Dalle terrazze in riva al lago ai borghi collinari, il patrimonio italiano risplende in cinque nuovi “Borghi più belli” e due villaggi ospiti d’onore.
Alla fine dell’anno scorso, I Borghi più belli d’Italia ha ampliato il suo elenco ufficiale di piccole città riconosciute per la loro profondità culturale, la qualità del paesaggio e la conservazione dell’identità storica. I sette ultimi arrivati, dalla Lombardia alla Basilicata, dal Piemonte al Molise, ne illustrano le molteplici sfaccettature la vera Italiadestinazioni dal carattere autentico e storie da raccontare.
Il processo di selezione è rigoroso, basato su 72 parametri che valutano il patrimonio artistico, la tutela dell’ambiente, i servizi e l’ospitalità. Ciò garantisce che ogni nuova voce rifletta un autentico valore storico e comunitario. Sono ormai 382 i borghi inseriti nella lista dei Borghi più belli d’Italia.
Limone sul Garda (Lombardia)
Arroccato sulla sponda occidentale del Lago di Garda, Limone sul Garda è sia visivamente suggestivo che storicamente significativo. Notoriamente coltivato per i limoni in pietra e legno limonaiela città ha sviluppato una tradizione agricola unica in un microclima che non si trova in nessun altro posto in Europa. Questo patrimonio è preservato in luoghi come la Limonaia del Castèl, dove continua la coltivazione degli agrumi. L’ambientazione di Limone – strette stradine che salgono dai porti sul lungolago contro aspre pareti rocciose – è suggestiva quanto i suoi giardini di fiori di agrumi.
Oltre all’agricoltura, Limone offre una passeggiata lungolago, spiagge, negozi di artigianato, vivaci caffè e panorami spettacolari che passano dall’acquamarina allo zaffiro intenso con la luce. Il suo fascino in riva al lago è inconfondibile ma non statico: c’è un impegno costante per la sostenibilità e la conservazione storica che ha contribuito a garantire il suo nuovo riconoscimento.
Pieve di Teco (Liguria)

Nell’entroterra ligure dell’Alta Valle Arroscia, Pieve di Teco si distingue dalle località costiere per il suo nucleo medievale e l’autentica cultura regionale. Centrato su una lunga strada porticata e costellato di botteghe artigiane e palazzi storici, il borgo si sente radicato in secoli di vita dell’entroterra ligure.
I punti di riferimento includono il piccolo Teatro Salvini, uno dei teatri storici più piccoli d’Europa, e la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, con una notevole collezione d’arte che abbraccia diversi secoli. Un punto culminante contemporaneo è il Museo delle Maschere di Ubaga, che utilizza l’artigianato per esplorare le antiche tradizioni montane. Le tradizioni culinarie enfatizzano la cucina bianca, piatti semplici basati su prodotti locali come formaggio di capra, porri ed erbe aromatiche.
Castelvetro di Modena (Emilia Romagna)

Appena a sud di Modena, Castelvetro di Modena unisce la formalità medievale e la rinomata cultura gastronomica dell’Emilia-Romagna. Le origini della città sono antecedenti all’epoca romana, con testimonianze archeologiche di insediamenti etruschi, e il suo patrimonio medievale è ancora visibile nelle torri in pietra e nelle mura della città.
Nel cuore di Castelvetro si trova Piazza Roma, conosciuta localmente come Piazza della Dama per la sua pavimentazione a scacchiera bianca e nera. Intorno si trovano eleganti edifici civili e nobiliari, tra cui la Torre dell’Orologio e Palazzo Rinaldi. Le colline circostanti sono tappezzate di vigneti che producono Lambrusco Grasparossa e vigneti per l’aceto balsamico tradizionale, elementi chiave dell’identità gastronomica della zona. Festival ed eventi enologici si svolgono durante tutto l’anno, invitando i visitatori ad abbinare l’architettura storica ai celebri sapori locali.
Cusano Mutri (Campania)

Nel profondo del Parco Regionale del Matese, vicino al confine con il Molise, Cusano Mutri occupa uno sperone roccioso che domina valli ondulate. I suoi vicoli stretti, le scalinate e le facciate in pietra evocano un ambiente quasi fermo nel tempo.
I resti storici includono il castello del XIII secolo e diverse chiese arroccate in alto nel centro storico, che offrono ampie viste sulle cime e sulle foreste circostanti. Il calendario del paese è ricco di tradizione: giugno porta il Infioritaelaborati tappeti floreali vengono esposti, mentre l’autunno celebra i funghi nel Sagra dei Funghiun festival che dura settimane.
Rivello (Basilicata)

Il paese di Rivello si sviluppa su tre sommità collinari della Valle del Noce, a ridosso della costa tirrenica. La sua posizione strategica offre ampi panorami sulle montagne e sul mare.
La doppia identità dei suoi quartieri riflette secoli di stratificazione culturale, comprese influenze romane, longobarde e bizantine. Notevoli siti religiosi includono San Michele dei Greci in stile bizantino e chiese latine come Santa Maria Maggiore e San Nicola. Il vicino Convento di Sant’Antonio e numerose chiese medievali aggiungono profondità architettonica a un villaggio noto per la tranquillità pastorale tanto quanto per il significato storico.
Villaggi Ospiti
Oltre alle aggiunte permanenti, l’associazione ha nominato anche due “villaggi degli ospiti”. Questa designazione si applica alle città che superano il limite di popolazione di 15.000 residenti, che normalmente le esclude dalla piena adesione. I villaggi ospiti sono ammessi su base onoraria per un periodo di due anni, consentendo ai quartieri storicamente significativi all’interno delle città più grandi di essere riconosciuti per il loro valore architettonico, gli sforzi di conservazione e l’identità culturale. Al termine del mandato lo status viene rivisto ma non si converte in inclusione permanente.
Borgo Il Piazzo, Biella (Piemonte)

Il nucleo storico di Biella, Borgo Il Piazzo, si trova su un crinale elevato sopra la città moderna. Il suo schema stradale medievale e le antiche case ricordano una città che un tempo fungeva da centro di produzione di lana e cashmere.
Collegato alla città bassa da una funicolare fin dal XIX secolo, il quartiere è caratterizzato da ripide strade acciottolate e sacche di patrimonio artigianale. Questo borgo conserva un’identità distinta come quartiere del patrimonio urbano, rendendolo un prezioso inserimento “ospite”.
Borgo Vecchio, Termoli (Molise)

Arroccato su un promontorio affacciato sull’Adriatico, il Borgo Vecchio di Termoli fonde atmosfere marittime con texture medievali. Le sue strette viuzze si aprono su panorami di mare e cielo, mentre l’imponente Castello Svevo custodisce l’ingresso del centro storico.
Tra le curve e le svolte delle sue strade c’è Vico il Castello, citato come uno dei vicoli più stretti d’Italia, che racconta un’esperienza d’altri tempi accanto a un vivace porto. La designazione come ospite borgo riconosce questa ricca miscela di vita costiera e insediamenti storici.