L’Italia ha introdotto una riduzione temporanea delle tasse sul carburante per frenare l’aumento dei prezzi legato alle ricadute economiche della guerra con l’Iran. La misura è entrata in vigore subito dopo l’approvazione del governo.
Mercoledì il governo guidato dal primo ministro Giorgia Meloni ha approvato un decreto che introduce un taglio di 25 centesimi sulle accise sui carburanti. Il provvedimento è entrato in vigore giovedì dopo la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale e resterà in vigore per 20 giorni.
Il governo ha affermato che la mossa è progettata per allentare la pressione sulle famiglie e sulle imprese che devono far fronte a costi di trasporto ed energetici più elevati. L’intervento, il cui costo stimato è di circa un miliardo di euro, potrebbe essere esteso se la situazione internazionale continuerà a influenzare i mercati dei carburanti.
Il vicepremier Matteo Salvini ha descritto la misura come “un aiuto sostanziale, ovviamente temporaneo”. Ha aggiunto che il taglio dovrebbe portare i prezzi del carburante italiano al di sotto di quelli visti in paesi come Francia, Germania e Spagna.
Accanto alla riduzione delle tasse, il decreto prevede misure volte a prevenire aumenti speculativi dei prezzi. Le autorità introdurranno un monitoraggio rafforzato lungo tutta la catena di approvvigionamento del carburante, con una supervisione che coinvolgerà il garante dei prezzi noto come “Mr Prezzi”, la Guardia di Finanza e l’autorità garante della concorrenza. In caso di frode sui prezzi è possibile intraprendere azioni legali.
Sostegno alle famiglie a basso reddito
Il governo ha inoltre rafforzato il sostegno alle famiglie a basso reddito. I finanziamenti per il programma “social card” aumenteranno da 500 milioni di euro a 630 milioni di euro nel 2026, con un ulteriore stanziamento di 130 milioni di euro volto a compensare l’aumento del costo della vita, compreso il carburante.
È previsto un sostegno specifico per i settori chiave interessati dai prezzi del carburante. Le aziende di autotrasporto riceveranno un credito d’imposta del 28% sugli acquisti di gasolio, mentre è prevista un’ulteriore assistenza per il settore della pesca.
Il decreto fa seguito alle discussioni tra Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti su come mitigare l’impatto dell’aumento dei costi del carburante. I colloqui hanno anche affrontato il timore che alcune aziende possano sfruttare la situazione geopolitica per introdurre aumenti di prezzo ingiustificati.
Il governo ha indicato di essere pronto a intraprendere ulteriori azioni se necessario, comprese potenziali misure punitive contro le aziende coinvolte in prezzi speculativi.