
Le barriere economiche e sociali sopprimono la genitorialità
Il rapporto sottolinea una netta disconnessione tra le aspirazioni familiari e la realtà. Secondo i risultati, 62.2% delle persone che non intendono avere altri figli attribuisce la propria decisione a “ostacoli economici, lavorativi o sociali”.
L’analisi dell’indagine ISTAT rivela che se tutte le donne che hanno espresso il desiderio nel 2024 di avere un figlio entro tre anni lo avessero fatto, l’Italia registrerebbe circa 760.000 nascite ogni anno, più del doppio della cifra attuale. Le tensioni finanziarie, il lavoro precario e i servizi pubblici di assistenza all’infanzia inadeguati sono stati spesso citati come deterrenti critici, con le madri che ne sopportavano il peso maggiore.
“Quando mancano i servizi di sostegno alla famiglia, sono le donne a riempire il vuoto” osservava il rapporto. “Smettono di lavorare non per scelta, ma per necessità”.
Una tendenza continua compensata dalla migrazione
Il tasso di natalità in Italia è in costante calo dal 2008, quando i nati vivi hanno raggiunto il picco di 576.000. Negli ultimi due decenni, il totale delle nascite annuali è crollato di oltre il 38%.
Annual Live Births in Italy (Selected Years)
2008: 576,000
2023: 379,000
2024: 370,000
2025: 355,000
Nonostante il forte deficit naturale della popolazione – con 652.000 decessi registrati nel 2025 contro 355.000 nascite – la popolazione residente totale dell’Italia è rimasta pressoché stabile a 58,9 milioni. Ciò è stato in gran parte determinato dalla migrazione internazionale positiva, poiché 440.000 arrivi stranieri hanno contribuito a compensare l’invecchiamento della popolazione e il calo del numero delle nascite.
Sfide politiche per il Governo Meloni
Il Primo Ministro Giorgia Meloni ha più volte descritto l’inversione dell’inverno demografico in Italia come una priorità assoluta per la sua amministrazione. Il suo governo ha introdotto una serie di iniziative volte a incoraggiare le famiglie più numerose, tra cui:
- Agevolazioni fiscali basate sul reddito rivolto alle madri lavoratrici con più figli.
- Assegni familiari diretti e collocamenti sovvenzionati negli asili nido.
- Incentivi per i datori di lavoro che assumono madri che ritornano nel mondo del lavoro.
Tuttavia, nonostante queste misure, le pressioni economiche strutturali e l’elevata disoccupazione giovanile continuano a ritardare l’uscita dei giovani dalla famiglia e la creazione di una famiglia, lasciando l’Italia ad affrontare sfide a lungo termine sul piano fiscale e del mercato del lavoro.