Accadde Oggi: nascita del poeta Giovanni Capurro

Il 5 febbraio 1859 segna la nascita di Giovanni Capurro, poeta, paroliere e giornalista napoletano la cui opera darà forma a uno dei lasciti musicali più duraturi d’Italia. Nato nel quartiere Montecalvario della città, Capurro crebbe in una famiglia colta; suo padre era un professore di lingue. Sebbene inizialmente indirizzato verso studi tecnici, presto abbraccia le sue vere passioni, la musica e le parole.

Capurro ha studiato flauto al Conservatorio di Napoli, sviluppando forti capacità musicali insieme ad un’acuta voce letteraria. Ha unito questi talenti per tutta la sua vita, scrivendo poesie sia in italiano standard che in dialetto napoletano e componendo testi per canzone dopo canzone.

È ricordato soprattutto per il testo di ‘O sole mio, scritto nel 1898 e successivamente musicato dal compositore napoletano Eduardo di Capua. Anche se si è piazzato secondo al Festa di Piedigrotta quell’anno, l’attrattiva della canzone superò rapidamente la classifica del concorso. La melodia e le parole evocative di Capurro catturarono il calore e il desiderio del sole italiano, e il pezzo divenne una delle canzoni napoletane più riconosciute in tutto il mondo.

Nel corso dei decenni, ‘O sole mio è stato eseguito da alcune delle più grandi voci della storia della musica. Tenori leggendari come Enrico Caruso e successivamente star come Luciano Pavarotti e Andrea Bocelli hanno immortalato la canzone sulla scena mondiale. La sua portata ha attraversato generi e generazioni, compresi gli adattamenti in lingua inglese.

La musica non ha arricchito Capurro

Nonostante il suo ruolo centrale nella creazione di questo classico mondiale, Capurro non ha mai goduto di un significativo successo finanziario. Ha lottato economicamente per gran parte della sua vita e ha trascorso circa trent’anni lavorando per il giornale Roma. Lì ricoprì molteplici incarichi, da reporter e critico teatrale a impiegato amministrativo, il tutto pur rimanendo attivo nei vivaci salotti culturali di Napoli dove cantava, suonava il pianoforte e intratteneva gli amici.

L’opera più ampia di Capurro comprendeva numerose canzoni e opere poetiche oltre a ‘O sole mio. Ha scritto sia poesie pubblicate che testi per altri compositori, contribuendo a plasmare la ricca tradizione della canzone napoletana tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.

Morì a Napoli il 18 gennaio 1920, all’età di 60 anni. Capurro morì senza la sicurezza finanziaria che il suo talento probabilmente meritava. Eppure l’eredità delle sue parole, soprattutto attraverso ‘O sole mio, è sopravvissuta in tutto il mondo.