A14 parzialmente riaperta dopo la frana di Petacciato

Due giorni dopo che una delle frane più grandi d’Europa ha bloccato il principale corridoio italiano nord-sud dell’Adriatico, gli automobilisti possono nuovamente viaggiare attraverso il Molise sulla A14. La linea ferroviaria però resta chiusa e i lavori di risanamento sono lungi dall’essere finiti.

È stato parzialmente riaperto un tratto dell’autostrada adriatica A14 in seguito alla chiusura d’emergenza innescata dalla riattivazione della storica frana di Petacciato martedì 7 aprile. La società autostradale Autostrade per l’Italia (ASPI) ha annunciato che poco prima delle ore 12.15 di giovedì sono stati riaperti i tratti tra Vasto Sud e Termoli in direzione Bari, e tra Poggio Imperiale e Vasto Sud in direzione Pescara.

La riapertura è stata ottenuta non attraverso il ripristino integrale della carreggiata danneggiata, ma attraverso l’installazione di una corsia di deviazione in controflusso lungo la carreggiata in direzione nord. Ciò consente una corsia di traffico in ciascuna direzione, sia verso Pescara che verso Bari. ASPI ha confermato che da mercoledì oltre 100 persone e 40 automezzi aziendali sono stati impegnati 24 ore su 24, compresi i turni notturni, per eseguire i lavori di ripristino e messa in sicurezza che hanno reso possibile la parziale riapertura.

La linea ferroviaria adriatica, invece, resta chiusa. Trenitalia ha annunciato che da venerdì 10 aprile riprenderanno progressivamente alcuni servizi ferroviari sulla linea adriatica, pur con limitazioni di velocità.

Rivista la prognosi iniziale

La velocità della riapertura parziale delle strade rappresenta un significativo allontanamento dalla tempistica delineata dalle autorità nelle prime ore della crisi. Martedì, quando la frana si è riattivata, il capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano aveva avvertito duramente che le riparazioni avrebbero richiesto settimane, se non mesi, e che non si sarebbe potuto fare nulla finché il terreno non avesse smesso di muoversi.

Intervenendo giovedì al Corriere della Sera, Ciciliano ha rivisto sostanzialmente quella valutazione. “Le ultime valutazioni geotecniche mostrano che in pratica la frana non si muove e questo ci permette di prendere decisioni precise riguardo una riapertura anche parziale di autostrada e ferrovia. Per fortuna dobbiamo rivedere lo scenario iniziale, che prevedeva chiusure per settimane se non mesi. E questa è una prima buona notizia”.

La stabilizzazione del fronte franoso, monitorato continuamente da sensori installati sia sul manto stradale che sul terreno sottostante, è stata la precondizione essenziale per l’avvio di qualsiasi intervento infrastrutturale. Con la circolazione effettivamente bloccata, ingegneri e tecnici hanno potuto effettuare i sopralluoghi e le opere di messa in sicurezza necessarie a ripristinare almeno un limitato passaggio.

Sbloccati i finanziamenti governativi

La riapertura si accompagna all’impegno del governo di stanziare finanziamenti di emergenza per una ripresa più ampia. Fonti di Palazzo Chigi hanno confermato che giovedì il governo adotterà un provvedimento per un primo stanziamento di risorse finalizzato al ripristino della rete ferroviaria, dell’autostrada A14 e della Strada statale 16. La decisione è stata presa in una seconda videoconferenza d’emergenza, al termine dell’incontro mattutino tra il presidente del Consiglio Meloni, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il capo della Protezione civile Ciciliano.

La SS16 Adriatica resta impraticabile nel tratto direttamente interessato dalla frana, e il crollo del ponte del Trigno continua a recidere il collegamento stradale di confine Abruzzo-Molise.

Impatto economico

Ciciliano ha sottolineato che le preoccupazioni sull’impatto turistico di una chiusura prolungata sono legittime. “Una pronta riapertura del traffico potrebbe mitigare quello che altrimenti sarebbe un effetto devastante sul turismo”, ha affermato. «La stagione balneare potrebbe essere compromessa dalla chiusura delle strade statali: bisognerà trovare percorsi locali alternativi, anche se la ripresa dei treni regionali e Intercity porterà importanti benefici».