Il Festival di Sanremo in Italia, l’evento annuale di cultura pop più influente del paese, è stato coinvolto in una crescente controversia sulla partecipazione di Israele all’Eurovision Song Contest.
Secondo una convenzione di lunga data, al vincitore di Sanremo viene offerta la possibilità di rappresentare l’Italia all’Eurovision, che quest’anno si terrà a Vienna dal 12 al 16 maggio. Sebbene l’invito non sia obbligatorio, è tradizionalmente accettato e visto come una naturale estensione del ruolo di Sanremo all’interno del sistema televisivo pubblico italiano.
La questione si è intensificata dopo che la cantautrice siciliana Levante, una dei 30 artisti in competizione a Sanremo il mese prossimo, ha annunciato che si rifiuterebbe di rappresentare l’Italia all’Eurovision anche se dovesse vincere il festival. La sua decisione si basa sull’opposizione all’inclusione di Israele nella competizione nel contesto della guerra in corso a Gaza.
Parlando all’agenzia di stampa Adnkronos, Levante ha affermato che l’Eurovision è “molto più politicizzato di quanto si pensi” e ha sostenuto che la partecipazione implica ignorare la crisi umanitaria. Ha detto che è impossibile “far finta che non stia succedendo nulla” mentre un paese coinvolto in quello che ha descritto come un genocidio in corso può competere.
La posizione di Levante non ha precedenti nella storia di Sanremo, segnando la prima volta che un concorrente ha pubblicamente rifiutato la partecipazione all’Eurovision per motivi etici Prima il festival è addirittura iniziato. La mossa ha complicato la pianificazione per gli organizzatori e per l’emittente statale RAI, che supervisiona sia Sanremo che l’ingresso dell’Italia nell’Eurovision.
La RAI ha confermato la partecipazione dell’Italia all’Eurovisione
La RAI ha confermato a dicembre che l’Italia parteciperà all’Eurovision e ha espresso sostegno all’inclusione di Israele a seguito della decisione dell’assemblea generale dell’Unione europea di radiodiffusione. L’EBU ha approvato la partecipazione di Israele alla 70esima edizione del concorso nonostante le richieste di esclusione come forma di protesta.
La decisione ha innescato il ritiro di diversi paesi, tra cui Islanda, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Spagna, che hanno citato la campagna militare di Israele a Gaza. L’ex due volte vincitore di Sanremo Marco Mengoni ha pubblicamente sostenuto il boicottaggio da parte di quei paesi.
I media italiani riferiscono che la RAI è ansiosa di evitare il ripetersi delle recenti controversie. Nel 2025, il vincitore di Sanremo Olly declinò l’invito all’Eurovision, mentre nel 2024 l’appello sul palco del rapper Ghali a “fermare il genocidio” causò attriti diplomatici.
Per gestire la situazione, i dirigenti della Rai avrebbero condotto un sondaggio informale tra tutti i 30 concorrenti di Sanremo per determinare chi sarebbe disposto a rappresentare l’Italia a Vienna. L’obiettivo è preparare un piano alternativo ed evitare ritardi nel caso in cui l’eventuale vincitore rifiuti il ruolo.
Proposta all’EBU di invitare un artista palestinese
Parallelamente, diversi membri del consiglio della RAI hanno proposto che l’EBU inviti un artista palestinese ad esibirsi come ospite non competitivo all’Eurovision. La proposta non prevede l’esclusione di Israele ed è stata concepita come un’iniziativa culturale che promuove il dialogo piuttosto che come una dichiarazione politica.
Sanremo 2026 si svolgerà dal 24 al 28 febbraio, più tardi del solito per evitare lo scontro con le Olimpiadi invernali di Milano Cortina, in programma dal 6 al 22 febbraio.